Viterbo, 12 agosto 2025 – Non ha ancora ucciso nessuna zanzara, ma ha sollevato un bel vespaio. Si tratta della campagna per la disinfestazione “Adulticida e larvicida” programmata inizialmente dal Comune di Viterbo in notturna, da mezzanotte alle 6, nei giorni 12, 13, 14 agosto, sulla città divisa in tre quadranti: nord, sud e frazioni che ha scatenato paure e rimostranze da parte dei cittadini e delle associazioni animaliste, principalmente per l’uso del prodotto HYDROCIP, contenente cipermetrina da diffondere con “atomizatore”. Ieri mattina il dietro front dell’assessorato all’Ambiente, guidato da Giancarlo Martinengo. Non più un intervento adulticida e massivo, ma larvicida e localizzato su caditoie, tombini e ristagni d’acqua pubblici, ma soprattutto con prodotti senza controindicazioni verso persone, animali e piante, che è stato il fattore scatenante delle proteste e delle dure prese di posizione della associazioni animaliste e di numerosissimi cittadini in questi giorni. E’ partita così stamattina la battaglia alla zanzare West line che, peraltro, da queste parti, fortunatamente, non si è ancora vista. “Dettaglio” non da poco.
L’ordinanza regionale obbliga alla disinfestazione adulticida e larvicida solo i Comuni con la circolazione virale in atto. Non, quindi, il Comune di Viterbo.
L’ordinanza della Regione Lazio firmata dal presidente Francesco Rocca, è chiara ed obbliga i soli “Comuni con circolazione virale in atto”, di “eseguire, con urgenza e senza ritardo, interventi straordinari per il controllo vettoriale, con particolare riguardo alle attività di disinfestazione, sia adulticida sia larvicida, come da indicazioni delle Aziende Sanitarie Locali territorialmente competenti, con la collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana, il quale verifica, ai fini dell’erogazione del contributo, le attività e gli interventi sopra indicati”, riporta l’ordinanza regionale. Per i Comuni colpiti dal virus, quindi, oltre all’obbligo della disinfestazione, ci sono anche “risorse economiche straordinarie, stanziate con apposita delibera di Giunta della Regione Lazio”.
Il Comune di Viterbo inizialmente avrebbe attivato “Il Piano Nazionale Arbovirosi 2020 – 2025” seppure in assenza del virus West Line.
A Viterbo, ad oggi, non si ha notizia della circolazione del virus, pertanto non rientrerebbe nel campo di applicazione dell’ordinanza. Nonostante ciò, la determinazione dirigenziale nr. 120 del 6 agosto 2025 del comune di Viterbo, che pure richiama l’atto regionale, aveva come oggetto la “Disinfestazione di zanzare larvicida e adulticida per la prevenzione ed il controllo della malattia di West Nile (febbre del Nilo) trasmessa da insetti vettori nel territorio del comune di Viterbo”. Inizialmente il Comune avrebbe attivato, quindi, il “Il Piano Nazionale Arbovirosi 2020 – 2025 e il Piano Regionale di contrasto alle Arbovirosi”, previsto solo in “presenza di dimostrata circolazione virale”. Circostanza ad oggi assente nel Comune di Viterbo. Ieri mattina il dietro front di Palazzo dei Priori sostituendo la disinfestazione “Adulticida e Larvicida” con solo quella “Larvicida”, che non prevede erogazioni diffuse, ma solo localizzate in alcuni punti specifici, dove le zanzare vanno a deporre le uova.
Nell’incontro del 6 agosto il referente regionale avrebbe sconsigliato, quasi vietato, la disinfestazione adulticida e larvicida nei Comuni dove il virus non circola, per non uccidere altri insetti positivi per l’ambiente.
Ieri mattina l’argomento era stato meglio specificato da un video diffuso dal sindaco di Ronciglione, Mario Mengoni: “Non risultano esserci casi attivi né su animali né su esseri umani, tanto meno sono state individuate zanzare vettori che stanno trasportando la malattia. Quindi l’ordinanza regionale al momento non produce effetti per la Tuscia”, ha spiegato Mengoni che ha poi riferito: “Mercoledì 6 agosto ho partecipato a un incontro organizzato dalla Asl, con tutti i sindaci e l’istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana. Il dottor Claudio Deliberato, referente etimologico della regione, ci ha caldamente sconsigliato, per non dire vietato, di procedere con la disinfestazione, poiché, non essendoci zanzare che stanno svolgendo il ruolo di vettore, si rischia di uccidere altri insetti che hanno un ruolo positivo per l’ambiente. Nei Comuni dove si sta esagerando si stanno riscontrando morìa di api”. Da qui l’annuncio di Mengoni di procedere con la disinfestazione solo larvicida “che non inquina, perché non è diffusa nell’aria, ma solo in punti mirati dove le zanzare depongono le uova”. Soluzione adottata ieri mattina pure dal Comune di Viterbo.