Viterbo, 16 dicembre 2022 – Alta tensione al comune di Viterbo. La sala del consiglio comunale pare sempre più una polveriera, dove basta una scintilla per creare un’esplosione. E questo nonostante dai banchi della maggioranza Frontini regni più che altro il silenzio da oramai sei mesi, rotto solo dalla voce del capogruppo Giancarlo Martinengo che, ad ogni consiglio, esprime l’indirizzo della maggioranza, condiviso da tutti con puntuali alzate di mano. Un segno di grande compattezza, sicuramente. Ma i dibattiti che facevano vivere la sala del consiglio, in cui i consiglieri comunali, anche quelli di maggioranza, esprimevano la loro opinione, le loro riflessioni, replicavano all’opposizione, ed esercitavano anche il loro diritto di iniziativa, pur confluendo in un indirizzo comune della compagine, con l’era Frontini sembrano un raro ricordo. Sedute “incolori” dal punto di vista del dibattito, solo un monologo dell’opposizione dall’esito già scritto: abbattersi regolarmente contro quel muro di mani della maggioranza che si alzano a fine seduta per esprimere il voto favorevole su qualcosa già deciso. Come un copione già scritto, quello è, e quello rimane. Non importa quello che accade tra l’inizio e la fine della seduta. Sicuramente maggioranza più compatta a Palazzo dei Priori non si era mai vista, e nemmeno più taciturna. Possibile che, pur essendo tutti d’accordo, nessuno abbia una riflessione da esternare, o anche solo la voglia di replicare alle bordate dell’opposizione? Ecco, allora, che quando Daniele Rossi di Viterbo 2020 prende la parola e rompe il muro del silenzio che avvolge la maggioranza Frontini, diventa una notizia.
L’occasione gliela offre il consigliere comunale Pietro Amodio (PD). Si discute e si vota il piano di risanamento di Francigena. «Io sono nuovo, come il 90% di voi – dice Amodio -. Non sono un tecnico, non capirò tanto. Ma ho il dubbio che anche voi non abbiate le idee chiare». Qui il “monologo”, finalmente, si interrompe e diventa un dibattito, seppur brevissimo, di quelli che si sono sempre fatti a Palazzo dei Priori. Si alza Daniele Rossi e replica ad Amodio: «Sta dicendo se noi siamo in grado o meno di capire il piano di risanamento?», dice. Amodio specifica che non voleva assolutamente dire che sui banchi della maggioranza non c’era la capacità di capire ciò che si stava votando. Il consigliere del Pd, poi, passa al piano di risanamento di Francigena che, tra le altre cose, prevede un aumento della tariffa oraria dei parcheggi blu dentro le mura da un euro a un euro e cinquanta, mentre quelli fuori dalle mura passano da 50 centesimi a un euro. Stessa tariffa si paga a Orvieto, fa notare la sindaca. Ma Amodio fa una riflessione piuttosto semplice: «Il parcheggio del Sacrario è vuoto, perché è inserito in un contenitore vuoto, la città è vuota. Ho le foto che mi mandano i commercianti. I ragazzi di 18 – 20 anni non sanno cosa fare il fine settimana». Forse a Orvieto sono messi meglio. Secondo Amodio alzare la tariffa oraria potrebbe scoraggiare i pochi che parcheggiano a pagamento. Secondo il consigliere del Pd sarebbe stato meglio “fidelizzare” magari con abbonamenti o sconti, piuttosto che con l’ennesimo balzello ai cittadini.

A parte il piccolo alterco tra Rossi e Amodio, però, il clima a Palazzo dei Priori pare pesante. Lo fa notare la consigliera Alessandra Troncarelli: «Mi auguro che torni la quiete nella Sala d’Ercole. Ci vuole il rispetto dei ruoli a livello istituzionale. Prima di tutti ci vuole il rispetto delle persone. Vedere un presidente del consiglio che commenta puntualmente ogni singolo intervento dei consiglieri comunali di opposizione, è poco consono», dice Troncarelli riguardo a Letizia Chiatti che finisce nuovamente nel mirino dell’opposizione «Ognuno di noi qui rappresenta una parte degli elettori – continua Troncarelli – Abbassiamo i toni ed evitiamo di parlare sotto microfono». A cosa si riferisce la consigliera del Pd?
