Home Attualità Risanamento Francigena, piano a 5 anni, Micci: «Ma a maggio scade il servizio parcheggi».
Risanamento Francigena, piano a 5 anni, Micci: «Ma a maggio scade il servizio parcheggi».

Risanamento Francigena, piano a 5 anni, Micci: «Ma a maggio scade il servizio parcheggi».

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Viterbo, 16 dicembre 2022 – Piano di risanamento Francigena approda in consiglio comunale dove ieri è stato votato da 21 consiglieri comunali: maggioranza e Luisa Ciambella. L’opposizione lascia la sala del consiglio. Per Claudio Ubertini (Lega): «La società passa in utile perché il comune paga quasi 500 mila euro. Operazioni contabili che generano grandi perplessità.  Lo vogliamo chiamare ripianamento di perdite con i soldi del Comune? Io credo che sia proprio così.  Si riconoscono extra costi, indennità chilometrica, extra costi delle farmacia. Secondo me qualche anomalia c’è – dice Ubertini -. Su operazioni di questo tipo, chi era seduto su questi banchi ha pagato dazio abbastanza fortemente. Portate un bilancio che presentava quasi 500 mila euro di perdita a 200 mila euro di utile. Qualche riflessione io la farei. Il problema – conclude Ubertini – non riguarda noi – dice riferito al fatto che la Lega non voterà il piano. Quello che è stato fatto non porterà al risanamento della società. Ci sono tanti lati oscuri e potrebbero uscire fuori brutte sorprese».

Claudio Ubertini (Lega)

Il piano di risanamento di Francigena si basa su aumento delle tariffe dei parcheggi con strisce blu da un euro a un euro e 50 centesimi per quelli dentro le mura e da 50 centesimo a un euro per quelli fuori. Ci sarà poi un riallineamento del chilometraggio, per avere il contributo comunale che viene erogato a un certo numero di chilometri percorsi. Prevista anche l’apertura di una terza farmacia. E maggiori fondi dalla Regione Lazio. Ma c’è un nodo che, secondo il consigliere Andrea Micci (Lega), potrebbe minare tutto il castello dell’ ipotesi di risanamento: «Il contratto di servizio dei parcheggi, prorogato dal commissario per 12 mesi, scadrà a maggio. Il piano è a 5 anni. Ho letto la delibera del commissario  – dice Micci –  fa riferimento, in un passaggio, a una relazione del dirigente del settore che giudicava negativa l’ipotesi di nuovo affidamento in house perché non economico e allo stesso tempo riteneva che non c’erano i tempi per fare una gara pubblica. Qui stiamo votando un piano di risanamento, ma cosa accadrà a maggio?».

Andrea Micci consigliere comunale della Lega
Andrea Micci (Lega)

Il tecnico del Centro Studi Enti Locali spiega: «Oggi non votate il prolungamento del servizio. Abbiamo segnalato agli uffici che a tempo debito dovranno provvedere a fare una valutazione e voi dovrete votare se  continuare o no con il modello in house o scegliere altre soluzioni migliorative. Abbiamo costruito il piano insieme agli uffici e secondo loro, allo stato dell’arte,  una continuità di gestione del modello in house con le condizioni attuali, sarebbe positiva, da continuare. Oggi non decidete  né il rinnovo, né la proroga».

Luisa Ciambella
Luisa Ciambella (Per il Bene Comune)

Il piano di risanamento, però, sarebbe stato fatto ipotizzando la continuità del modello in house, cosa, secondo Micci, per niente scontata.  «Abbiamo previsto che continui, altrimenti avremmo dovuto fare non so quante versioni del piano per prevedere cosa sarebbe successo – ammette il tecnico del Centro Studi – Oggi, però non votate questo, lo farete a primavera. Se a maggio 2023 deciderete diversamente andrà corretto il piano di risanamento».  La spiegazione non soddisfa Andrea Micci (Lega): «C’è un disallineamento del piano. La delibera del dirigente del settore non ritiene che a maggio ci siano le condizioni per un affidamento in house, né i tempi per fare una gara, quindi deduco che si dovrà prorogare il servizio per avere i tempi per  fare la gara. Quando si alza la mano si prendono delle responsabilità – spiega Micci -. In passato delibere con pareri favorevoli e illustri tecnici per i quali andava tutto bene, hanno portato alla condanna di diverse decine di migliaia di euro».

Chi, invece, è convinta della bontà del piano di risanamento dell’Amministarzione Frontini è Luisa Ciambella (Per il Bene comune): «Sono stati sviscerati tutti gli elementi – dice – Lo ritengo un piano molto ragionevole. Non sono questi i tempi per valutare discorsi di casacca tra maggioranza e opposizione», dice Ciambella, suscitando l’ira di Claudio Ubertini (lega): «Le posso assicurare che non votiamo per una questione di casacca, non votiamo il piano perché non ci crediamo – spiega Ubertini – . Questa poteva risparmiarsela. Uno vota se ci crede e noi in questo piano non ci crediamo.  Non condividiamo alcune operazioni e riteniamo possano esserci grossi problemi di legittimità. Per fortuna è una pratica che andrà alla Corte dei Conti. Un organo super partes che dirà se quello che state facendo è legittimo o meno». Semaforo rosso anche per il Pd: «Vogliamo tutelare Francigena – dice Alessandra Troncarelli -, ma non crediamo che questo piano porterà al rilancio dei servizi. Non condividiamo nemmeno il metodo con cui siamo arrivati qui oggi». Via libera, invece, dal capogruppo di Viterbo 2020, Giancarlo Martinengo: «Il nostro obiettivo è salvare al società, le famiglie e i posti di lavoro. Questo piano di risanamento ci convince». Così come convinta è la sindaca Frontini: «Abbiamo reso un grandissimo servizio alla società e ai cittadini viterbesi. Avremo una società più florida e servizi migliori».

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.