Scavi piazza del Plebiscito, ritrovati reperti archeologici.
Viterbo, 16 ottobre 2024 – Dal cantiere per la pavimentazione di piazza del Plebiscito sarebbero emerse delle testimonianze archeologiche che passeranno allo studio della sovrintendenza. In questi giorni sarebbero venuti alla luce dei reperti, ma per saperne di più sarà necessario proseguire negli scavi e scoprire cosa c’è intorno al cunicolo che è venuto alla luce durante il cantiere.
L’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris, ha parlato di un tratto fognario risalente a fine Ottocento, inizi Novecento, ma potrebbe anche essere altro o essere collegato a qualche altra cosa. Da ieri, intanto, dopo la visita della sovrintendenza, il braccio meccanico ha iniziato a scavare senza sosta intorno alle due cavità scoperte dai lavori di pavimentazione, ricollegate allo stesso cunicolo. A tarda mattina di ieri nell’area è iniziata a diventare visibile una struttura muraria interrata. Intorno al cantiere, intanto, si infittisce il muro di silenzio e la volontà di non far trapelare nessun dettaglio di quanto sta avvenendo, tanto che nei prossimi giorni potrebbero arrivare dei pannelli o dei teloni a coprire il sottile tessuto che riveste le transenne, lasciando vedere tutto ciò che accade all’interno. “Si faranno questi ulteriori scavi a fini archeologici per far sì che emergano delle testimonianze che sono sempre un pregio all’interno di una città”, dice il direttore dei lavori, l’architetto Rita Barone del comune di Viterbo, che assicura: “il cantiere va avanti, è in programmazione, non c’è sospensione”. Ma “Ritrovamenti archeologici fanno sì che la storia venga raccontata”. E quella che starebbe venendo alla luce in questa porzione di piazza del Plebiscito, potrebbe portare alla ribalta l’antica chiesa di Sant’Angelo in Spatha, situata a pochi metri dalle cavità che sono state scoperte, e nei pressi delle quali sarebbe esistito, secondo la tradizione, un cimitero o comunque delle sepolture. Intanto gli scavi proseguono e il cantiere resta sotto la sorveglianza della sovrintendenza allo scopo di “tutelare eventuali emergenze che dovessero uscire fuori”, dice Floris. Barone scende nel dettaglio dell’organizzazione del cantiere, dove i lavori si stanno svolgendo “insieme all’archeologa incaricata”, prosegue il tecnico del Comune, “e con la sorveglianza della sovrintendenza di Roma, in collaborazione con tecnici, professionisti e la direzione dei lavori, tutto viene messo sotto controllo, riportato e archiviato nel caso ci fosse”, spiega. Per quel che riguarda il cunicolo si tratterebbe di “Una struttura recente”, prosegue Rita Barone, “niente di storicizzato, per cui sarà coperto. Quello che è importante è scavare intorno per capire cosa ci sarà”.