Home Attualità Post voto Provincia: colpo di scena, e ora Palazzo dei Priori trema.
Post voto Provincia: colpo di scena, e ora Palazzo dei Priori trema.

Post voto Provincia: colpo di scena, e ora Palazzo dei Priori trema.

0
0

Viterbo, 20 dicembre 2021 – Si chiudono le elezioni in Provincia, si apre la spaccatura all’interno del centrodestra. Quanto profonda lo si saprà nei prossimi giorni, o anche ore. Alle 21.45 di ieri sera, intanto, è arrivata alla stampa la comunicazione dell’annullamento della quarta commissione consiliare. Avrebbe dovuto discutere delle linee di indirizzo per la nuova macchina di Santa Rosa. La cancellazione della commissione arriva al termine di una giornata infuocata: lo spoglio delle schede delle elezioni provinciali che hanno assegnato la vittoria al forzista Alessandro Romoli, sancendo l’affermazione dell’asse Forza Italia – Partito Democratico e la sconfitta di quello Lega-Fratelli d’Italia che aveva puntato su Alessandro Giulivi. Una frattura all’interno del centrodestra che rischia di deflagrare al comune di Viterbo dove Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, insieme alla civica Fondazione, governano insieme. La sconvocazione della commissione di stamattina non è un bel segnale. Sarà la prima goccia di una tempesta destinata a travolgere l’esperienza amministrativa di Giovanni Arena? Sindaco di Forza Italia sostenuto da quattro consiglieri comunali e con due assessori in giunta. In questi due giorni, quello del voto, 18 dicembre,  e quello dello spoglio, 19 dicembre, il malcontento e i musi lunghi negli ambienti leghisti e meloniani sono stati piuttosto evidenti. Insomma nessuno ha fatto mistero di un dilagante malumore, che a volte è montato in vera e propria irritazione. Soprattutto quando alla conta delle preferenze per Giulivi, al centrodestra sono mancati dei voti. Quelle provinciali sono elezioni di secondo livello: votano consiglieri comunali e sindaci dei Comuni della Tuscia ponderati per il numero di abitanti del Comune dove amministrano. Giunti allo spoglio delle schede del comune di Viterbo, Lega, Fratelli d’Italia  e Fondazione, avendo 16 consiglieri comunali, avrebbero dovuto ottenere altrettanti voti su Giulivi. Ma anziché 16 ne hanno incassati solo 13. Ben tre consiglieri comunali, o forse due vista la presenza di una scheda bianca,  avrebbero, quindi, votato con lo schieramento “avversario” Pd-Forza Italia.  Ieri sera il gruppo della Lega si è riunito per decidere le prossime mosse. Le bocche sono rimaste cucite, ma l’arrivo della sconvocazione della quarta commissione ad opera del presidente, il leghista Stefano Caporossi, non fa sperare in niente di buono per l’azzurro Arena. Si andrà fino in fondo, decretando la caduta del Comune di Viterbo come più di qualcuno si è lasciato sfuggire in questi giorni in via Saffi? O sono state le solite minacce dettate dalla rabbia del momento, destinate a sgonfiarsi come un palloncino? Staremo a vedere. Certo è che la vicenda delle elezioni provinciali avrà un seguito a Palazzo dei Priori. Utopistico pensare che,  chiusi i seggi, tutto proseguirà come se nulla fosse accaduto. E chissà che la Provincia non sia stato per qualcuno solo un “incidente”, “una parentesi”, ma un alibi proprio per staccare la spina al Comune di Viterbo? All’ipotesi di caduta dell’amministrazione del capoluogo sembra crederci poco il commissario provinciale di Forza Italia, Andrea di Sorte che ieri aveva detto a Quinta Epoca: «Ci siamo presentati come una coalizione unita al Comune di Viterbo, arriveremo a fine mandato, mi auguro, con la stessa coalizione. Non c’è solo Viterbo – sibila Di Sorte -. Governiamo in tante altre città insieme. Penso a Civita Castellana, secondo Comune più importante della Tuscia», sottolinea in una “velata” minaccia verso l’amministrazione del sindaco Luca Giampieri di Fratelli d’Italia.  Il centrodestra ancora esiste nella Tuscia e nelle amministrazioni locali e non deve essere messo in discussione da un’elezione di secondo livello. Forza Italia il centrodestra l’ha inventato». Nessuna dichiarazione da quest’altra parte. Ma non è il caso di “chi tace, acconsente”. Il silenzio stavolta potrebbe essere foriero di una brutta tempesta. C‘è quella comunicazione di sconvocazione della quarta commissione, arrivata nella serata di ieri, che fa più fragore di cento temporali. Il verdetto della Provincia è stato un boccone amaro per Lega e Fratelli d’Italia, pure perché ha riconsegnato sulla carta la verità dei numeri: il centrodestra unito avrebbe vinto a mani basse e avrebbe sfilato Palazzo Gentili al Pd che, invece, ora, grazie al “matrimonio” con Forza Italia può restare nella stanza dei bottoni. Ma quella di Forza Italia e Partito Democratico potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro: se si arrivasse all’ipotesi estrema di chiudere l’esperienza a Palazzo dei Priori, decadrebbero immediatamente quei consiglieri provinciali eletti in Provincia in quanto consiglieri comunali di Viterbo. Con un’elezione di “secondo livello”, insomma, si sarebbe innescata una mina devastante, un gioco al massacro all’interno della coalizione forse senza precedenti nella storia della Tuscia. Soprattutto se arrivasse l’effetto domino su tutti gli altri Comuni. Ma, oramai, il countdown sembra ufficialmente partito e potrebbero volerci solo poche ore prima del prossimo, eclatante, colpo di scena. 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.