Viterbo, 7 giugno 2020 – Come si sono comportati i viterbesi in questo periodo di lockdown? «Il giudizio è sicuramente ottimo», e a darlo è il comandante provinciale, colonnello Andrea Antonazzo, in occasione del 206° annuale della fondazione dell’Arma dei carabinieri. Ma a dirlo sono soprattutto i numeri: «Su oltre 60 mila perone controllate – spiega ancora Antonazzo – abbiamo elevato 1.000 contravvenzioni, vale a dire una ogni 60 cittadini. Il giudizio in pagella per i viterbesi è certamente ottimo: la maggior parte hanno rispettato le disposizioni emanate per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Ora è importante continuare ad avere comportamenti corretti, perché non possiamo permetterci di tornare indietro e ricadere nella pandemia», dice Antonazzo. Ora che il lockdown è finito, e le norme si stanno allentando, c’è un imperativo da osservare: «Responsabilità». Dopo la valanga di controlli, solo 60 mila quelli dei carabinieri a cui si aggiungono gli altri, altrettanto copiosi, delle altre forze di polizia, quale sarà ora l’approccio al territorio degli uomini dell’Arma? «La domanda è complicata – dice Antonazzo – le norme non le stabiliamo noi, ci sono delle regole, oggi le limitazioni sono poche e riguardano soprattutto i nostri comportamenti. I controlli sui movimenti dei cittadini sono più blandi, quindi è fondamentale per ognuno di noi usare responsabilità, non possiamo permetterci di ritornare indietro alla situazione precedente». Guardando avanti, invece, i controlli dei carabinieri saranno serrati sugli: «Esercizi commerciali – spiega Antonazzo – il nostro obiettivo, ora, è quello di tutelare i cittadini, sia in quanto clienti, e, dunque, nei luoghi chiusi, e, con l’approssimarsi della stagione estiva, anche negli stabilimenti balneari, ma anche come lavoratori, controllando, quindi, che vengano impiegati nelle aziende secondo le indicazioni e i protocolli siglati tra ministero dell’Interno e associazioni di categoria». L’anno trascorso per i carabinieri è stato particolarmente impegnativo, anche per il sopraggiungere proprio dell’emergenza sanitaria.
«Il nostro lavoro in questi ultimi mesi è radicalmente cambiato – dice ancora Antonazzo – normalmente corriamo dietro ai criminali, stavolta siamo dovuti andare dietro un po’ a tutti i cittadini. Obiettivamente è stata una cosa faticosa, ma necessaria, e lo abbiamo fatto. Abbiamo intensificato i controlli, ma per quanto riguarda le forme criminali, esse sono notevolmente diminuite. Quando sono arrivato a Viterbo, ho posto l’accento sui furti, la microcriminalità, la criminalità diffusa e il lavoro nero, fenomeni che in questi ultimi mesi mesi sono diminuiti. Abbiamo avuto una diminuzione del 30-40 per cento dovuta al fatto che non ci si poteva più muovere liberamente, chi lo faceva, veniva controllato. Emblematico il caso dello spacciatore arrestato all’inizio dell’emergenza: quando è stato fermato, ha rilasciato l’autodichiarazione che si stava recando al supermercato. È stato seguito ed è stato, così, sorpreso nei giardinetti a spacciare. Il Covid19 ha reso più difficile compiere attività criminali, anche per quel che riguarda il lavoro nero». Il comandante dell’attività compiuta nell’ultimo anno, ricorda tra le altre cose l’operazione Erostrato, lo smantellamento dell’organizzazione dedita allo spaccio del pericoloso Shaboo. C’è poi la nota dolente di due uomini che se ne sono andati: «I colleghi Gioiosi e l’appuntato Moggi, deceduto, quest’ultimo in servizio presso la stazione di Vejano. Rincresce – dice Antonazzo – di non aver potuto assistere le loro famiglie in questo periodo».
*** Di seguito il comunicato stampa dei carabinieri in occasione del 206 annuale della fondazione dell’Arma.
Il 5 giugno 2020 ricorre il 206° annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, il comandante provinciale, colonnello Andrea Antonazzo, ricorda che per i carabinieri della provincia di Viterbo è stato un anno molto impegnativo, che ha visto un consistente impegno dei militari dell’Arma nel contrasto alla criminalità diffusa ed allo spaccio di droga, caratterizzato soprattutto dall’emergenza sanitaria per il contrasto alla diffusione del Covid19.
