Viterbo, 29 novembre 2020 – Alle ore 17 di sabato 28 novembre sul display lampeggiante della colonnina del parcheggio del Sacrario, brilla una parola: completo. L’area di sosta a pagamento, a due passi dal Corso e da Piazza del Plebiscito, è piena. Lo stesso vale per il parcheggio di Valle Faul. Entrando al Corso Italia pare, proprio, che la macchina del tempo si sia messa a girare e come vent’anni fa ed oltre, ecco tornare la classica passeggiata del sabato pomeriggio in centro. Abitudini
che con gli anni si erano perse per strada, soprattutto con l’avvento dei grandi centri commerciali che, specialmente di inverno, con le basse temperature, sottraggono persone ai negozi dentro le mura. Ma da qualche anno, novembre e dicembre, salvo qualche eccezione, si sono addolciti. E, soprattutto, i centri commerciali, causa Covid sono chiusi. Il centro, così, torna ad essere quello di una volta: un fiume umano che serpeggia lungo il Corso, tantissimi i giovani, le famiglie, le coppie, i gruppi di amici. E stavolta molti di loro hanno anche le “buste”: gergo in uso tra i commercianti per dire che la gente oltre a passeggiare, compra pure. Ieri, infatti, è stato il sabato del “Black friday”: ovunque campeggiano cartelli con sconti dal 20% al 50%, un’opportunità che fa crollare le barriere della gente, più propensa in questo periodo incerto e imprevedibile a risparmiare. Proprio per questo, quando capita il buon affare, come gli sconti praticati in questi giorni, molti approfittano. E i commercianti tornano a sorridere. Dopo il 4 dicembre, però, con il nuovo dpcm i centri commerciali potrebbero tornare ad aprire nel week end, riproponendosi come agguerriti competitori dei negozi del centro. Come una povera Cenerentola, per la città antica potrebbe presto scoccare la mezzanotte e ritrovarsi con degli stracci addosso. Ma non è detto. Da vedere, dunque, se il flusso di persone diminuirà con le grandi strutture commerciali aperte. Intanto la passeggiata storica del sabato pomeriggio al Corso, pare proprio essere tornata in voga, e la città antica si gode questa improvvisa stagione di ritrovata “giovinezza” sperando che duri più a lungo possibile o, quanto meno, che abbia dato preziosi suggerimenti per il rilancio del centro storico.