Viterbo – Una piazza senza le auto è bella per definizione. A piazza san Carluccio, nel cuore del centro storico di Viterbo, scompaiono le automobili in sosta e fanno la loro comparsa degli originali sedili a forma di levigate pietre gigantesche dalla forma ovoidale. Belle? Brutte? Il gusto è soggettivo. Ad esserlo un po’ meno è la filosofia di liberare contesti storici di un certo pregio dalla carrozzeria colorata dei mezzi moderni che, quasi sempre, cozza, con le scenografie di altri tempi. E in questo, i giganteschi ciottoli che ora campeggiano nel mezzo di piazza San Carluccio, hanno fatto centro. Possano piacere o meno. Le installazioni nel progetto Viandate lanciato dall’Accademia Nazionale di San Luca di Roma risultato tra i vincitori del Bando “Arte sui Cammini”, indetto dalla Regione Lazio, che, in linea con le indicazioni del Consiglio d’Europa, sostiene la realizzazione e installazione di opere d’arte contemporanea lungo i Cammini del suo territorio. Il progetto prevede altre due installazioni, la prima alle Piscine Carletti, la seconda al sottopasso di via Marconi. “Viterbo diventa sempre più una città d’arte e di cultura – dice l’assessore alla Cultura, Marco De Carolis -. In questi giorni abbiamo inaugurato una serie di opere di arte contemporanea che contribuiranno certamente a trasformare in meglio la nostra città. Nei prossimi giorni ne presenteremo delle altre.
Il Progetto Viandante con le due installazioni, la prima alle Piscine Carletti e la seconda al sottopasso di via Marconi, e ancora il nuovo arredo urbano di piazza San Carluccio – commenta De Carolis – sono frutto del lavoro della Rete Imprese Viterbo e Viterbo Capitale Medioevale. Sono stati ideati dall’architetto Spatoliatore che ha finalmente liberato la piazza dal parcheggio selvaggio di questi ultimi anni.
La qualità premia e Viterbo cresce intorno a progetti seri e densi di visione”.
Il progetto Viandante, a cura di Barbara Reggio, coinvolge due artisti di differenti generazioni, Andrea Aquilanti (1960) e Leonardo Petrucci (1986) e si articola in tre opere legate da un fil rouge che approfondisce l’eredità storica e culturale della via Francigena nel nord, nel tratto del Comune di Viterbo.
I siti interessati sono il passaggio pedonale coperto di via G. Marconi, in pieno centro città, che incrocia direttamente la Francigena, nonché l’attuale itinerario alternativo in bicicletta, e il Parco delle Piscine Carletti che nei secoli passati ha rappresentato un luogo di sosta e ristoro per i pellegrini in viaggio, per via della prossimità e facile accessibilità a piedi dalla via romea.