Viterbo, 19 agosto 2020 – Quella di Palazzo dei Priori è stata una crisi balneare, e non solo perché si è aperta in piena estate, ma anche perché ha toccato il suo culmine all’arrivo della pratica sull’istituzione di un Centro Federale Nazionale nel complesso comunale della piscina del Murialdo. La crisi da qui è iniziata, e qui, pare destinata a finire, con quale esito è ancora tutto da vedere. La votazione sull’istituzione del centro federale, ha aperto diverse crepe in maggioranza. E così la delibera si aggira da tempo nei corridoi di Palazzo senza ancora avere conosciuto il suo epilogo. Da qui la decisione dei vari partiti di dire stop e capire se c’è ancora una convergente visione tra tutti gli alleati. Il programma con cui il centrodestra si è presentato alle elezioni comunali del 2018 è vasto, ed è stato pienamente condiviso da tutti i partiti e movimenti che sostengono il sindaco Giovanni Arena. Ma la piscina comunale, per come si sono sviluppati certi rapporti in maggioranza in questi mesi, potrebbe essere diventata la prova regina per testare una sorta di “fedeltà” e “affidabilità” interna alla coalizione, la sussistenza di quel clima di trasparenza e collaborazione necessaria a mantenere solida la coalizione, e che travalica i contenuti, pur mantenendo questi il loro giusto peso. Del resto, un progetto di tale importanza, non può non essere condiviso da tutti, ricercando quei punti di mediazione nella gestione di un bene pubblico, che dovrebbero essere in grado di superare anche qualche resistenza dettata da posizioni politico-ideologiche o di consenso. Se questo non c’è, secondo alcune posizioni in maggioranza, quello di metà mandato potrebbe diventare più di un semplice tagliando alla funzionalità della macchina amministrativa, aprendo un capitolo tutto politico. Questione ben compresa dall’opposizione, che proprio sulla piscina comunale sta imbastendo la madre di tutte le battaglie politiche, avendo intuito che proprio questo potrebbe rivelarsi il tallone di Achille della coalizione di centrodestra. Entro la fine di agosto, dunque, il Centro Nazionale Federale sembra destinato ad arrivare in consiglio comunale. Si parla del 27 o del 28 agosto, ma la data è ancora da decidere. Osservata speciale per questo appuntamento è Fondazione, con i due consiglieri comunali Sergio Insogna, palesemente critico sul provvedimento, e Gianmaria Santucci. Un grosso punto interrogativo resta anche su alcuni singoli consiglieri di altri partiti, la cui posizione, favorevole o contraria, è ancora tutta da decifrare. Ma Giovanni Arena, che ha più volte palesato il suo giudizio positivo per l’istituzione di un Centro Federale Nazionale, ritenendolo una grande opportunità per la città, ha già messo la barca nell’acqua della piscina. Tra qualche giorno suonerà il fischietto, e chi ancora intende far parte della coalizione, dovrà salire a bordo e iniziare la traversata che porterà all’istituzione del Centro Nazionale Federale a Viterbo. Questa, pare, al momento la via obbligata per sciogliere i nodi sorti all’interno della coalizione. Ma Fondazione, con un altro post molto esplicito scritto stamattina dal suo leader, Gianmaria Santucci, pare voler imprimere un’altra rotta al cammino della coalizione: optando per la via terrestre, piuttosto che quella marittima. E, infatti, scrive: «Anche oggi leggo interviste di autorevolissimi esponenti della maggioranza in Comune che spiegano come la priorità a Viterbo sia la piscina. A quanto pare, vediamo cose diverse e parliamo con persone diverse. Per questo alla riunione di stasera noi di Fondazione andremo per sapere: giorno mese ed anno di quando taglieranno le erbacce in strada; di quando si asfalteranno le strade; di quando termineranno i lavori a Pratogiardino; di quando si completerà il verde dei parchi pubblici; di quando si riporterà il servizio anagrafe a Bagnaia e San Martino; di quando verrà sistemata piazzale Gramsci; di quando verrà fatta la rotazione dei dirigenti comunali; di quando verrà sistemato il parcheggio di Via Garbini; di quando verrà aperto il parcheggio fuori valle Faul; di quando verrà aperta l’area camperisti». «Basta?», dice Santucci, per restare a «terra» si potrebbe aggiungere. Chissà se l’invito sarà raccolto da qualcuno in maggioranza, oppure, ad avere la meglio, resterà la rotta acquatica indicata dal sindaco. Si sa, del resto, che le vacanze estive, tra chi preferisce il mare e chi la montagna, sono state motivo di rottura nei migliori matrimoni. Tra qualche giorno si scoprirà se lo saranno pure per quello sugellato a Palazzo dei Priori nel marzo del 2018.