Viterbo, 20 novembre 2025 – Ha insegnato alla figlia ad andare in bicicletta a viale Trento, quando sulle panchine c’erano i pensionati, i commercianti della zona, gli anziani. Oggi ha quindici anni e a viale Trento, in un cortile interno, ci parcheggia il motorino, il padre la va a prendere per poi accompagnarla nel tratto di strada che deve fare a piedi fino al portone della loro casa. E così quando esce, il padre va con lei fino al motorino. Perché su quelle panchine la gente è cambiata: “Ci sono nullafacenti di qualsiasi nazionalità, stranieri ma anche italiani, la zona oramai è in completo degrado. Comprano alcolici in alcuni minimarket che stanno qui, bevono, bivaccano, molestano la gente che passa, si annidano tutto il tempo nei tanti angoli bui della via, dove l’illuminazione è carente”.

Luca (nome di fantasia) è un giovane padre di famiglia e racconta così la sua odissea da residente a Piazzale Gramsci, una zona dove il degrado ha cambiato le abitudini delle persone. “Accompagno mia figlia, ma anche mia moglie che parcheggia l’auto a viale Trento, quando escono di casa e quando tornano. Se sono a lavoro restiamo al telefono per tutto il tratto di strada che devono fare a piedi. Vivere qui è sempre più difficile”, sottolinea Luca, “Il volto della città è cambiato, irriconoscibile rispetto a tanti anni fa.
“Durante il giorno siamo più sereni, ma quando cala il sole, si vive con l’angoscia, soprattutto se devi uscire. Non è che possiamo chiuderci in casa”, prosegue. L’ultimo episodio è avvenuto domenica scorsa con un gruppo che sostava fuori da un minimarket e che ha importunato dei passanti. Uno di questi, dopo essere stato colpito, è rimasto a terra. Sono intervenute le forze dell’ordine. “Di recente sono iniziati ad arrivare anche degli italiani che chiedono soldi”, prosegue Luca, “Qualche giorno fa sono stato inseguito da un giovane che mi ha chiesto denaro per mettere benzina. Questa gente sta ovunque. Li abbiamo trovati anche seduti sul portone di casa. E li abbiamo anche visti nascondere qualcosa in un tubo di scarico della grondaia di un edificio. Spaccio? Ovviamente non mi sono avvicinato. Sono gruppi numerosi. Dopo che hanno bevuto lasciano sporcizia e cocci ovunque.
C’è pure chi dorme in strada e accende fuochi”, dice Luca. “La tranquillità non regna più qui”, “giorno dopo giorno ho visto andarsene quasi tutti: la pizzeria, il fioraio, l’agenzia immobiliare, resiste ancora il negozio di abbigliamento sportivo”. Anche lui e la sua famiglia hanno pensato di andarsene. Ma non è così semplice. “Chi compra una casa qui? E se anche volessi affittarla, ci verrebbe solo questa gente qui”. E, infine, chiude la sua testimonianza con una provocazione: “Abbiamo visto controlli serrati sulle sedie di santa Rosa perché erano un ostacolo alla sicurezza, spero che la stessa solerzia si usi ora per garantire la sicurezza tutto l’anno ai cittadini”.