Home Cronaca Trasporto annullato, commercianti: addio incassi, ma «È la decisione più giusta».

Trasporto annullato, commercianti: addio incassi, ma «È la decisione più giusta».

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Viterbo 11 agosto 2020 –  In molti ci hanno sperato fino all’ultimo, fino al giorno in cui il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha ottenuto in Parlamento i voti necessari per prorogare lo stato di emergenza fino al 15 ottobre. In quel preciso istante, per il Trasporto 2020, è calato il sipario, ancor prima di alzarsi. Con la proroga dello stato di emergenza, per il comune di Viterbo è scattato il divieto di fare il Trasporto. Diversamente, se lo stato di emergenza fosse finito il 31 luglio, ci sarebbe stata un’alta probabilità di vedere in questi giorni la macchina burocratica-organizzativa cittadina riavviarsi per il Trasporto 2020. Ma, oramai, è certo: esso sarà ricordato nella storia, per non essere mai avvenuto. E, paradossalmente  avrà più eco, in tutti gli anni avvenire,  di quelli che si sono svolti. Della macchina, montata sul sagrato della chiesa di Santa Rosa, senza esserci arrivata con le gambe dei facchini, ma con i camion del costruttore Fiorillo, se ne parlerà per sempre, un racconto intimamente legato a quello della pandemia, anch’esso evento del tutto eccezionale destinato a rimanere nella memoria delle generazioni. Dunque il Trasporto 2020 non ci sarà: e se quasi tutta la città è affranta e rattristata per questo appuntamento del cuore che non si rinnoverà, c’è anche un risvolto più “venale”, ma non meno importante.  Il 3 settembre è un grande richiamo, oramai, per i turisti oltre che per i viterbesi. Quelli di Santa Rosa sono giorni fertili per il commercio, per il grande fermento che si crea in città. Più gente,  più incassi. Un binomio che quest’anno non si realizzerà. Un’altra tegola sulla testa dei commercianti viterbesi, soprattutto di quelli che si affacciano sul percorso tradizionale del Trasporto: da piazza San Sisto a piazza del Comune, fino a piazza Verdi e, infine, fin sulla salita di Santa Rosa.  E se anche tutti i commercianti comprendono e accettano la decisione di annullare il Trasporto, resta l’amarezza per i mancati incassi di quei giorni, ma soprattutto per il dispiacere di non vedere rinnovata una tradizione a cui si sentono tutti intimamente legati. A partire dal Red Rose Cafè, a piazza San Sisto, il primo a mettersi in moto con l’arrivo dei pezzi della macchina all’interno del ponteggio allestito ogni anno a ridosso delle mura di Porta Romana. Da quel momento in poi, il bar di Arianna Galletta diventa il quartier generale dei facchini, delle loro famiglie, dei costruttori e di tutti quelli che a vario titolo si muovono intorno all’assemblamento della macchina fino al fatidico “Sollevate e fermi” del 3 settembre. Un copione che quest’anno è stato archiviato. «Il 2020 per noi è un anno da cancellare – dice Arianna Galletta – prima la pandemia, poi il lockdown, adesso l’annullamento del trasporto. Se ci fosse stato, avrebbe di certo risollevato un po’ il commercio. Ci puntavamo. Si presupponeva che ci sarebbe stato. A malincuore, invece, è stata presa quesa decisione di non farlo, come diretta conseguenza della pandemia. Quest’anno ci ha atterrato a tutti. Ci accontenteremo di vedere la macchina  montata sul sagrato. L’importante è vederla, anche se non passerà». Un po’ più avanti,  su via Garibaldi, le stesse considerazioni si fanno dentro il negozio del Nostrano: «Avremo sicuramente un calo del lavoro – dice uno dei fratelli Ragonesi -. Il 3 settembre è importante perché fa conoscere la città, e per noi vuol dire un sensibile aumento dell’attività. Dal punto di vista economico una giornata così non la recupereremo mai. Viterbo si riempie di persone che vengono da fuori. Ci rendiamo conto che non si poteva fare altrimenti. Il Comune ha giustamente ritenuto di non fare il trasporto quest’anno per via del Covid19», l’amarezza, però, resta. «Avremmo preferito che la macchina fosse a piazza del Plebiscito», dice Tonino Ragonesi, «ma, comunque, l’importante che venga gente. Proprio per questo abbiamo più volte proposto al comune di Viterbo di organizzare un settembre viterbese che ruotasse un po’ di più intorno al Trasporto di Santa Rosa, credo sia un ottimo evento che possiamo utilizzare per la promozione territoriale». A piazza Fontana Grande, la signora Filomena, dell’alimentari “Gigi e Mena” si unisce ai colleghi commercianti: «Oltre alla batosta economica inferta da questo periodo di pandemia – dice –  c’è anche quella di non vedere il Trasporto quest’anno, che, come viterbese, mi rattrista e mi dà dispiacere. Non è mai successo che non sia stato fatto. Purtroppo non ci possiamo fare niente. Vedere la macchina montata a Santa Rosa è già qualcosa per noi devoti. Non è una consolazione, ma almeno ricordiamo la tradizione». Come commerciante anche Filomena riconosce che quelli di Santa Rosa, per i registratori di cassa, sono giorni d’oro: «C’è tanto lavoro e tanti turisti» afferma. Stesse considerazioni al forno di piazza Fontana Grande: «Sicuramente ci sarà un calo economico – dice la ragazza dietro il bancone – e sarà un problema per tutte le attività che si affacciano su questa zona, ma, a mio parere, è meglio che la macchina non sia passata, per il rischio Covid19. Il cuore di Santa Rosa che sfila in città, mancherà a tutti.  Soprattutto dal lato effettivo, più di quello economico. Però va bene così. Mi piace l’idea che la macchina venga montata sul sagrato: è un simbolo per non dimenticarla quest’anno». Lasciando via Garibaldi, ed entrando a via Cavour, la prima a parlare è Barbara del Caffè Cavour: «Annullare il trasporto mi è sembrata la cosa  più sensata – dichiara -. Certo, ci dispiace interrompere la tradizione. Ma il rischio Covid era troppo alto.   Non vedere il Trasporto quest’anno è triste. Ma non si poteva fare altrimenti, secondo me». Dal punto di vista economico, anche lei riconosce che: «in quei giorni c’è un incremento di lavoro per tutte le situazioni che si creano a partire dalle cene dei facchini. Scegliere di non far passare la macchina e montarla sul sagrato, mi sembra la scelta più logica e più sicura, poiché lì è sempre stata montata. Sarebbe stato bello, però, mettere altre attrazioni lungo il resto del percorso, in modo da incentivare i visitatori  girare la città. Quest’anno è andata così, pazienza».

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.