Turismo, Franco: «Posso rinunciare al turista che non viene più perché non trova il mercatino».
Viterbo, 16 gennaio 2023 – “Turismo”: la “bacchetta magica” che potrebbe trasformare Viterbo. Non una fantasia, ma qualcosa di molto concreto se messo in atto nella maniera giusta. La nuova squadra a Palazzo dei Priori, guidata dalla sindaca Frontini, ci starebbe lavorando. Parecchio. Con quali risultati, lo dirà il tempo. Intanto se ne starebbe occupando l’assessore allo Sviluppo Economico, Silvio Franco, che già dal periodo natalizio avrebbe cercato di calare un modello nuovo sulla città. A partire dal perno centrale. Il turista. Ma quale? Silvio Franco punterebbe su un target con una certa sensibilità culturale in grado di apprezzare anche le bellezze del luogo. Sulla base di questo sarebbero stati apportati già da quest’anno dei cambiamenti all’offerta natalizia. Il potenziamento del programma del Teatro dell’Unione, la mostra di Michelangelo, potrebbero già inquadrarsi in questo sforzo di metamorfosi verso un contesto diverso, più proteso verso un’offerta culturale per palati più fini. Lo spiega nell’ultima conferenza stampa sul Natale lo stesso assessore. A fornire lo spunto la vicenda oramai arcinota del mancato mercatino natalizio degli anni passati. «Con le risorse e la città che abbiamo – dice Silvio Franco – se un turista decide di non tornare più perché ha trovato il mercatino chiuso, posso affermare che forse non è quello il target turistico della nostra città. Se devo pensare che il turista medio medio che viene a Viterbo, arriva perché vuole trovare il mercatino aperto, sono disposto anche a rinunciare a quel tipo di turista per acquisire, invece, turisti che si fermano qui e apprezzano le bellezze della città», dice Silvio Franco che, però, ammette che qualcosa «Nel periodo di Natale sia giusto e logico che ci sia, si possono fare entrambe le cose», spiega, sottolineando, però, che non può fare tutto l’amministrazione comunale «se non ci sono imprenditori che non hanno interesse a mettere bancarelle in un determinato luogo. Il prossimo anno lavoreremo per colmare dei piccoli limiti che ci sono stati e per interloquire affinché dall’altra parte ci sia una risposta da chi viene e possa apprezzare l’offerta culturale». Un cambiamento inquadrato nella prospettiva dei dieci anni in cui lavorare per candidare Viterbo a capitale della Cultura. L’Amministrazione Frontini prosegue, dunque, nel solco tracciato verso una visione che potrebbe modificare, e non poco, il contesto cittadino.

