Viterbo, 12 febbraio 2024 – Dopo cinque anni di assenza, l’ultima edizione risale al 2019, San Pellegrino in Fiore torna a bussare alle porte di Palazzo dei Priori per soldi e organizzazione: la manifestazione floreale manca oramai dal 2020 quando allo scioglimento del comitato organizzatore, seguì anche l’arrivo della pandemia, con il conseguente lockdown e lo stop imposto a tutti gli eventi di piazza. Stato di emergenza che si protrasse anche nel 2021. Anno della caduta dell’amministrazione Arena e l’arrivo del commissario, con cui anche l’edizione 2022 scomparve. L’anno seguente, nel 2023, invece, ci pensò Palazzo dei Priori a depennare dall’agenda degli appuntamenti culturali San Pellegrino in Fiore. Insediata da un anno, l’amministrazione Frontini non riuscì a organizzarlo, rinviando tutto al 2024, con la motivazione che non c’era tempo, né soldi, per fare una manifestazione all’altezza. Appuntamento che oramai bussa alle porte e non è più rinviabile. San Pellegrino in Fiore si prepara finalmente a tornare sul panorama turistico culturale viterbese dall’1 al 5 maggio nel quartiere San Pellegrino. Già da mesi i riflettori si sono accesi su questo attesissimo ritorno, poiché sarà l’anno zero di una tradizione che pur potendo vantare 33 primavere, riparte con la promessa dell’amministrazione Frontini di farle fare un salto di qualità. Anche stavolta, però, i fattori “Tempo” e “Soldi” tornano a sfidare la macchina amministrativa comunale. Da Palazzo dei Priori rassicurano: entro febbraio sarà deciso il vincitore del concorso di idee. Ma il tempo stringe.

C’è poi il “capitolo” soldi. Che non c’è. Sul Piano Esecutivo di Gestione non ne esiste uno dedicato alla manifestazione. Ma dallo Sviluppo Economico rassicurano: “Gli uffici stanno predisponendo la determina che vincola le risorse necessarie per la copertura completa del costo massimo ammissibile per la realizzazione degli allestimenti”, assicura l’assessore Silvio Franco: “Tali risorse, che vengono accantonate per intero per questioni amministrative, in realtà si ridurranno in maniera significativa considerando, da un lato, che la cifra prevista dal progetto vincitore del concorso di idee, che sarà individuato entro la fine del mese, potrebbe essere più bassa di quella massima”, che da bando è circa 165 mila euro, e che “vi saranno contributi da parte di istituzioni che supportano la manifestazione”, inoltre si “renderanno disponibili ulteriori risorse dagli accertamenti di entrate legate
principalmente al turismo”, come quelle in arrivo dal “bando Arsial” per cui il Comune si è aggiudicato 30 mila euro e “le maggiori entrate della tassa di soggiorno 2023”, conclude Franco. C’è da considerare al riguardo che alcuni enti potrebbero curare a proprie spese l’allestimento di alcune piazze, riducendo la fetta di risorse che il Comune dovrà mettere sul piatto. Il fronte finanziario, dunque, pare piuttosto al sicuro. Meno la variabile tempo. L’imperativo delle prossime settimane sarà: correre. Individuato il vincitore del concorso di idee, al quale il Comune pagherà un “premio di 7500 euro, acquisendo così la proprietà del progetto”, spiega l’atto dirigenziale, “con procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando”, se “in possesso dei requisiti previsti”, gli sarà affidata “la progettazione esecutiva degli allestimenti di arredo urbano florovivaistico, per 10 mila euro”. “Il progettista incaricato dovrà consegnare al Comune di Viterbo, entro e non oltre 30 giorni dall’affidamento dell’incarico, gli elaborati progettuali esecutivi a propria firma, che saranno posti a base della successiva gara di appalto che l’amministrazione comunale indirà per l’allestimento delle piazze e delle vie”. L’iter vedere di nuovo sbocciare i fiori sul peperino di San Pellegrino è ancora molto lungo.