Nella seconda fase del Fesr c’è il Ponte Tibetano
Viterbo, 20 marzo 2026 – A guardarlo in foto sembra più un’opera della fantasia che qualcosa del mondo reale. Un ponte lunghissimo, apparentemente leggero che attraversa una conca profondossima a chissà quanti metri di altezza, come se fosse sospeso nel vuoto. E, invece, il Ponte tibetano è più che concreto, è inserito nel pacchetto dei progetti destinatari dei fondi Fesr, Fondo europeo di Sviluppo Regionale, della seconda fase, ossia quelli che partiranno solo dopo la conclusione della prima parte di opere che sarebbe in dirittura di arrivo. All’appello manca solo l’affidamento dei lavori di riqualificazione dell’ex Zaffera, di Ponte Camillario e dell’ex Casa di Alfio che dovrebbero concludersi nei prossimi mesi, dopodiché, presumibilmente nel mese di giugno, si procederà con la seconda tranche.
La possibilità, dunque, che da qui a qualche anno, turisti e non solo loro, potranno “toccare con mano” quelle funi d’acciaio e intraprendere questa surreale, quanto irresistibile passeggiata nel vuoto, è molto alta. Le emozioni sono assicurate, non solo per lo splendido paesaggio, e il brivido di sentirsi sospesi nel vuoto, ma anche perché il ponte sarà soggetto a delle oscillazioni, ovviamente nella massima sicurezza di chi lo percorre. Questa passerella tra le nuvole non è solo un’opera del Fesr, ma è anche un ponte verso un futuro di rinascita, che possa chiudere una stagione storica segnata dalla progressiva decadenza dei piccoli borghi satellite dei più grandi centri urbani dove i residenti si riversano in cerca di lavoro e di maggiori opportunità.
Il Ponte tibetano racchiude in sé la promessa di una possibile rivoluzione che possa restituire attrattività a questi borghi dimenticati, ma ricchi di fascino, dove il tempo pare essersi fermato, e generare ricadute sul tessuto economico. Il ponte tibetano “prevede la partenza dal piazzale adibito a parcheggio all’ingresso di Sant’Angelo, lungo la Strada per Roccalvecce”, è scritto nel progetto, unendo due borghi che distano venti chilometri l’uno dall’altro. Il quadro dell’ipotesi progettuale prevede un importo di tre milioni di euro, con 2.027.806,12 euro di lavori, 81.112,24 euro per la sicurezza, 891.081,64 euro a disposizione dell’amministrazione. Il costo dipende da “molteplici fattori, come il sito di installazione, l’accessibilità al cantiere, la lunghezza del ponte, la tipologia delle fondazioni, ecc”. Lo studio di fattibilità economica prevede una “struttura composta in acciaio con quattro funi e griglie anti scivolo per garantire sicurezza anche ai più piccoli. Può essere percorso da chiunque senza particolari prescrizioni e non necessità dell’ausilio di imbracature. La camminata sul ponte tibetano è sicura e stabile, anche se resta sempre un minimo di oscillazione. E’ una struttura che ha un bassissimo impatto ambientale, dovuto alla sua leggerezza, alla sua durevolezza e una necessità di manutenzione bassissima, che permette l’attraversamento in modo sicuro e autonomo”, riporta la scheda progetto. Unica incognita che potrebbe pesare sulla realizzazione del ponte, è la zona particolarmente franosa, che richiederà accurate indagini prima che possa accendersi il semaforo verde alla realizzazione dell’opera