Vittorio Sgarbi a Tuscania parlerà della facciata di San Pietro, la chiesa che prestò il volto a Ladyhawke
Secondo Pietro Toesca fu edificata dai maestri comacini nell’VIII secolo, quando Carlo Magno donò Tuscania a papa Adriano I. Se questa ipotesi fosse confermata, la chiesa di San Pietro, sorta nel suggestivo panorama tra la maremma e il mare del comune in provincia di Viterbo, rappresenterebbe una pietra angolare dell’architettura italiana, segnando il passaggio dalle forme paleocristiane a quelle romaniche. Di certo l’attenzione di Vittorio Sgarbi verso questa straordinaria memoria del passato, eretta sul colle di San Pietro di Tuscania, sfociata nell’incontro che si terrà sul sagrato della chiesa con il noto critico d’arte il 31 agosto alle ore 21,00, contribuirà a fare luce sul significato di questa straordinaria edificazione e, soprattutto, ad addentrarsi nei tanti interrogativi che restano ancora irrisolti, come spesso accade nel caso di opere di tale valore e portata. Per avvertire tutto il fascino del suo enigma, basta guardare agli edifici sacri per quello che sono: straordinari cammini all’interno della scienza, un tempo sacra, del costruire, quella più comunemente chiamata architettura, dove la chiave di comprensione restano sempre gli innumerevoli simboli disseminati dai loro costruttori in un viaggio a pochi noto, tra lo spirito e l’anima, che muove la mano dello scalpellino, del muratore o del maestro. E la chiesa di San Pietro sembra proprio far parte di questo, da lassù, dove è più facile seguire il moto apparente del Sole, e incrociarlo nel punto più carico di significato per il viaggio spirituale dell’uomo.
“Vittorio Sgarbi è un personaggio che frequenta spesso e volentieri Tuscania – dice il sindaco del comune, Fabio Bartolacci – non più di 15 giorni fa, ha visitato San Pietro e ha lanciato l’idea di fare qualcosa proprio qui. Avremo, quindi, l’occasione di sentir parlare un esperto in merito alla sua bellissima facciata. Sono contento che Sgarbi abbia accettato il nostro invito. Lui sarà il nostro punto di riferimento per una serie di iniziative di questo tipo che vogliamo organizzare. Anche questo è un modo di fare cultura: abbinare delle figure competenti, di spicco, note tra il pubblico, alla storia delle tante chiese e palazzi importanti che abbiamo a Tuscania. Siamo convinti che sarà una formula gradevole per avvicinare un gran numero di persone alla nostra storia e al desiderio di conoscerla più a fondo. Vittorio Sgarbi sarà sul sagrato della chiesa di San Pietro a Tuscania il 31 agosto, alle ore 21, e sono certo che l’importanza del personaggio sarà un efficace richiamo per un evento di successo, anche grazie al suo modo, a tratti irriverente, di affrontare gli argomenti. Crediamo che sarà un felice esordio di una serie di iniziative volte ad abbinare personaggi famosi a realtà, altrettanto interessanti, anche se a volte non pienamente comprese nella loro grande importanza”.
Del resto, nella sua storia recente, la chiesa ha già conosciuto i riflettori, con fortunate apparizioni su set cinematografici di un certo rilievo. Nel 1966 fornì l’ambientazione ideale al film di Mario Monicelli “L’armata Brancaleone” per la scena in cui l’armata si reca alla reggia della famiglia di Teofilatto dei Leoni, con l’incontro tra Brancaleone e la zia di Teofilatto.
Ma la basilica è “finita” con il diventare la scenografia naturale anche per alcune scende del film Otello, di e con Orson Welles (1952), Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini (1966), Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli (1968), e molte altre produzioni cinematografiche di successo.
Sorprenderà scoprire tra queste anche il film, di grande successo, Ladyhawke: la chiesa in cui si svolge la scena in cui il capitano Etienne Navarre affronta in un combattimento a cavallo il cavaliere del vescovo Aguillon, sarebbe proprio San Pietro di Tuscania, sapientemente ricostruita in un set negli studi cinematografici.