Viterbo, 18 gennaio 2023 – Erano conosciute come le scuderie più belle e famose d’Italia, Sallupara, la stalla papale, scomparsa completamente sotto le macerie lasciate dal pesante bombardamento che colpì Viterbo. Della maestosa struttura era rimasto solo il muro di cinta. Poi, con Giulio Marini sindaco, si decise di riportare in superficie quel magnifico tassello della storia di Viterbo, ma anche d’Italia. Inizia il progetto di recupero: il primo stralcio fu finanziato con un milione di euro nell’ambito di una convenzione tra comune e Fondazione Carivit, con l’allora cassa di Risparmio.
Le scuderie Sallupara riemergono dall’oblio. Si completa la navata al piano terra, le volte slanciate verso l’alto. Finita la prima fase, si passa alla seconda che riguarda il piano superiore con la realizzazione di un blocco servizi, uno spazio co-working e una terrazza all’aperto. Ma qui, la rinascita di Sallupara rischia di subire un brusco arresto. «Che fine ha fatto il progetto di recupero delle scuderie Sallupara?»: l’interrogativo deflagra nella sala del consiglio comunale, durante una conferenza stampa di Lega e Fratelli d’Italia, lanciato lì dall’ex assessore ai Lavori Pubblici, Laura Allegrini: «Non lo vedo nel PNRR», dice all’indomani della presentazione dei progetti del Piano di Ripresa e Resilienza da parte dell’Amministrazione di Chiara Frontini. Sulle scuderie Sallupara sono accesi i riflettori di chi punta a una rinascita del quartiere di San Faustino che deve necessariamente passare da qui.
«Quando sono usciti i bandi PNRR, il progetto era ancora in fase di definizione – spiega la stessa Allegrini – Non è stato possibile inserirlo», anche perché l’Amministrazione Arena cade nel dicembre 2021, dopo aver “mangiato l’ultimo panettone”. Arriva il commissario, mentre il progetto compie il suo cammino negli uffici. «La nuova Amministrazione – dice Allegrini – avrebbe potuto inserirlo. Se pensano a spostare i progetti da un’altra parte e ad utilizzare diversamente i soldi, dovevano farlo anche per Sallupara – dice riguardo alla realizzazione di un parcheggio interrato non più al Sacrario, come previsto originariamente dal PNRR, ma sulla Cassia all’altezza della Camera di Commercio e del Teatro dell’Unione. «Il secondo stralcio riguarda la funzionalizzazione di Sallupara – dice ancora Allegrini – con la realizzazione del blocco servizi, uno spazio coworking, una terrazza aperta, scale e ascensore. Noi – prosegue – avevamo pensato di devolvere su Sallupara il mutuo acceso per via SS. Maria Liberatrice, nel frattempo finanziata dal PNRR. È necessario completare il recupero, altrimenti dovremmo restituire il finanziamento di un milione di euro ottenuto dalla Carivit», dice Allegrini con toni poco rassicuranti.
Ma dai banchi della giunta arriva la replica dell’attuale assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris: «Nei progetti PNRR non abbiamo trovato Sallupara – dice, confermando l’affermazione di Allegrini, ma spiegando che: «Non lo abbiamo potuto inserire semplicemente perché non sono usciti i finanziamenti che avremmo potuto utilizzare. È comunque volontà di questa Amministrazione – spiega ancora Floris – portare a termine il recupero di Sallupara prima possibile».