Università della Tuscia: quasi 5 milioni di utile e 60 di fatturato nel 2015. Bene anche la ricerca: quindicesimo posto in Italia
Un salto nel futuro, che per l’università degli studi della Tuscia è già presente: tenendo fede alla sua missione di ente di studio e di ricerca, l’ateneo viterbese ha da poco varato il suo primo bilancio economico, riferito all’anno 2015, implementando un sistema contabile che da oggi in poi consentirà anche un controllo effettivo e puntuale sui costi.\r\n\r\nA presentare la novità, insieme all’introduzione della fibra ottica che segna un’altra importante innovazione sul piano tecnologico, il rettore Alessandro Ruggieri, il nuovo direttore generale Vincenzo Sforza, la pro rettrice Anna Maria Fausto, la responsabile del settore trasparenza, Anna Maria Moscatelli, il dirigente Paolo Ceccarelli, e il tecnico Maurizio Menicacci.\r\n\r\n“Da oggi in poi l’Università avrà un bilancio unico – ha detto Ruggieri – che fornirà una visione unitaria di tutta la struttura. Ma, soprattutto, avremo un controllo dei costi, grazie all’introduzione della contabilità economica, che ha comportato una riclassificazione di tutti i conti. Strumenti già in uso nelle aziende private, di cui ci siamo dotati anche noi, nonostante le nostre finalità siano diverse, includendo quelle di natura sociale”.\r\n\r\nA spiegare più nel dettaglio la portata innovativa e gestionale del nuovo sistema contabile, è stato il direttore generale, Vincenzo Sforza: “Questo bilancio recepisce un cambiamento voluto dalla Riforma Gelmini e segna un cambio di passo nel contesto contabile del settore pubblico. Il conto economico dell’università chiude con un saldo positivo di 4 milioni e 800 mila euro circa – dice – e un patrimonio netto di 50 milioni di euro che va a migliorare anche la situazione patrimoniale”. In proposito Sforza, per meglio spiegare l’importanza del dato, traccia un paragone con la sanità dove il Patrimonio netto è spesso “negativo” spiega.\r\n\r\nPositivo anche il flusso di cassa che emerge dal rendiconto finanziario dell’importo di un milione e 300 mila euro, mentre il fronte dell’indebitamento segna zero. Numeri importanti che permettono di finanziare gli investimenti strutturali, la didattica e la ricerca.\r\n\r\n“Questo bilancio è solo la punta dell’iceberg – dice Sforza – esso si dovrà integrare con gli strumenti della performance e del controllo di gestione, utilizzati nell’ottica di governare l’ente in una visione sistemica”.\r\n\r\nQuesti risultati – dice Moscatelli – derivano da una razionalizzazione della spesa e un incremento dei servizi agli studenti”.\r\n\r\n”Un altro dato interessante è “il fatturato di 60 milioni di euro – comunica il rettore Ruggieri – i nostri azionisti sono gli studenti e i professori. Le risorse sono reimpiegate per migliorare la didattica e la ricerca”.\r\n\r\nUna filosofia che deve aver trovato continuativa applicazione in questi anni, se oggi il MIUR colloca l’università della Tuscia al quindicesimo posto nel sistema italiano della ricerca.\r\n\r\n“Sono stati valutati ben 600 prodotti tra pubblicazioni, articoli e libri per l’Università della Tuscia – spiega Ruggieri – e 190 mila in tutto il paese, dove sono stati esaminati ben 90 tra università e istituti di ricerca. In questa panoramica così ampia, l’Università della Tuscia è riuscita a posizionarsi quindicesima. Nessuna università del Lazio è riuscita a ottenere posizioni più alte della nostra, quindi siamo i primi nella regione”.\r\n\r\nAnche la classifica per aree è una bella soddisfazione per la Tuscia: “Nell’area sette, la nostra facoltà di Scienze Agrarie è la prima in Italia tra università di medie dimensioni riferita al corpo docente”, informa Ruggieri. Bene anche la classifica del reclutamento: “Nel periodo 2011-2014 siamo primi in assoluto in Italia per Scienze Agrarie e Ingegneria, abbiamo superato anche il Politecnico di Torino e Milano – continua Ruggieri -.Per questo risultato devo ringraziare anche il professore Mancini che è stato rettore per due anni e otto mesi nel periodo considerato”.\r\n\r\nUn altro dato che inorgoglisce l’ateneo viterbese è quello di “non apparire per nessun settore nelle fasce basse delle classifiche stilate”, spiega Ruggieri, “siamo riusciti ad alzare il livello medio della ricerca in 10 aree su 12”.\r\n\r\nSe da un lato si raggiunge, quindi, l’eccellenza, dall’altro il risultato “peggiore” conseguito è comunque sempre una fascia media, e mai bassa, delle classifiche redatte. L’ultima, ma non irrilevante, notizia che l’Università ha dato stamattina, è l’innovazione introdotta con l’adozione della fibra ottica che consentirà di disporre una velocità di trasmissione di dati di 10 gigabit. Una rivoluzione che va a vantaggio della ricerca e rende efficace l’opera di digitalizzazione portata avanti dall’ateneo, per cui, oggi, moltissime operazioni possono essere svolte dagli studenti via internet senza recarsi fisicamente presso gli uffici dell’università.\r\n\r\n“Se non avessimo questa velocità di trasmissione dati, i servizi risulterebbero penalizzati”, spiega Ruggieri. Nel caso dell’introduzione della fibra ottica, inoltre, come spesso avviene, innovazione fa rima anche con risparmio che nel caso dell’Università porterà a ridurre i costi di 70 mila euro all’anno. Il costo della fibra è di 116 mila euro all’anno per quindici anni. Una cifra che consentirà di raggiungere il pareggio dell’operazione in meno di due anni”.\r\n\r\n \r\n\r\n(Da sinistra: Anna Maria Fausto, Alessandro Ruggieri, Vincenzo Sforza)\r\n\r\n