Viterbo, 13 giugno 2025 – Nel generale quadro della riqualificazione che oramai da anni sta interessando Piazza del Plebiscito con il rifacimento della pavimentazione, del piano terra di Palazzo dei Priori, della facciata del Palazzo del Podestà, l’imminente partenza del cantiere della torre dell’Orologio, c’è un pezzo che resta fuori: Palazzo Calabresi. Edificio storico che può essere considerato una continuazione di quello del Podestà con cui delimita tutto un lato della centralissima via Roma, versa oramai da anni nell’abbandono. Un palazzo fatiscente che alimena un fazzoletto di degrado a due passi da Piazza del Plebiscito. Interessarsi ad esso pare quasi naturale. L’ha fatto il centrodestra, su proposta di Giulio Marini, che si appresta a portare in consiglio una mozione per chiedere che il palazzo rientro nella gestione comunale e che sia individuato il soggetto che dovrà mettere i soldi, o quanto meno trovarli, per procedere alla sua riqualificazione.

“Quel palazzo in questo momento sembra meno attenzionato di tutti”, dice Giulio Marini, “Con i fondi arrivati c’è stata una boccata d’ossigeno su tutto il patrimonio immobiliare, manca solo questo che oltre a una sua storia importante, ha anche una presenza importante sul centro storico e un parcheggio a pochi metri, quello del Sacrario. Credo, dunque, sia imporante riprendere quella riqualificazione iniziata a fine anni Ottanta con 500 milioni di lire”.

“Palazzo Calabresi è parte integrante dell’identità storica e culturale di Viterbo”, dice Andrea Micci, (Lega): “È inconcepibile che resti nell’abbandono mentre la nostra città ambisce al titolo di Capitale Europea della Cultura. Il Comune deve tornare protagonista nel recupero e nella gestione di questo patrimonio“. La mozione, firmata da Lega, Fratelli d’Italia e civici (Luisa Ciambella, Letizia Chiatti, Marco Bruzziches), impegna il sindaco e la giunta “di assicurarsi verso la Regione Lazio e la Provincia di Viterbo di poter esperire il tentativo di utilizzo del Palazzo per i fini Istituzionali del Comune in quanto adiacente al Palazzo dei Priori e di vitale importanza per il recupero strategico del centro storico”, dice il testo. Si procederà, poi, con la sua riqualificazione. L’aggiunta del palazzo all’immobile comunale, permetterà anche di utilizzarlo per altri uffici.

Naturalmente il palazzo andrà anche riqualificato: “Da questo dialogo istituzionale da instaurare”, dice Laura Allegrini (FDI), “dovrà chiarirsi anche il soggetto deputato a cercare o mettere fondi. Certo è – specifica – che il restauro di Palazzo Calabresi è fondamentale per recuperare una parte di città estremamente degradata, ma attigua alla piazza principale”.
Il testo della mozione:
Tra la fine degli anni ‘ 80 e l’inizio degli anni ’90 del secolo scorso il Comune di Viterbo ritenne opportuno investire nel recupero di Palazzo Calabresi, allora facente parte del patrimonio dell’ente locale. L’immobile, a fianco di Palazzo dei Priori, faceva parte dello stesso sedime, per questo il Comune spese ben 500 milioni di lire per il restauro del piano terra ed anche altri locali. Successivamente divenne di proprietà della Regione Lazio per una serie di circostanze legate all’eredità degli ultimi proprietari. Da quel tempo in poi il nulla o poca cosa, sporadici interventi di manutenzione straordinaria, a volte sollecitati da ordinanze sindacali riguardanti la pericolosità dell’immobile. Ci fu un certo interesse da parte della Giunta Michelini per utilizzare il bene, ma le condizioni dal punto di vista amministrativo e riguardanti la responsabilità, devono aver convinto gli utilizzatori a trovare soluzioni diverse. Da quel momento più nulla, cadde nel più totale disinteresse. Durante l’Amministrazione Provinciale guidata dal presidente Nocchi e in comune dal sindaco Arena ci fu un risveglio di interessi sul Palazzo e a quel punto la Regione Lazio concesse l’onere della gestione alla Provincia di Viterbo a seguito di un accordo, era il maggio 2022. All’epoca il Presidente Romoli dichiarò che quanto fatto per Palazzo Calabresi era un importante esempio di come il dialogo e la collaborazione tra istituzioni sia fondamentale per il buon funzionamento di una società. Quanto di più saggio si possa immaginare per definire il dialogo Istituzionale. Crediamo, però, che davanti a un percorso di grande rilevanza internazionale come la Capitale Europea della Cultura non si possa trascurare l’attivazione di tutte le leve e finanziamenti per tale recupero. Quindi chiediamo al Sindaco di Viterbo di assicurarsi verso la Regione Lazio e la Provincia di Viterbo di poter esperire il tentativo di utilizzo del Palazzo per i fini Istituzionali del Comune in quanto adiacente al Palazzo dei Priori e di vitale importanza per recupero strategico del centro storico.
Alcuni cenni storici.
Il Palazzo fu utilizzato come residenza nel periodo storico risalente alla famiglia Orsini nel XVI secolo, la famiglia Marsciano nel XVII secolo e dei Calabresi nel XVII fino XX secolo. Il Palazzo fu anche residenza del grande pittore Pietro Vanni, dove la sua capacità artistica si può notare all’interno dell’immobile, ma in particolare caratterizza la loggia che si affaccia su via Roma.