Home Cronaca Omicidio Barchi, la difesa: “Pavani non pienamente punibile, perché seminfermo di mente”.
Omicidio Barchi, la difesa: “Pavani non pienamente punibile, perché seminfermo di mente”.

Omicidio Barchi, la difesa: “Pavani non pienamente punibile, perché seminfermo di mente”.

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Viterbo – Confermata la perizia per la semi infermità mentale di Stefano Pavani, 32enne di Corchiano accusato dell’omicidio di Daniele Barchi, massacrato di botte nella notte tra il 20 e il 21 maggio 2018 nella sua abitazione in via del Suffragio, adiacente a Corso Italia.  Secondo la difesa, affidata all’avvocato, Luca Paoletti, Pavani sarebbe affetto “di un disturbo della personalità che incide fortemente sulla sua capacità di intendere e di volere”. Non sarebbe, quindi, “pienamente punibile, perché non pienamente capace”. Stamattina l’udienza in tribunale davanti al gup Savina Poli. L’uomo sarà comunque sottoposto a processo, fissato il 4 luglio. I fatti risalgono alla sera del 22 maggio 2018. Una lite tra Pavani e la fidanzata in un alloggio del serpentono di Bagnaia, determina l’intervento della polizia. All’arrivo degli agenti la donna dice che il suo compagno avrebbe ucciso un uomo. Un’affermazione che indirizza i poliziotti verso un monolocale a pianoterra di via del Suffragio, adiacente a Corso Italia. Qui si presenta loro uno spettacolo raccapricciante: un uomo riverso in terra, ucciso da diversi giorni. Un corpo martoriato. Un cadavere. Quello di Daniele Barchi, 42enne originario di Gaeta che in quei giorni ospitava presso la sua abitazione Pavani.

Foto sito tribunale

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.