Home Cronaca Termalismo: il delirio della decadenza. Ex Terme Inps e Bullicame: devastati. Eichberg visita i siti termali.
Termalismo: il delirio della decadenza. Ex Terme Inps e Bullicame: devastati. Eichberg visita i siti termali.

Termalismo: il delirio della decadenza. Ex Terme Inps e Bullicame: devastati. Eichberg visita i siti termali.

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Viterbo – Viaggio nel termalismo viterbese: oggi il vice sindaco Enrico Maria Contardo del comune di Viterbo, insieme all’assessore ai lavori Pubblici, Laura Allegrini, hanno accompagnato la sovrintendente, Margherita Eichberg, con una delegazione della sovrintendenza in una visita ai siti termali. Dal Bullicame, alle ex terme Inps, alle Piscine Carletti, passando dalle Terme dei Papi e concludendo la visita al Paliano. Il termalismo viterbese si è rivelato per la sovrintendente una vera e propria scoperta, non solo perché non aveva mai visto questi luoghi, ma perché ne ha immediatamente carpito il carattere “unico” che deriva loro dalla combinazione di storia e naturalismo, che riconsegna alla città di Viterbo paesaggi di grande suggestione, dalla forte valenza anche curativa. Insomma, il termalismo a Viterbo, sotto molti punti di vista, potrebbe essere considerata una vera e propria “miniera d’oro”, di cui, forse, oggi non si è ancora compreso veramente il valore. Sviluppo termale non significa solo aprire stabilimenti, vuol dire piuttosto concepire un sistema interdimensionale dove il termalismo privato si deve coniugare con quello pubblico in un quadro che ne risalti, appunto, la storia, la valenza naturalistica, la bellezza del paesaggio. Solo così, solo concependo il termalismo come un mondo fatto di numerose sfaccettature che tra loro si intersecano valorizzandosi reciprocamente,  esso potrà diventare veramente un settore di punta dell’economia viterbese, fortemente attrattivo per operatori e fruitori.  Il quadro, invece, che si è presentato oggi alla sovrintendente è stato uno dei più terrificanti. Dal Bullicame alle ex Terme Inps si presenta una giungla di devastazione, degrado e abbandono, dove la mano dell’uomo è intervenuta deturpando un paesaggio che se fosse stato lasciato a se stesso, forse, oggi, sarebbe riuscito ad essere migliore di quello che è, con la natura incontaminata che avrebbe ripreso i suoi spazi conformandoli secondo il proprio gusto selvaggio che ha sempre una sua poesia. Lo scenario che si spalanca a chi varca il cancello delle ex terme Inps, invece,  è a dir poco inquietante: pavimenti divelti, pareti crollate, mobilio sotto sopra, crepe sui muri, televisori abbandonati.  Un water  campeggia in mezzo a una stanza maleodorante e piena di sporcizia, come tutte le altre. Si vede che l’uomo è passato di qui: ha depredato, rotto, distrutto, sporcato, accelerando e insozzando l’azione del tempo che pian piano ha divorato la struttura. Pare un film dell’orrore: camminando lungo i corridoi silenziosi e inquietanti della struttura, tra pezzi di soffitto caduti in terra, vegetazione che ha forzato le finestre e si è intrufolata nelle stanze, mobili rovesciati in mezzo ai corridoio, o all0ingresso di alcune stanze ostruendone il passaggio, si ha la sensazione che da un momento all’altro possa spuntare fuori un esercito di zombie, o un altro pezzo di quel fatiscente palazzo possa venire giù improvvisamente. Il quadro al Bulicame non è migliore. I versi di Dante restano soli in cima a una colonna di pietra a difendere l’onore di quel posto abbandonato a se stesso. Un lungo tubo nero esce dalla Callara e percorre quella landa desolata e rinsecchita, con cespugli che fuoriescono come scheletri dalle aiuole un tempo lussureggianti, in un’ultima, ispirata richiesta di aiuto. Il rospo smeraldino a cui era stata dedicata una vasca lungo il percorso naturalistico che era stato disegnato nel sito nel progetto di recupero del 2011 è migrato altrove. L’acqua putrida dell’unica vasca rimasta piena, conferma quanto scritto nei cartelli che campeggiano intorno: “Divieto di Balneazione”. Raccomandazione superflua, per immergersi nell’acqua ferma e maleodorante ci vorrebbe una bella dose di coraggio. Stesso quadro nelle pozze delle ex terme Inps che, tuttavia, hanno offerto un ambiente ideale al rospo smeraldino. All’arrivo della delegazione dell’amministrazione comunale e della sovrintendenza tutti i rospetti grandi e piccoli, spariscono in un batter d’occhio nell’acqua. Nella sua decadenza orripilante, eppure, le terme di Viterbo sono riuscite a trasmettere quel messaggio di bellezza e valore connaturata a questi luoghi alla Eichberg e ai tecnici che l’hanno accompagnata. Superando quella coltre di rovina, l’area termale ha nuovamente gridato il suo potenziale, nella speranza, stavolta, che qualcuno riesca veramente ad afferrarlo.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.