Trasporto Dies Natalis: una nuova era. Spettacolo mozzafiato, mai visto.
Viterbo, 3 settembre 2024 – Quello che si è visto ieri sera nelle vie di Viterbo, è una nuova èra del Trasporto. Dies Natalis porta ad un livello superiore la prestazione dei facchini.
E, forse, con questa macchina monumentale, Raffaele Ascenzi, ha fornito lo strumento affinché questa evoluzione potesse compiersi.
Perché se il Trasporto fino ad oggi era qualcosa di rodato, da cui non aspettarsi sorprese, quella macchina straordinariamente grande che entra a malapena nei vicoli che attraversa, dà l’impressione che niente sia più scontato, che tutto può accadere, anche infilarsi in una grondaia, o strusciare pericolosamente un muro, e aggiunge così un brivido seducente al suo incedere.
La visione di Dies Natalis che cammina all’interno dei vicoli a una distanza millimetrica, toglie il fiato a chi la guarda che, fino all’ultimo secondo, non sa come finirà. Il respiro è trattenuto, mentre si resta appesi al dubbio se la Macchina uscirà illesa, se i facchini ce la faranno a liberarsi da quella sorta di forche Caudine. Ed era questo il palpito paurosamente accelerato che mancava a decenni di trasporti seppur bellissimi, ma oramai così ben rodati, da cui sapevi sempre cosa aspettarti. Con Dies Natalis non è più così, arriva il fremito dell’imprevedibile, l’eccitazione dell’inatteso, e ogni volta che quella Macchina entrerà al Corso, nessuno saprà come andrà a finire, finché non ne sarà uscita. Ed è anche quello che eleva la prestazione dei facchini a un livello di complessità più alto, a cui erano certamente pronti, ogni volta che quella Macchina avrà battuto il rebus delle distanze tra lei e l’abisso. È così che il Trasporto da oggi in poi diventa qualcosa di spettacolare e allo stesso tempo sconvolgente, capace di tenere in perenne agitazione le acque profonde dell’emotività umana.
La vera rivoluzione di Dies Natalis è questa. Quella Macchina che appare più larga delle vie che pure attraversa diventa l’immagine di un’impresa eroica, che si compie solo grazie alle impareggiabili abilità e al coraggio dei facchini, protagonisti indiscussi della grande avventura mistica che porta in dono a Rosa quell’idea grave del sacrificio in cui vibra il velo flebile tra la vita e la morte. Lo spettacolo offerto ieri sera da Dies Natalis è semplicemente straordinario, qualcosa che non si era mai vista prima e che, invece, ora, si ripeterà ogni anno, ma alla quale non ci si abituerà, perché il brivido dell’incognito ora, più che mai, fa parte della storia.
Tiziana Mancinelli.