Home Cronaca Sgomberi: “Dopo gli alloggi Ater, si guarda a quelli del Comune”.
Sgomberi: “Dopo gli alloggi Ater, si guarda a quelli del Comune”.

Sgomberi: “Dopo gli alloggi Ater, si guarda a quelli del Comune”.

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Viterbo, 28 febbraio 2025 – Una maxi operazione con un dispiegamento di forze impressionante, oltre cento unità tra polizia, polizia municipale, carabinieri e guardia di finanza ieri mattina a San Faustino per lo sgombero di cinque alloggi di proprietà dell’Azienda Territoriale Residenziale Edilizia, più brevemente “Ater”.

Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba, intorno alle 6 di ieri mattina. Prima dell’arrivo delle forze dell’ordine per lo sgombero, alcuni operatori hanno chiuso i rubinetti del gas delle palazzine in cui erano ubicati i cinque alloggi oggetto dello sfratto. Ma a rimanere senza gas sono stati tutti gli appartamenti situati all’interno dello stesso immobile. La precauzione, però, era necessaria per lavorare in piena sicurezza.

Nel frattempo al Sacrario e a Piazza San Faustino sono arrivati i mezzi delle forze dell’ordine, auto e camionette. Alle sette sono passati all’azione: un gruppo numeroso di agenti è salito da via dei Magliatori e si è recato in via Santa Rita e in via Egidio da Viterbo. Si sono assiepati ai portoni e hanno atteso.

Chiara Frontini e il comandante Mauro Vinciotti

Dopo un po’ le porte si sono aperte e i vari incaricati hanno comunicato alle persone presenti dentro gli alloggi destinatari dello sfratto che dovevano andarsene. Tutto si è risolto pacificamente, salvo l’eccezione del 28enne arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. In strada, però, arrivavano, seppur attutite, le esclamazioni della disperazione di chi sa che quella sera sarà senza un tetto sulla testa, sensazione che conoscono bene quelli che attendono in graduatoria proprio quelle case occupate da altri.

Dagli alloggi oggetto dello sfratto escono anche gli animali da compagnia, cani di grossa e piccola taglia corrono su e giù come se fosse una festa, senza sapere che, invece, per loro la vita ora diventa più dura. Un ragazzo tiene stretto un gatto tra le braccia, e piange. L’animale avverte la tensione del momento, dopo essersi agitato parecchio, si libera dalla stretta del proprietario e si dilegua per le vie del quartiere. Lui, resterà qui. Le persone all’interno delle case iniziano a preparare gli scatoloni dove mettere tutta la loro roba. I mobili, invece, per ora restano lì. Ci sono anche dei ragazzini.

Una donna esce da un portone e insulta il primo giornalista che le si para davanti, augurandogli la morte. Un uomo con un bimbo in braccio, invece, si avvicina alla sindaca e le chiede, provocatoriamente, se quella sera potrà andare a dormire a casa sua. Tutto, però, alla fine si conclude in modo abbastanza tranquillo.

Poco dopo le due,  le operazioni sono terminate e inizia il pattugliamento delle forze dell’ordine per impedire agli sfrattati di tornare nelle case. Impresa piuttosto difficile, dato che, appena usciti tutti, sono state cambiate le serrature. Diciassette in tutto le persone allontanate. La sindaca Chiara Frontini sul posto ha assicurato che quello di ieri è stato solo l’inizio. Nel consiglio comunale che si terrà poco dopo, l’opposizione chiede proprio questo: cosa farà il Comune per i propri immobili occupati abusivamente, visto che i cinque di ieri erano dell’Ater? La storia, insomma, non sembra affatto conclusa. “Questo è stato il primo intervento a seguito dell’approfondimento che il comitato provinciale di ordine e sicurezza sta facendo già da mesi”, ha detto la sindaca Chiara Frontini ieri in consiglio comunale, “iniziato con l’istituzione di una task force contro gli affitti in nero e poi successivamente sulle occupazioni abusive sia Ater che comunale, avviata con  la liberazione di alcuni appartamenti di nostra proprietà al Carmine, poi riqualificati con il Pnrr. Oggi sono iniziati anche al quartiere San Faustino, presso gli alloggi Ater in via Santa Rita e in via Egidio da Viterbo. Azione svolta su input del comitato di ordine e sicurezza, supportato dai servizi sociali e dalla Asl veterinaria. Le operazioni sono partite alle 7 e si sono concluse verso le 14:15 con la messa in sicurezza dell’ultimo immobile liberato. L’Ater – ha proseguito Frontini – ha proceduto a sostituire le serrature e a chiudere le porte con pannellature di legno. Nei prossimi giorni dovrà liberare gli alloggi dal mobilio e consegnarli all’amministrazione  per procedere con le legittime assegnazioni ai nuclei familiari che sono in graduatoria. Nessuno è stato lasciato per strada, chi ha trovato sistemazione nella  rete familiare, chi in strutture temporanee per il  tempo necessario a trovare collocazione definitiva. Un unico caso di resistenza, tutto il resto delle operazioni si sono svolte con estrema serenità. Voglio ringraziare il Prefetto, il Questore tutte le forze dell’ordine”, ha detto la sindaca che ha riservato un elogio particolare alla polizia municipale:Sono stati veramente egregi”, ha detto, “hanno dimostrato grandissima professionalità e fermezza, qualità necessarie per gestire situazioni complesse di questo tipo.  Questo è un segnale per far capire che chi pensa di vivere sopra le istituzioni, di mettere in discussione le regole del vivere civile,  non ha spazio in questa città”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.