Home Cronaca Rave, Lamorgese: «Il temuto focolaio non si è visto. Nessun positivo ai test effettuati».
Rave, Lamorgese: «Il temuto focolaio non si è visto. Nessun positivo ai test effettuati».

Rave, Lamorgese: «Il temuto focolaio non si è visto. Nessun positivo ai test effettuati».

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Roma, 16 settembre 2021 – «Il temuto effetto focolaio che avrebbe potuto produrre il rave, fortunatamente non si è visto. Questi sono gli esiti dell’indagine epidemiologica condotta a 20 giorni dalla conclusione del rave di Viterbo (nel Comune di Valentano ndr)». Lo ha detto il ministro, Luciana Lamorgese, nel corso dell’informativa alla Camera dei Deputati che si è svolta ieri.

«A seguito dell’attività di controllo e analisi dei dati epidemiologici concordata  con i sindaci del circondario – ha specificato –  non si sono registrati casi di positività nelle persone che hanno aderito ai test tra cui figurano, oltre a  residenti nella zona, anche partecipanti all’evento».

Dunque durante il rave non è esploso alcun focolaio tra le circa 8 mila persone partecipanti, un maxi assembramento avvenuto in spregio a tutte le norme sulla prevenzione del virus come il distanziamento sociale, l’utilizzo di  mascherine e di disinfettanti.

Detto ciò, la ricostruzione del ministro Luciana Lamorgese, si è soffermata sui reati avvenuti e sulle indagini tuttora in corso.

Deceduto un giovane nel lago di Mezzano. «Nel corso del rave – ha detto nella sua informativa alla Camera Lamorgese –  si è registrata la morte di un giovane,  allontanatosi dal luogo dell’evento per immergersi nelle acque del lago di Mezzano. A seguito del suo allontanamento, alcuni suoi compagni ne hanno denunciato  la scomparsa. È immediatamente scattata l’attività di ricerca che ha portato, ad opera dei sommozzatori dei vigili del fuoco, al recupero del corpo del giovane. Sono in corso le indagini per appurare le cause  del decesso».

Controlli. «Tutti coloro che si sono allontanati dall’area – ha assicurato Lamorgese – sono stati sottoposti a rigorosi controlli e ad attività di identificazione, all quali hanno fatto seguito deferimenti all’ autorità giudiziaria. Sono stati complessivamente identificati 4.235 persone di cui 784 stranieri.  Tutti i soggetti identificati sono stati segnalati all’autorità giudiziaria e le loro posizioni saranno valutate per l’adozione di misure di prevenzione».

Reati contestati. «Tra i reati contestati, oltre a quelli di manifestazione non autorizzata e di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale – ha detto ancora Lamorgese – figura anche  invasione di terreni ed edifici prevista e punita dal Codice penale. Anticipo che il ministero dell’Interno chiederà di potersi costituire parte civile nei relativi procedimenti penali. Per quanto concerne i mezzi,  sono stati controllati complessivamente 1.441 autoveicoli, di cui 1.351 al momento in cui sono usciti dall’area e altri 90 allorché hanno tentato di farvi accesso e sono stati respinti.

Sequestri. «Sono state sequestrate diverse casse acustiche e materiale per allestimento di concerti, successivamente dissequestrati su disposizione dell’autorità giudiziaria. Per due veicoli, un furgone e un camion, entrambi con a bordo materiale per la diffusione sonora, si è proceduto a sequestro, in quanto utilizzati nel tentativo di forzare un posto di controllo.

Violenza sessuale. «C’è stata una denuncia per violenza sessuale da parte di una giovane italiana nei confronti di concittadino con precedenti di polizia».

Impatto ambientale e sanitario. «Il rave ha indubbiamente avuto un impatto ambientale e sanitario sull’area rurale che ne è stata teatro – ha detto ancora Lamorgese – Al riguardo informo che il sito, immediatamente dopo la conclusione dell’evento, ossia nel primo pomeriggio del 19 agosto, appena terminata l’evacuazione degli ultimi partecipanti, è stato sottoposto a verifica da parte  del personale sanitario della Asl di Viterbo. All’esito dell’attività di controllo, effettuata anche con il supporto di mezzi fotografici e audiovisivi, non sono stati riscontrati danni alla fauna, non essendo state rinvenute carcasse, né avvistati animali abbandonati.  È stata eseguita una ripulitura del terreno,  a cui ha provveduto il comune di Valentano, subito dopo il rave, incaricando una ditta specializzata in bonifica. Ai fini del pagamento relativo, che si aggira intorno a 30 mila euro, ci si sta adoperando affinché il Comune non sopporti gli effetti finanziari negativi che ne deriverebbero.

Risarcimento danni. «Risulta, poi, agli atti del mio ministero – ha informato Lamorgese – una richiesta di risarcimento extra giudiziale  con riferimento  a danni di natura ambientale, presentata dalla società proprietaria della tenuta agricola esistente sull’area interessata che ha sporto denuncia per il furto di 15 ovini, due batterie elettriche, gasolio  e latte in polvere».

Segretezza e metodo per aggirare i controlli. «L’iniziativa era stata organizzata attraverso il web, utilizzando canali privati su cui veniva condiviso solo l’invito alla partecipazione, evitando di indicare dettagli utili all’individuazione precisa di località e tempi dell’evento. Come è stato possibile riscontrare, gli organizzatori del rave,  allo scopo di evitare controlli, avevano richiesto a coloro che intendevano partecipare, assoluta segretezza, riservandosi di dare indicazioni circa il luogo preciso dell’evento solo poco prima del suo inizio su chat private non accessibili a estranei ai gruppi. Tale escamotage ha consentito di far  convergere più o meno contemporaneamente, da più direzioni sul sito dell’evento migliaia di persone, anche approfittando degli aumentati volumi di traffico per l’esodo di Ferragosto».

Arrivo dei partecipanti. «L’afflusso dei partecipanti – ha spiegato Lamorgese – non è venuto solo dalla direzione nord e i controlli effettuati lungo l’Aurelia nella tarda serata del 13 agosto, hanno riguardato non certo la maggioranza dei partecipanti o una grande quantità di essi, bensì un numero di persone esigue rispetto alle migliaia che hanno preso parte al rave. Il dato è importante perché chiarisce che in occasione di quei controlli non è stato intercettato un imponente flusso di partecipanti e conseguentemente  viene ad essere fugato l’assunto secondo cui le forze di polizia non abbiano percepito lo spessore del rischio per adozione delle conseguenti iniziative. Questo stesso dato ci dà conto del fatto che la confluenza verso il sito del rave sia avvenuto da più direttrici di marcia e così ha potuto mimetizzarsi con l’intenso traffico veicolare che connota la mobilità di Ferragosto.

Nessuna polizia europea ha fornito informazioni. «Va inoltre sottolineato – ha concluso Lamorgese – come al rave di Viterbo abbiano partecipato diversi stranieri provenienti da paesi quali  Francia e Germania, ed è verosimile che queste persone,  se non già in Italia, si siano mosse in tempo dai paesi di provenienza.  Tuttavia, e ciò conferma ancora una volta la modalità di assoluta segretezza seguita dagli organizzatori, nessuna polizia europea, nell’ambito delle consolidate attività di cooperazione, ha fornito indicazioni ovvero informazioni relative alla programmazione dell’evento. Gli organizzatori del rave hanno messo in atto un metodo capace di approfittare di tutte le circostanze favorevoli per aggirare i meccanismi di prevenzione che avrebbero potuto intercettare ed evitare l’evento».

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.