Home Cronaca Poetico abitare nel centro storico, se non fosse per l’incuria.
Poetico abitare nel centro storico, se non fosse per l’incuria.

Poetico abitare nel centro storico, se non fosse per l’incuria.

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VITERBOChe il centro storico non sia in cima ai pensieri e alle più buone intenzioni di tutti, non si può certo dire. Se ne parla spesso, così come altrettanto frequentemente si lancia la promessa di una sua riqualificazione, soprattutto da parte degli amministratori di ogni momento e colore. “Purché se ne parli”, però, stavolta non è sufficiente. Soprattutto chi ci vive, aspetta, e pretende, una reale attenzione verso una parte di città che racchiude l’essenza della sua storia, che possa tradursi in risultati tangibili.

Ad oggi, invece, nonostante le buone “intenzioni”, il quartiere medioevale resta piuttosto trascurato. Una condizione che si avverte di fronte al manto erboso che cresce scomposto a ogni angolo dei pittoreschi vicoli, accentuando la sensazione di abbandono da parte di chi, invece, dovrebbe amministrare il territorio. Decoro urbano e sporcizia non aggiungono note positive al deludente quadro che, in un gioiello simile, dovrebbe riservare ben altre “tinte”. Negli ultimi anni molti residenti hanno iniziato ad andarsene. A fronte di chi ha preferito trasferirsi fuori le mura, c’è, tuttavia, chi ha riscoperto nel quartiere medioevale il proprio contesto urbano ideale, una tendenza che permette di intravedere una concreta prospettiva di rilancio con le giuste politiche, soprattutto quelle capaci di riportare al centro storico proprio i residenti. Ma perché si sceglie di vivere nel quartiere medioevale?

Perché la qualità della vita è migliore – dice G.B. architetto residente a San Pellegrino – non usi quasi mai la macchina, puoi camminare a piedi, assaporando il piacere di ritrovarti circondato da una qualità architettonica di alto pregio, con strade progettate per i cavalli, per le carrozze. Oltre alla storia, abitare nel quartiere medioevale fa riscoprire un contesto a misura d’uomo, con edifici commisurati all’altezza delle persone. Si sceglie di vivere nel centro storico perché poetico, è una scelta emotiva. Piazzette, vicoli, edifici, esprimono tutti un linguaggio altamente qualitativo dal punto di vista architettonico. Come si potrebbe vivere male in un posto con così tanta bellezza?”. Se promosso, dunque, nella giusta prospettiva, creando le condizioni perché si possa trovare questa dimensione dell’abitare sicuramente affascinante, il centro storico può certamente porsi come un contesto ideale in cui scegliere di vivere, purché sia dotato di quei servizi, minimi, essenziali, affinché abitare qui non si tramuti in un incubo. A tal fine i residenti segnalano, tra gli altri, il problema della movida. “Il master plan – dice G.B. – ha previsto la movida al Sacrario e in via Marconi dove c’è un parcheggio, la strada è più larga e ci sono quasi tutti uffici”. C’è poi da lavorare sui trasporti pubblici, sui parcheggi ma, soprattutto, sulla mentalità, sensibilizzandola a una certa bellezza di certi modi di vivere del passato, che si possono ancora scorgere guardando oltre la modernità dell’età contemporanea.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.