19.30 – Matteo Salvini dichiara alla stampa: “Non ritiro niente, non siamo al mercato. Accettiamo di votare subito il taglio dei parlamentari, poi, però, il giorno dopo andiamo al voto. La legge dice che in caso di scioglimento delle Camere la riforma entra in vigore alla legislatura successiva”.
19.15 – La seduta termina con la bocciatura delle mozioni che chiedono la discussione della mozione della sfiducia a Conte il 14 agosto.
19.00 – Stefano Patuanelli (Movimento Cinque Stelle) – Il Movimento Cinque Stelle non ha paura di andare al voto. La proposta di calendarizzare la mozione di sfiducia è uno sgarbo al presidente del consiglio che è ancora tale. La ritengo, quindi, anche irricevibile, anche perché domani si celebra l’anniversario del Ponte Morandi. Domani c’era la discussione sulle concessioni. La proposta di votare immediatamente alla camera la quarta lettura della riforma costituzionale con il taglio di 345 parlamentari è possibile solo se non sarà votata la proposta di discutere domani la sfiducia a Conte. Ora mi aspetto che venga ritirata la proposta del presidente Romeo in alternativa voteremo contro a tutte le modifiche del calendario.
18.45 Andrea Marcucci (Partito Democratico) – Salvini è assentesista in Europa e al Viminale. Le giornate passate al Ministero dell’Interno a pensare alla sicurezza degli italiani sono state pochissime. Era impegnato a fare campagna elettorale. È un esempio terrificanti. Per noi oggi è una bella giornata perché possiamo mettere fine a questo governo a trazione Salvini e Lega. È una benedizione, una liberazione per l’Italia. L’agenda dettata da Salvini ha precipitato il Paese qui dov’è ora. Capisco che abbia l’ansia da anti-renzismo: si è dimenticato di essere stato lui a capo del governo in questi 14 mesi. Ha continuamente deriso e calpestato le istituzioni. Anche nell ultime ore con minacce pesanti nei confronti dei parlamentari. Ieri la capigruppo in maggioranza ha deciso a maggioranza di ascoltare il presidente del consiglio Conte il 20 agosto. Ha chiesto di essere ascoltato e noi riteniamo sia giusto ascoltarlo. Diamo per scontato che dopo le comunicazioni ci sarà finalmente la crisi di questo governo
18.19 – Matteo Salvini (Ministro dell’Interno) – Come è lontana la retorica della politica dal Paese reale che non capisce perché non si debbano disturbare i poveri parlamentari a Ferragosto. L’Italia vuole avere certezze, e cosa c’è di più bello, democratico, trasparente, lineare, dignitoso che dare la parola al popolo. Non capisco questo terrore, questa preoccupazione. Capisco la paura di Matte Renzi: con i disastri che ha fatto, sa che se andasse al voto, gli italiani lo manderebbero a casa sicuramente. Piuttosto che mollare la poltrona, sta qui attaccato 24 ore su 24 con il Vinavil. È umanamente comprensibile. Lo capisco. Sono arrivate delle proposte e le raccolgo. Ho sentito il collega Luigi di Maio più di una volta. Accetto: votiamo il taglio di 345 parlamentari, poi, però, andiamo subito al voto. Prendo e rilancio. Voteremo per anticipare il taglio. Tagliamo 345 parlamentari, poi subito al voto. Noi ci siamo. Affare fatto. Vedo che adesso dai banchi del Partito Democratico non applaude più nessuno. Vedo anche che qualche abbronzatura si sta stingendo. Tagliamo, la settimana prossima, i parlamentari, poi il mio mandato non lo metto nelle mani di Renzi, ma in quelle degli italiani, unici depositari del consesso di questo Parlamento. Non chiediamo di meglio. Prima si vota, prima c’è un Parlamento che nomina un governo, che va avanti 5 anni. Sterilizziamo gli aumenti dell’Iva che avete inventato voi, i governi del Pd. Il Pd non vuole dare la parola agli italiani, poi i fascisti siamo noi. Dal 1993, da quando faccio il consiglio comunale, non sono mai scappato, come chi da Arezzo si è fatto votare in Tirolo o da Firenza a Bolzano. Capisco la disperazione di qualcuno che sta facendo guerra all’interno del suo partito. Ma se hai paura di andare davanti agli elettori, vuol dire che hai la coscienza sporca e hai paura di non essere eletto. E allora si inventa: Iva e fascisti. Non sapevo che andare in spiaggia fosse reato. Capisco la disperazione di Renzi e dei suoi amici. Gli amici dei 5 Stelle ci hanno chiesto una cosa e tutti davano per scontato che non avremmo detto sì. E, invece, missione accettata. Sfida accettata. Tagliamo per la prima volta, insieme, 345 parlamentari e poi andiamo al voto il giorno dopo. Se voi siete pronti, noi lo siamo.
