Santa Rosa, circa 15 mila euro per pubblicità su alcuni organi di informazione: con quali criteri il comune di Viterbo li ha selezionati?
L’amministrazione comunale targata Michelini torna a far parlare di sé per la gestione della “comunicazione” e dei rapporti con la stampa. È di questi giorni la comparsa di una serie di “determinazioni di impegno di spesa” sull’albo pretorio, a firma del dirigente del settore Cultura, Sport, Turismo, Patrimonio, Pubblica Istruzione, aventi per oggetto: “festeggiamenti di santa Rosa anno 2017 e mostra presso il monastero di santa Rosa” con cui si destinano risorse pubbliche a campagne pubblicitarie su “alcuni” organi di informazione. Si tratta di 15 mila euro circa. È questa la cifra complessivamente stanziata, desumibile dalle quattro determinazioni che è possibile rinvenire sull’Albo Pretorio, destinate a un quotidiano cartaceo locale, due quotidiani locali online, due nazionali nell’edizione romana, una radio nazionale. Quel che appare impossibile, invece, è rintracciare, a monte, un piano di marketing e di comunicazione, con un budget ben definito, l’indicazione di azioni specifiche finalizzate a obiettivi da realizzare con le pubbliche risorse messe in campo. Le quattro determinazioni, quindi, che pure stanziano una cifra considerevole, sembrano un po’ figlie del “caso”. Nel corpo della determinazione numero 3714 del 1 settembre 2017 che stanzia risorse per 1220 euro a un organo di stampa locale on line, si parla genericamente di “Affidare la campagna pubblicitaria descritta in premessa”, senza trovare, nella stessa, nessuna indicazione di servizi specifici che il destinatario del corrispettivo si impegna a effettuare al Comune, se non la generica indicazione, da parte dell’ente stesso, che “si è reso necessario pubblicizzare gli eventi sopra detti”. Il testo, quasi un copia e incolla, si ripete per la determina 3694 del 31 agosto 2017, dove cambia solamente il destinatario, altro organo di stampa, stavolta nazionale, e l’importo che è di 1235 euro. Si passa poi alla determina n. 3268 del 28 agosto 2017 che stanzia 8.800,27 euro per due testate giornalistiche, una cartacea locale e una nazionale, e una radio nazionale, per la quale, invece, sono specificati numero e durata degli spot. Infine, la determina n. 3687 del 31 agosto 2017 che prevede di “pubblicizzare l’evento mostra di santa Rosa per un periodo di sette giorni su una testata on line locale, per 3050 euro compresa Iva”, vale a dire 435 euro lorde al giorno. Fin qui la cronistoria “raccontata” dall’Albo Pretorio telematico, che in ogni ente assolve a funzioni di pubblicità e trasparenza. E proprio in considerazione di essa, inevitabile chiedersi: nelle quattro determinazioni ricorre la parola “interpellata”. L’atto pubblico recita infatti così: “Considerato che si è reso necessario pubblicizzare gli eventi sopra detti, è stata interpellata (…) che si è resa disponibile con un preventivo di (…).
Ma con quale criteri l’amministrazione comunale ha deciso di interpellare un organo di informazione (tramite la sua agenzia pubblicitaria) piuttosto che un altro? Sulla determinazione non si fa nessun riferimento ad alcun processo valutativo preliminare. E per quali servizi promozionali specifici? Considerando anche che gli eventi oggetto di promozione: trasporto della macchina di santa Rosa e mostra al monastero, hanno già avuto ampia diffusione sulla stampa locale come notizie di interesse pubblico? La domanda è stata posta all’assessore alla cultura del comune di Viterbo, Antonio Delli Iaconi, da alcuni giornalisti in occasione dell’inaugurazione della mostra “Viterbo e la sua custode” inaugurata ieri a Palazzo dei Priori. Seppur l’assessore si trovasse in quel momento sotto l’affresco che ritrae la processione del Patto d’Amore con la Madonna della Quercia, “dall’alto” non è giunta nessuna “illuminazione”: la domanda è rimasta senza risposta. O meglio, è stata “rimpallata” dall’assessore al dirigente del settore firmatario delle determinazioni, che in quel momento è apparso all’ ingresso della sala della Madonna. Ma anche lui non ha fornito alcuna indicazione al riguardo. La domanda, dunque, resta aperta: con quali criteri il comune di Viterbo ha selezionato gli organi di informazione su cui effettuare circa 15 mila euro di promozione pubblicitaria?