Home Cronaca Rossi: «I facchini si sono spezzati la schiena. È impegno di tutti che il 3 settembre non finisca mai».
Rossi: «I facchini si sono spezzati la schiena. È impegno di tutti che il 3 settembre non finisca mai».

Rossi: «I facchini si sono spezzati la schiena. È impegno di tutti che il 3 settembre non finisca mai».

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Viterbo, 12 settembre 2022 – Si conclude con un grande successo di pubblico questa edizione in piazza delle cene dei facchini che “eccezionalmente” quest’anno si sono tenute non prima, ma dopo il Trasporto. Piazza San Lorenzo gremita fino all’inverosimile, spettacoli musicali ogni sera, conduzione perfetta della brava Laura Leo. Le pro loco ai fornelli hanno “sfornato” i migliori sapori della Tuscia, dalla carne al pesce, passando per l’amata pasta. Ai tavoli, a servire: gli instancabili facchini.

Al termine delle quattro serate,  il gran finale sulla scalinata di Palazzo dei Papi con la sfilata di moda della boutique Meraviglisoamente Donna delle sorelle Ziaco: scenografie da sogno ricostruite dall’abilissimo direttore artistico Marco Tomei, hanno spalancato al pubblico un mondo di raffinata bellezza ed elegante spettacolarità. In questa cornice si sono concluse le cene in piazza, sulla porta di Palazzo dei Papi, mentre la loggia si animava di motivi luminosi floreali.

Dall’alto della scalinata l’architetto Raffaele Ascenzi ha annunciato di stare già con la matita in mano, disegnando il “prossimo abito” della macchina di Santa Rosa, cioè il suo nuovo bozzetto per il prossimo concorso.  Sempre da questa cornice da sogno, sono arrivate le parole conclusive di questo 3 settembre che segna il ritorno della Macchina, da parte del capofacchino Sandro Rossi e del presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini.  «Quando prendo il microfono io ultimamente sono un po’ pericoloso», ha detto Sandro Rossi, suscitando l’ilarità della piazza. «È stato tutto bello – ha proseguito –  i ragazzi si sono sacrificati, io ero lì con  il presidente. Li abbiamo visti soffrire, specialmente a via Marconi, risalire è stata veramente dura. Abbiamo accettato di fare questo pezzo in più, che ci ha chiesto l’Amministrazione e il Prefetto, per avere la gente più sparsa in città.  Ci siamo subito offerti per farlo. Il sacrificio è stato grande. Quando siamo arrivati sulla salita, eravamo tutti senza fiato. Quando abbiamo fatto il secondo “Sollevate e fermi”, abbiamo dovuto aspettare un po’, anche io ero senza fiato. Non solo loro, devo dire ai babbi, fratelli, mogli, alle mamme che devono essere orgogliosi dei figli che hanno  partecipato a questo trasporto, perché hanno fatto qualcosa di veramente magico, si sono spezzati la schiena per la città  di Viterbo, per dare qualcosa di diverso, quel sentimento che ci unisce tutti quanti insieme, e questo sentimento deve durare negli anni e nessuno ce lo può e ce lo deve togliere. È impegno di tutti quanti far sì che il 3 settembre non finisca mai e che ci sia sempre. Grazie a tutti per la vicinanza al Sodalizio e a questa grane festa». ha concluso Rossi.

«Mi unisco alle parole del grande capo  nel ringraziare tutti i facchini per lo sforzo fatto», ha aggiunto il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini. «Solo chi l’ha compiuto – ha proseguito –  può capire. È un sacrificio che facciamo con grande spirito di aggregazione per Viterbo e per Rosa. Ringrazio i facchini anche perché dopo il Trasporto si sono messi subito a lavorare per questo meraviglioso evento delle cene in piazza. Grazie veramente di cuore ai facchini e agli amici che hanno supportato queste serate».

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.