Rissa al Sacrario – via Marconi, cittadini impauriti e rassegnati: “Non sappiamo più cosa fare”.
Viterbo, 17 agosto 2023 – Per il ponte di ferragosto non è mancata l’ennesima alzata di sipario sulla rappresentazione dell’orrore tra il Sacrario e via Marconi dove la notte del 14 agosto almeno quattro ragazzi di circa vent’anni si sono resi protagonisti di una violenta rissa. Il gruppetto di giovani, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe iniziato a litigare in zona Sacrario, pare per futili motivi. Lo scontro verbale sarebbe, però, presto degenerato in atti di violenza prolungati tanto che la lite, iniziata, sembrerebbe, in prossimità di un chiosco al Sacrario, si sarebbe conclusa in via Marconi, di fronte alla ex Banca d’Italia. Le dinamiche dell’accaduto sono state rese note da un comunicato stampa della questura. Di nuovo, però, il sipario si alza sulle oramai “ordinarie” scene di violenza in quello che avrebbe dovuto essere l’elegante boulevard viterbese via Marconi, con il Sacrario a fare da punto di accoglienza per viterbesi e turisti che qui trovano il principale, se non l’unico, parcheggio a ridosso del centro storico cittadino, un’area dove si può lasciare l’auto in sosta a pagamento, senza rischiare multe per arrivare in pochi minuti al Corso. Una manciata di minuti, però, che nell’immaginario collettivo si caricano di ansie e paure proprio perché sono quelli in cui si percorre a piedi il Sacrario e via Marconi, con la speranza di non restare testimoni o, peggio, protagonisti, degli oramai quasi quotidiani episodi di violenza. Nell’ottica della pedonalizzazione del centro storico, non si può concepire un parcheggio calato al centro di quello che sembra oramai diventato un girone dell’Inferno: Sacrario, San Faustino, via Marconi, palcoscenico oramai abituale di una sorta di horror urbano che va in scena con inquietante puntualità a due passi del teatro cittadino alla quale è stata affidata la missione di ricreare un’offerta, e un ambiente, culturale di qualità. E, invece, a pochi metri, proseguono le puntate di un reality della brutalità, che qualche giorno fa si è concluso addirittura con la scena raccapricciante di una strisciata di sangue lasciata su una delle finestre dell’ex Banca d’Italia. Una roba da far impallidire le ricercate ricostruzioni di sceneggiature di successo. Episodio che si è consumato nella zona più frequentata della città, con la pretesa di rappresentare l’ambiente “chic” viterbese e, invece, eletta dai continui episodi di cronaca a l’Olimpo del degrado cittadino. Residenti e commercianti restano sospesi tra la paura e lo sconforto per una situazione che pare senza uscita. “Queste scene si sono sempre verificate. D’estate vado a casa in bici che parcheggio fuori dal negozio”, dice la titolare di un’attività commerciale della zona. Il problema, però, nasce quando d’inverno ci si deve spostare in auto: “confesso che ho paura a spostarmi a piedi e a parcheggiare al Sacrario – prosegue la commerciante, che confessa -: cerco sempre di lasciare l’auto in una zona visibile all’interno del parcheggio, evitando quelle che restano più buie e nascoste, che sono anche quelle dove tutti i giorni stazionano diversi gruppetti. Servirebbero più controlli – prosegue- sono d’accordissimo a mettere un presidio fisso, a Napoli l’ultimo dell’anno c’era”. Michele Ranucci, referente del gruppo di controllo di vicinato, San Faustino, con tono scorato afferma: “Vedo che ci sono le forze dell’ordine disponibili, ma qui abbiamo un problema. Ci sono i tossici nelle scalette di via Bellavista, i carabinieri vengono le identificano, se ne vanno e loro tornano lì. Non sappiamo più che fare. Come risolvere questo degrado. I ragazzini vivono nel nido della criminalità”, dice Ranucci. Presidio fisso, telecamere intelligenti: “Va bene tutto quello che possa fungere da deterrente, perché ad oggi la ricetta non c’è”.