Home Cultura Una tela di 100 metri quadrati farà rivivere l’ex Tribunale: l’opera di Zappa per la città di Viterbo
Una tela di 100 metri quadrati farà rivivere l’ex Tribunale: l’opera di Zappa per la città di Viterbo

Una tela di 100 metri quadrati farà rivivere l’ex Tribunale: l’opera di Zappa per la città di Viterbo

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Una grande tela di circa cento metri quadrati darà un nuovo volto alla ex chiesa dei SS. Giuseppe e Teresa presso il complesso dell’ex tribunale in piazza Fontana Grande, un luogo dimenticato da qualche tempo, che però potrebbe presto ritrovare una sua centralità nell’ambito degli spazi dedicati  all’attività artistico culturale, che non sono poi così tanti a Viterbo.\r\n\r\nL’opera sarà eseguita con pittura a olio dal professor Marco Zappa, noto artista viterbese, docente presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, che ha proposto questo progetto all’amministrazione comunale, che lo ha recepito con una delibera di giunta. La proposta di Zappa rappresenta un pregevole contributo alla valorizzazione della città per il livello tecnico dell’artista e anche per il fatto che  l’opera sarà eseguita a titolo gratuito. Un altro contributo alla realizzazione dell’opera, e quindi a beneficio di Viterbo, arriverà da Andrea Cesarini (www.impresacesarini.it) che metterà a disposizione gratuitamente il ponteggio necessario all’artista per lavorare nell’immenso spazio della suggestiva ex chiesa di piazza Fontana Grande.\r\n\r\nPer la collocazione della tela, infatti, la giunta ipotizza: “La parte absidale della ex chiesa di San Giuseppe e Santa Teresa, laddove in origine era collocato l’altare maggiore. L’ideazione di detta tela si colloca nell’ambito del progetto denominato “Egidio 17” al quale il prof. Zappa aderisce a titolo individuale”, si spiega nella delibera comunale. “I tempi stimati dell’opera – riporta ancora l’atto comunale  – sono stati stimati in circa due anni”. Durante questo periodo “il cantiere resterebbe aperto a studenti e cittadini interessati a seguire da vicino e in modo diretto l’attività pittorica”, che diventerebbe, così, un momento di condivisione e un’opportunità “didattica e formativa” per la quale il Comune pensa anche di coinvolgere le  scuole del territorio. Proprio ieri Marco Zappa e Andrea Cesarini si sono incontrati all’ex tribunale per un sopralluogo. “La parete dove andrà collocata la tela – spiega Zappa – presenta delle strutture, come cornicioni e stucchi, per cui dovrà fare, in realtà, due tele, una più grande, di circa otto metri per nove, e sarà quella principale, e una più piccola che andrà a chiudere lo spazio sovrastante a forma di lunetta, come fosse una cornice a cielo aperto, diciamo un trompe-l’œil. In questo modo resterà visibile la struttura della chiesa. Il progetto – continua Zappa – è nato un anno fa in collaborazione con Egidio 17, pensando al rapporto tra la riforma luterana e il Giudizio Universale di Michelangelo della Cappella Sistina.  All’epoca c’era la problematica dei protestanti, oggi c’è quella dell’Islam in uno scenario dove lo scontro tra religioni è tornato a farsi sentire. In questo quadro di differenze e separazioni, il Giudizio Universale è un concetto comune a tutti: cattolici, ebrei, protestanti, e anche islamici”.\r\n\r\nL’opera di Zappa incarnerà, dunque, un concetto universale, esistito da sempre, in ogni cultura: quello, appunto, del giudizio finale.\r\n\r\n“Il dipinto non si identificherà con una religione precisa – prosegue l’artista –  proprio perché vuole esprimere un concetto comune a tutta l’umanità di ogni epoca e cultura. Tutti, prima o poi, devono confrontarsi con la morte, e chi crede   nell’aldilà, crede anche che sarà giudicato e che potrà scendere nelle tenebre o salire verso la luce.  Questa è una cosa che accomuna ogni credo religioso. Ho pensato che in questo momento di forte contrapposizione che sta vivendo la società moderna su questo tema, come all’epoca dello scontro luterano,  questo concetto della dualità delle tenebre e della luce potesse rappresentare un elemento di concordia, un qualcosa che possa accomunare tutti in un concetto uguale di bene e di male. Trovo questa lettura estremamente attuale”.\r\n\r\nZappa si lascia, infine, sfuggire qualche indiscrezione sull’opera che, pare, raffigurerà l’immagine di Dio come una fonte di luce, una fonte pura di bene, verso la quale si muoveranno figure umane, dei nudi, mentre altre precipiteranno verso le tenebre. Non “previsti”: ali, aureole e simili.\r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n(In foto l’interno dell’ex Tribunale di Viterbo)\r\n\r\n 

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.