Home Cronaca Raffica di furti: ai Cappuccini ora sale la paura
Raffica di furti: ai Cappuccini ora sale la paura

Raffica di furti: ai Cappuccini ora sale la paura

0
0

Un’incisione chirurgica, un’azione precisa, un colpo andato a segno in modo a dir poco magistrale. E ora non si parla d’altro, anche perché, il furto avvenuto al bar di via Vittorio Veneto qualche giorno fa, è l’ultimo di una serie di episodi che stanno creando molta preoccupazione nel tranquillo quartiere dei Cappuccini, in zona piazza Crispi, che, oramai, tanto tranquillo non lo è più. “In 50 metri hanno fatto circa quattro, cinque appartamenti”, dice Marco, uno dei titolari del bar, dove alla mattina molti residenti si ritrovano per la colazione, leggono il giornale e scambiano quattro chiacchiere tra loro, sempre più concitate, perché le notizie riportate dai quotidiani, non li hanno mai toccati così tanto da vicino come adesso che, a causa di furti e scippi, che affollano sempre di più la cronaca, sono proprio loro a diventarne, ahimé, i malcapitati protagonisti. Il pensiero fisso è sempre uno: “E se domani capitasse a me?”.

La gente non va più a dormire tranquilla. E la paura non ti abbandona nemmeno quando ti chiudi la porta di casa alle spalle, perché  sai che è una barriera sempre più fragile tra il tuo spazio privato, personale, intimo, e la delinquenza di ogni genere che prolifera in misura esponenziale nelle vie delle città moderne.

Nel quartiere ora c’è paura. “Come ti giri, ti fregano”, dice Marco. A pochi metri c’è via del Bottalone e via Vicenza dove nelle settimane scorse sono avvenuti due scippi. “Mio fratello è venuto ad aprire il bar alla mattina e ha trovato quel buco nella parete – racconta Marco -.  Si sono introdotti nel palazzo vicino e sono arrivati nel punto preciso dove era collocata la macchinetta cambia soldi e l’hanno estratta”. Sembrerebbe, dunque, un colpo non da dilettanti e nemmeno improvvisato. “Non si respira un clima tranquillo nel quartiere, la gente è preoccupata”, prosegue Marco. Ci sarebbe anche chi starebbe pensando a installare sistemi di allarme, mai ritenuti necessari prima d’ora. “Sono trent’anni che sto qui – dice Marco – non si era mai creata una situazione così”.  Apprensione ci sarebbe anche per l’area verde situata all’interno di quattro palazzi tra la Cassia, via Antonio del Massaro, via Pietro Vanni e via Lorenzo da Viterbo. Un giardino quadrato, ben illuminato, con qualche gioco. “Ho sentito delle voci, secondo le quali qualcosa non quadrerebbe”, dice Marco. Il parco è un’area molto centrale in prossimità di piazza Crispi che rimane, allo stesso tempo, molto riservata perché racchiusa all’interno delle palazzine e accessibile a chiunque, poiché le quattro entrate sono protette solo da staccionate e lontane da occhi indiscreti: una guarda sulla Cassia, due sui muri di cinta di giardini di abitazioni private e l’altra su quello della scuola Paolo Savi. Un’area che si colloca sul percorso obbligato che molti ragazzi seguono all’ingresso e all’uscita dalla scuola. Considerando l’allarme sicurezza che si sta diffondendo in alcune aree verdi urbane, da Prato Giardino al piccolo spazio verde del Pilastro, c’è preoccupazione che anche questo possa diventare uno posto  “a rischio”.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.