Viterbo, 14 agosto 2022 – Il complesso della chiesa di Santa Maria Nuova circondato dalle erbe infestanti. Tappa centrale nell’itinerario dei turisti, ma anche del giro delle sette chiese dei facchini: tutto intorno a uno degli edifici sacri più antichi di Viterbo, nel cuore della città, l’erba cresce indisturbata, regalando un perimetro di verde selvaggio e inopportuno alle duecentesche architetture ammirate ogni giorno da chi viene a scoprire la Città dei Papi.

Anche diversi turisti si sarebbero lamentati con uno dei ristoratori di via San Lorenzo, per lo stato indegno in cui versa il fazzoletto di area del centro storico dove insiste Santa Maria Nuova, anche perché la cortina di fitte erbacce corre lungo tutto il perimetro della chiesa ma anche, e soprattutto, sul marciapiede di fronte, facendo da cornice indecorosa all’ingresso del magnifico chiostro longobardo e anche quello della chiesa.

Fitte erbacce insidiano pure la porta di ingresso per i disabili, circondando “minacciosamente” la pedana che nei prossimi giorni, se nessuno interverrà, sarà certamente inghiottita dall’intreccio vegetazionale scomposto, che si presta anche a possibile ricettacolo di animali.

Non si salva nemmeno il pulpito di San Tommaso D’Aquino, alla base del quale si intreccia un groviglio di erbacce. La situazione migliora spostandosi nella vicina chiesa del Gonfalone, anch’essa meta turistica piuttosto gettonata. Qui è quasi tutto pulito, verrebbe da gridare “al miracolo“, ma se uno c’è stato, quello porta il nome della Confraternita del Gonfalone. Sono spesso loro, infatti, che si occuperebbero di tenere pulito quanto meno l’ingresso della chiesa, così come avrebbero fatto anche in occasione della processione del Carmelo, liberando la scalinata dalle erbacce. A pulire lo spazio che circonda le proprie attività sono anche molti titolari di bar e ristoranti non solo nell’area tra la chiesa di Santa Maria Nuova e quella del Gonfalone, ma anche a Piazza della Morte.

Anche qui appare tutto abbastanza pulito, ma a rimuovere le erbacce sarebbero i titolari dei ristoranti. Laddove si arresta la loro azione, ecco spuntare di nuovo l’erba. È così alla base degli alberi che si trovano al centro di Piazza della Morte, dove fioriscono giganteschi cespugli di foglie nei pressi dei tavoli all’aperto dei ristoranti, e nella via che risale verso piazza San Carluccio, via Pietra del Pesce anch’essa presa di mira dai cespugli ribelli.

Pulita via San Pellegrino, ma basta spostare lo sguardo sui vicoli che si aprono a destra e a sinistra per tornare a scorgere erbe infestanti. Un problema insidioso per ogni Amministrazione comunale, che puntualmente si è trovata a fare i conti con l’erba che cresce spontanea sui marciapiedi e ai bordi di vie, piazze e case.
Un banco di prova su cui si sta misurando ora anche l’Amministrazione di Chiara Frontini, la nuova sindaca di Viterbo, che ha spiegato l’origine del problema: «È uno dei servizi accessori del contratto con Viterbo Ambiente che prevede un totale di interventi annuali che, però, puntualmente finiscono prestissimo», ha detto nella conferenza stampa sull’assestamento di bilancio, che ha visto impiegati su questo servizio ulteriori «70 mila euro» per aumentare gli interventi sullo sfalcio dell’erba «Per noi rappresenta una priorità – ha detto la sindaca – prima del 3 settembre vogliamo far tornare la città il più possibile decorosa. Per quella data si vedranno i primi risultati, anche se non arriveremo dappertutto», ha detto Frontini. Forse, però, a Santa Maria Nuova, tappa del giro delle sette chiese e dei turisti, bisognerà arrivarci: e bisognerà farlo, stavolta, prima di Santa Rosa.
