Trasporto Santa Rosa, Santucci: “Non si può continuare così. Il ruolo del Comune va ripensato”. Insogna: “Città affetta da tribunite”
L’organizzazione della macchina di santa Rosa è certamente un’operazione complessa, e secondo il consigliere comunale di Fondazione, Gianmaria Santucci, ormai sarebbe sfuggita di mano al comune di Viterbo. È stato forse questo l’argomento che ha più contribuito a tenere “sveglio” un consiglio comunale durato un paio d’ore tra la discussione della bozza della gara d’appalto per i servizi cimiteriali e il tentativo di Marco Volpi di portare in discussione una modifica allo statuto comunale, subito stroncato dall’opposizione: “Ma voi pensate di venire qui a modificare lo statuto comunale con soli nove consiglieri?”, attacca Claudio Ubertini (FDI). “Credevo che avendo già approvato all’unanimità in commissione le modifiche proposte – ribatte Marco Volpi – non ci sarebbe stata questa distinzione ora tra maggioranza e opposizione”. Ma i numeri sono numeri, e Ubertini torna a ribadire che sono pochi per variare lo Statuto: “È una questione di rispetto e di buon gusto”, spiega. Per la modifica è richiesta la maggioranza qualificata, e quella che è presente in sala è molto al di sotto, così si decide di rinviare la pratica. Su santa Rosa, invece, si accende un faro che farà riflettere in futuro. “L’organizzazione della festa costa oramai circa mezzo milione di euro a fronte di un unico introito di seimila euro dalle tribune. Non è possibile”, dice Santucci, “dobbiamo ripensare questa cosa. A maggio o si fa una mega variazione di bilancio o si attinge al fondo di riserva per una festa che oramai supera forse le cento mila presenze”. Una festa, secondo Santucci, che sta diventando troppo grande per essere lasciata all’organizzazione del Comune. “Il palio di Siena è gestito da un Comune e un consorzio. Possibile che qui a Viterbo non si riesca a fare qualcosa di simile? Perché la Regione non prevede un capitolo apposito per finanziare il Trasporto? Dal mio punto di vista – prosegue Santucci – non vedo turisticamente un grande ritorno sul territorio”. In proposito Santucci evidenzia una serie di carenze, a suo dire, nell’azione del Comune. “A cosa servono i manifesti di carta nei Comuni della provincia se ci sono campagne social che fanno così tante visite?”. C’è poi il nocciolo delle tribune: “Ha senso metterle sul percorso per far guadagnare un privato?” chiede Santucci. “Vi do atto – spiega – che siete stati quelli che hanno introdotto la vendita on line, ponendo fine a quelle inaccettabili file per l’acquisto dei biglietti. Ma la natura del rapporto tra Comune e privato che gestisce le tribune, qual è? Possibile che un servizio pubblico, come le tribune, venga gestito con una logica di mercato? Non si è ancora capito che ruolo abbia il Comune nell’organizzazione di questo evento. Forse questo ruolo va ripensato. Il comune deve decidere se il trasporto di santa Rosa è la manifestazione su cui basare tutta l’azione promozionale di Viterbo o è una delle tante iniziative”. “Sulle tribune siamo aperti a qualunque opzione – dice Michelini – se non ci fossero, lo spazio sarebbe sicuramente maggiore. Non so se le tribune siano o meno un servizio pubblico. Però ritengo che ad essere importante non sia l’introito che ne deriva al Comune, quanto il fatto di aver offerto alla cittadinanza un servizio. È questo ciò che conta”. Se poi a contare sarà l’opinione di Michelini, si saprà solo dopo le elezioni di maggio 2018 che potrebbero consegnare al Trasporto un nuovo sindaco, chissà con quale visione, magari sarà totalmente diversa. Quella di Insogna, invece, resta sempre la stessa: “Questa città soffre di tribunite”.