Home Prima Pagina Scuderie Sallupara, De Carolis: “Un polo di arte contemporanea. Ho un’idea per Natale che sto verificando”
Scuderie Sallupara, De Carolis: “Un polo di arte contemporanea. Ho un’idea per Natale che sto verificando”

Scuderie Sallupara, De Carolis: “Un polo di arte contemporanea. Ho un’idea per Natale che sto verificando”

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Viterbo – Si accendono i riflettori sul museo civico di piazza Crispi: prima con  l’apertura gratuita per il periodo 26 agosto e 30 settembre, poi con quella serale nei giorni del 15, 22 settembre e 8 ottobre. La storia del museo civico negli ultimi anni è stata piuttosto travagliata. Prima il crollo di una parte dell’edificio, quindi la chiusura, poi la ricostruzione e la riapertura parziale. Infine quel  momentaneo fulgore di popolarità riflessa per avere prestato l’opera di Sebastiano del Piombo al National Gallery di Londra, mai concretizzatosi in un flusso tangibile di visitatori, nonostante la presenza, in cambio di del Piombo, dell’opera “La Vergine e il Bambino” di Andrea Mantegna, uscita per la prima volta dal National Gallery per venire in Italia, cioè al museo civico di Viterbo. Un’operazione ottima se il complesso viterbese fosse stato sostenuto da un’importante promozione continuativa, senza la quale anche la presenza, “occasionale, di un’opera di tale calibro, si è rivelata vana nell’attirare turisti in numeri apprezzabili. Per rilanciare il museo civico bisogna ripartire dai primi passi. Ed ecco che le aperture gratuite e serali sono riuscite a materializzare fuori il portone in legno rimasto chiuso a ferragosto una fila di visitatori. Un buon inizio. Un segnale di apertura di quel perimetro culturale che si è con gli anni cristallizzato lungo quello del quartiere San Pellegrino, marginalizzando insieme al museo civico di Piazza Crispi anche altre realtà insistenti su altre zone della città. Ed ecco che ridare vita a questo importante nodo culturale che sorge immediatamente fuori Porta della Verità potrebbe rappresentare un primo passo verso la riconciliazione con quella parte della città in questi anni trascurata che pure “contiene” la Rocca Albornoz, le scuderie Sallupara, il Teatro Unione, San Faustino con il magnifico complesso della Trinità, il santuario e la casa di Santa Rosa. Un’opera di ricucitura che potrebbe riequilibrare l’attenzione sull’intero territorio cittadino. In tale direzione si è ben mosso anche il cinema e la musica in piazza in diversi quartieri della città e nelle frazioni. “Nella prima serata di apertura del museo civico abbiamo registrato 300 presenze – commenta un soddisfatto Marco de Carolis, assessore alla cultura del comune di Viterbo  -. Abbiamo programmato tre aperture serali, la prima il 15 settembre, la seconda sabato prossimo 22, la terza il 6 ottobre. L’ingresso è gratuito, con visita guidata. A seguire stiamo pensando ad una serie di piccoli eventi da fare sempre a partire dal museo civico in grado di coinvolgere altri luoghi culturali della città. Per quanto riguarda San Faustino, così come le altre tappe di Grotte Santo Stefano, Bagnaia, Santa Barbara e San Martino, l’idea, peraltro finanziata dalla Regione, è quella di riportare le persone a vivere le piazze per quello che sono sempre state: luogo di incontro e del farsi comunità. Da qui dobbiamo ripartire. Penso sia questa la strada giusta. Così come la serata di ballo di ieri sera, piena di gente”. A breve, inoltre, l’area di San Faustino si arricchirà anche del complesso delle scuderie Sallupara: “Penso debba diventare il polo dell’arte contemporanea a Viterbo – dice de Carolis –  coinvolgendo il quartiere di San Faustino in una sorta di museo diffuso. Ho una idea per il prossimo Natale che sto verificando”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.