Home Attualità Pignoramento conti Talete, Bianchini: “Temo sia stata una vendetta per aver eletto il cda con il Pd”.
Pignoramento conti Talete, Bianchini: “Temo sia stata una vendetta per aver eletto il  cda con il Pd”.

Pignoramento conti Talete, Bianchini: “Temo sia stata una vendetta per aver eletto il cda con il Pd”.

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Viterbo – Pignoramento dei conti di Talete: il clima si scalda a Palazzo dei Priori. Prima il sindaco Arena  che annuncia “una verifica interna” per capire chi avrebbe dato l’ordine di procedere verso Talete, a sua insaputa, poi il capogruppo, Paolo Bianchini, di Fratelli d’Italia, “Non vorrei che questa sia stata una vendetta verso chi ha voluto portare avanti la nomina del nuovo consiglio di amministrazione (ndr Forza Italia e Fratelli d’Italia)”, dice Bianchini, “è inaccettabile, poi, il fatto che io, che sono un consigliere comunale, sono venuto a sapere prima di lei, che è il sindaco, che sono stati pignorati i conti di Talete. E, soprattutto, che a farlo sia stato il comune di Viterbo, il socio di maggioranza relativa di Talete con un’accelerazione che non capisco, e con un largo anticipo rispetto al termine ultimo del 15 luglio, quando il comune avrebbe, invece, dovuto tentare, fino in ultimo, di trovare una soluzione, un accordo. Ma alla luce dei fatti, possiamo anche pensare che qualcuno, forse, pensa di metterla in mano a qualcun altro. Se è così, esca allo scoperto”, prosegue Bianchini alludendo a eventuali privatizzazioni. “Sindaco, oggi lei qui è il parafulmine, e queste cose le devo dire – continua Bianchini -.  Ci siamo sentiti accusare, come partiti, di avere inciuciato con il Partito Democratico per nominare il cda. è stato un accordo di responsabilità, ma non vorrei che questo abbia fatto scattare una vendetta verso chi ha portato avanti questa  posizione. è stato un atto di buona amministrazione per assicurare un servizio alla città. Lei ci deve dare i nomi e i cognomi di chi ha dato l’ordine di procedere con il pignoramento dei conti di Talete. Esistono assessori, esistono dirigenti: vogliamo i nomi dei responsabili”. Intervento animoso pure quello di Giulio Marini (FI): “Esiste una commissione, la quinta, che si occupa delle società partecipate e che dovrà dirimere questa vicenda, di cui, peraltro, era all’oscuro. Ma così non va bene. La fiducia dei consiglieri non è illimitta. Gli atti inerenti le società partecipate devono passare dalla commissione preposta. Mi auguro, sidaco – dice Marini – che lei domani possa districare questa complessa matassa”. La parola passa, poi, all’opposizione: “Questo modo di amministrare non è degno di un Comune capoluogo – attacca Chiara Frontini (Viterbo 2020) – credo abbastanza alla tesi del consigliere Bianchini. Trovo strano, però – prosegue Frontini – che lei sindaco non sapeva. Ma anche se fosse così, non posso credere che nessuno, dell’amministrazione, non sapesse ciò che stava succedendo. E se è vero, come dice il consigliere Bianchini, che è partito un ordine il 14 maggio per un dispetto, questo non si può fare sulle spalle dei cittadini. Non è possibile, poi, che si lanci una bomba di questa portata sull’amministrazione, senza avere un piano B per uscirne. Temo, purtrppo, che questa possa veramente essere un tentatvio per la privatizzazione o la vendita di Talete”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.