Piazza del Plebiscito, Frontini: “Sta emergendo un mondo sotterraneo, ma chiuderemo il 31 luglio”..
Viterbo, 2 marzo 2025 – Sulla durata degli scavi archeologici a Piazza del Plebiscito, il Comune vorrebbe metterci un punto, la sovrintendenza, invece, ieri, ha messo un punto interrogativo. Grosso. Se da un lato Piazza del Plebiscito sta restituendo alla città un pezzo di storia importante e dall’indubbio fascino, dall’altra c’è chi deve fare i conti, ora, con la gestione cittadina: la maggioranza Frontini, interessata a chiudere quanto prima, comunque entro il 31 luglio.

Su Palazzo dei Priori, però, si addensano nubi: quelle di bilancio, perché gli scavi stanno andando avanti con i soldi destinati alla pavimentazione, e quelle legati al passaggio della Macchina di Santa Rosa nell’anno del Giubileo, con la piazza che rischia di essere ancora occupata dalle transenne il 3 settembre. “Il cantiere ha una sua tempistica”, ha detto ieri Frontini, “che dipende dalle sue disponibilità economiche. Resta ferma l’intenzione di completare tutta la piazza. Non possiamo lasciarla incompleta. Le risorse sono quelle. La sovrintendenza è consapevole delle necessità sia della città, sia quelle economiche. Vogliamo chiudere entro il tempo che ci siamo detti”. Dopo quello che è emerso ieri, però, con la Sovrintendenza, che ha annunciato ulteriori scavi, senza dare limiti di tempo, più che un impegno, quello della sindaca appare sempre di più come una speranza. Vana. “La direzione scientifica spetta alla sovrintendenza”, come è stato ricordato ieri dagli archeologici, “che decide dove e quanto scavare”. Intanto ieri la cittadinanza è stata resa partecipe di quello che in questi mesi aveva iniziato a contornarsi dei tratti del mistero. Oggi si sa anche il perché.
“A Piazza del Plebiscito si sta scoprendo un mondo sotterraneo di assoluto interesse e credo che sia giusto da parte del Comune organizzare questi appuntamenti in cui tecnici, stampa e cittadini possano venire e vivere insieme a noi questo percorso interessante per tutti”, ha detto Chiara Frontini durante l’apertura delle porte del cantiere al pubblico nella mattinata di ieri, quando ha riconfermato “L’impegno di chiudere il prima possibile. Ma Viterbo non poteva perdere questa occasione”, ha detto. Frontini ha poi ribadito la data del “31 luglio”, fornita anche in sede di “dibattito sul trasporto straordinario”, quale “termine finale che ci siamo dati per il cantiere che sicuramente rispetteremo. E anzi cercheremo di anticipare. C’è una vita cittadina che deve proseguire nella sua quotidianità, non può essere stravolta ulteriormente. Di contro, sempre con la Sovrintendenza, capiremo come meglio valorizzare ciò che è stato ritrovato. Sta venendo alla luce una parte interessante della storia della città. Che ci fossero documentazioni era noto, chiaramente quando scopri, ti rendi conto effe di ciò che c’è”, ha detto la sindaca. Il sospetto che lì sotto ci fosse qualcosa di interessante, insomma, c’era, anche alla luce della documentazione storica esistente e delle storie cittadine note ai più. Tanto che l’indagine archeologica era prevista con il cantiere. “Facciamo in modo che queste scoperte diventino un arricchimento per la città”, ha proseguito la sindaca. I prossimi stralci dei lavori per la pavimentazione riguarderanno “la parte più vicina al palazzo del Podestà, quella vicina al bar. Anche lì si faranno le dovute indagini” ha assicurato Frontini.