Home Cronaca S. Rosa, Telari: «Pronto il bozzetto per la nuova Macchina. Il sogno di ogni artista viterbese»
S. Rosa, Telari: «Pronto il bozzetto per la nuova Macchina. Il sogno di ogni artista viterbese»

S. Rosa, Telari: «Pronto il bozzetto per la nuova Macchina. Il sogno di ogni artista viterbese»

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Viterbo, 20 settembre 2022 – Può essere oramai considerato un artista internazionale, le sue opere fanno il giro di mezzo mondo, ma il suo studio continua a restare lì, a Viterbo, nei pressi del santuario di Santa Rosa, con un’ampia terrazza che da una parte guarda la cupola e dall’altra rincorre l’orizzonte sui tetti antichi della città. Lui è l’artista Michele Telari, oramai conosciuto ed apprezzato anche fuori dai confini nazionali, ma ancorato alla Tuscia, dove torna sempre alla fine di uno dei suoi tanti viaggi, in giro a fare mostre o a cercare scorci per il suo impressionismo urbano, che ha elevato a soggetto privilegiato New York.  Ma il cavalletto di Telari resta ben piantato a Viterbo che continua a rimanere una “tappa” fissa del suo cammino artistico ed esistenziale. La sua città con la sua storia, i suoi simboli e i suoi significati, resta la sua àncora nel mare magnum dell’esplorazione di un artista, tra cui proprio l’icona di Santa Rosa, figura devozionale per i viterbesi, ma musa ispiratrice per gli artisti che nascono qui e che “sognano”, prima o poi, di essere l’ideatore di quella Macchina che sfilerà per le vie della città la sera del 3 settembre. Un’emozione che Telari ha provato, ma su “scala ridotta“. È sua, infatti, la minimacchina del centro storico “Bianca Speranza” di qualche anno fa, ideata insieme a Enrico Sciuga. Sempre dell’artista Telari sono le targhe Unesco apposte dal Comune nelle piazza dove la Macchina si ferma, raffiguranti una fila di facchini nella tipica camminata a braccetto che procedono verso la Macchina. Nel cassetto di Telari, l’artista, nonostante il fascino e l’attrazione che stanno esercitando su di lui, in questa sua fase creativa, i grattacieli di New York, continua ad esserci il sogno di “creare” un campanile, uno di quelli che camminano, tra le vie antiche di un piccolo capoluogo di provincia italiana: la Macchina di santa Rosa.  Telari ha già  partecipato al concorso due volte in passato, senza farcela, così il “sogno” di diventare l’ideatore della spirale di luce,  era andato nel cassetto. Ma solo “temporaneamente”. Certe cose non se ne vanno mai definitivamente, ma aspettano solo il momento giusto per ritornare. E quel  momento l’ha scandito la compagna di Telari, Giada, che ha dato all’artista viterbese l’energia, gli stimoli e anche delle idee per riaprirlo.  «Disegnare la macchina di Santa Rosa è un sogno che coltivo fin da bambino – dice Michele Telari -.  Ogni artista viterbese sogna di farla prima o poi. Negli ultimi anni avevo momentaneamente accantonato l’idea, risucchiato dalla mia carriera che stava evolvendo rapidamente.  È  stata la mia compagna Giada a darmi nuovi stimoli e anche un contributo di idee che hanno riacceso il mio entusiasmo e la mia creatività  per fare un nuovo disegno da presentare. Con il suo prezioso sostegno, mi sono rimesso a lavoro e posso dire di avere già un bozzetto che mi soddisfa molto.  È un progetto che arriva in un momento particolare della mia carriera, per cui mi sento più maturo rispetto al passato. Vedremo. Giada è stata un prezioso aiuto, mi ha dato uno sguardo nuovo sulla Macchina.».

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.