Proprio quest’ultima emergenza ha fortemente condizionato l’attività dell’Arma nella provincia con un impegno senza precedenti nel controllo del territorio, sotto la guida del Prefetto Giovanni Bruno, in piena sinergia con le altre forze di polizia e in magnifica collaborazione con la Asl di Viterbo.
L’attività in questo settore ha visto i militari alle prese con i controlli ai cittadini, oltre 60 mila, ed altre attività con il supporto dei carabinieri del Nas, ma anche con la necessità di adottare ogni possibile misura per arginare i rischi per il personale e gli utenti all’interno delle strutture dell’Arma. Tra le numerose precauzioni adottate, si annovera anche la chiusura temporanea della stazione carabinieri di Onano e i rinforzi a quella di Celleno nel periodo in cui il Comune è stato dichiarato zona rossa. I recenti test sierologici sui carabinieri condotti grazie a un protocollo di intesa con la Regione Lazio ed al contributo della Asl di Viterbo, hanno prodotto solo 5 positivi su oltre 650 test effettuati, poi risultati tutti negativi al tampone oro-faringeo, confermando la validità delle misure adottate. I risultati operativi relativi al periodo giugno 2019 maggio 2020 riflettono una consistente riduzione delle attività criminali in provincia e segnatamente dei furti a cause della perdurante emergenza sanitaria. Nel contrasto alla criminalità diffusa, sono 294 le persone denunciate per furto (di cui 47 tratte in arresto) paragonabili a quelli dello scorso anno (306 e 50) nonostante la significativa flessione, data l’emergenza in atto, di quelli per i quali procede l’Arma (circa 3.600 a fronte di circa 5.200 del periodo precedente) segnando un consistente incremento proporzionale dell’attività repressiva nello specifico settore.
Nel contrasto allo spaccio degli stupefacenti, sono 358 le persone denunciate a vario titolo (di cui 86 tratte in arresto) a fronte delle 413 (di cui 250 tratte in arresto) del periodo precedente. Tra le attività che nello specifico settore meritano una menzione particolare, c’è sicuramente quella condotta dalla compagnia carabinieri di Ronciglione che, il 1° ottobre dello scorso anno, ha smantellato un’organizzazione dedita allo spaccio del famigerato “Shaboo” del quale sono stati sequestrati circa 800 grammi eseguendo 16 misure cautelari emesse dalla direzione distrettuale antimafia di Roma. Molta attenzione viene posta sulle attività tese ad arginare le infiltrazioni della criminalità organizzata nella Tuscia. In particolare, nel dicembre 2019, nel medesimo contesto criminale già colpito con l’operazione Erostrato, il nucleo investigativo e la compagnia di Viterbo, hanno tratto in arresto in flagranza di reato 4 persone resisi responsabili di una tentata estorsione ai danni di un ristoratore di Tuscania aggravata dal metodo mafioso. Anche il fenomeno dello sfruttamento della manodopera è stato oggetto di accurati approfondimenti investigativi, condotti con il supporto del Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro che hanno consentito, tra l’altro, nel mese di novembre 2019, l’arresto di due imprenditori e la denuncia a piede libero di altri due soggetti per il mancato rispetto delle norme a tutela dei lavoratori che avrebbe provocato la morte di un dipendente assunto in modo irregolare, ribaltatosi con un trattore.
Nella seconda metà del 2019, in attuazione delle nuove modifiche alle disposizioni in materia di violenza domestica e di genere, l’Arma è intervenuta in 495 casi di “Codice Rosso” operando a tutela delle vittime e per assicurare alla giustizia i colpevoli secondo le indicazioni della Procura della Repubblica.
Una particolare menzione merita l’attività a tutela della vocazione agricola ed ambientale della provincia di Viterbo, svolta dai carabinieri forestali che hanno condotto circa 8 mila controlli, tra questi quelli in materia di impiego di fitofarmaci e di discariche abusive, elevato 478 sanzioni amministrative, l’attività ha, tra l’altro, portato al sequestro di un impianto di recupero di rifiuti plastici e tre autoemolitori. Un anno intenso, in cui oltre all’emergenza sanitaria, l’Arma di Viterbo ha dovuto piangere l’improvvisa scomparsa del luogotenente Augusto Gioiosi e dell’appuntato scelto Emiliano Moggi, alle cui famiglie esprimiamo ogni vicinanza possibile in questo periodo. Ma anche un anno in cui il rapporto con i cittadini è stato posto al centro dell’attività preventiva, svolta quotidianamente dalle oltre 120 pattuglie dell’Arma e della motovedetta sul lago di Bolsena.