18.12 – Anna Maria Bernini (Capogruppo Forza Italia) – “Grazie presidente Casellati per averci concesso di essere qui oggi. Così possiamo dimostrare chi è veramente all’opposizione e chi, invece, sta preparando nuovi progetti contrari alla volontà popolare e alieni a questo parlamento. Essendo oramai chiaro che c’è una crisi di governo, è necessario velocizzare e calendarizzare la mozione di sfiducia. Non rimandarla alle calende greche. Noi a differenza di chi sta traccheggiando per altri obiettivi, vogliamo votare più velocemente possibile la mozione di sfiducia. Sento dire che tutti sono preoccupati per l’aumento dell’Iva, per l’economia, ma non vogliono calendarizzare la crisi e andare subito al voto. Noi siamo qui e siamo 55 per votare da subito la mozione di sfiducia. Perché noi siamo una vera opposizione. Il modo migliore per evitare l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’Iva è fare subito chiarezza. La vera barzelletta sarà il Pd e il partito del Vaffaday insieme per governare l’Italia. Quella sarà la vera barzelletta. Volete togliere la parola dalla bocca degli italiani e impedire loro di votare. Noi proponiamo di votare subito la mozione di sfiducia dopo il voto di oggi sul calendario dei lavori.
18.05 Ignazio La Russa(Fratelli d’Italia) – Alla riunione di ieri della capigruppo abbiamo preso atto dell’assoluta indisponibilità di una nuova, occasionale mi auguro, maggioranza. Abbiamo anche appreso della volontà di non calendarizzare né per domani né per il 20 le mozioni di sfiducia esistenti. Al di là dell’esito della votazione, che mi vede in linea con il presidente Romeo, non vedo come non si possa fare a meno di modificare il contenuto dell’ordine del giorno che prevede solo le comunicazioni del presidente, quasi non fosse certo o assodato che questo governo, comunque vada, non esiste più. State facendo finta che non siano state presentate delle mozioni di sfiducia. Non c’è traccia nell’ordine del giorno. La mia proposta è quella di aggiungere la dizione ‘comunicazioni del presidente del consiglio e connesse mozioni di sfiducia’. Non vorrei fare altre capigruppo nell’ipotesi, non probabile, che il presidente Conte, nonostante tutto, decida di dire che non sia ancora stato sfiduciato. No so se oggi passerà la data del 20 o del 14 agosto per la mozione di sfiducia, ma va aggiunta nell’ordine del giorno.
18.00 – Massimiliano Romeo (Capogruppo Lega) – “La Lega conferma quello che ha detto ieri in capogruppo: chiediamo all’aula di votare un calendario diverso. C’è una crisi politica in atto, crediamo sia necessario votare la nostra mozione di sfiducia al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, domani. Per rispettare la cerimonia per la tragedia del crollo del Ponte Morandi, chiediamo che la seduta ia fissata alle 18.
17.30 – Conferenza stampa di Matteo Renzi a Palazzo Madama. Chiede appello a tutte le forze per un governo di legislatura.