Home Cronaca Viterbo in Festa, Di Stefano: «Abbiamo aderito per protesta contro il Comune. Non dà risposte».
Viterbo in Festa, Di Stefano: «Abbiamo aderito per protesta contro il Comune. Non dà risposte».

Viterbo in Festa, Di Stefano: «Abbiamo aderito per protesta contro il Comune. Non dà risposte».

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Viterbo, 23 aprile 2023 – Antonio di Stefano, con un’attività a via Mazzini, è uno dei commercianti che ci sta mettendo anima e corpo  nella realizzazione di Viterbo in Festa, pensata e organizzata da Pro Loco e Tetraedo. Dal suo negozio escono le famose margherite in polistirolo che “sbocceranno” nelle vetrine delle attività aderenti alla manifestazione. «Un successo inaspettato, sono venuti perfino da Onano a prenderle» commenta.

Di Stefano, insieme all’artista Michele Telari e i commercianti di via Mazzini, cureranno l’allestimento della piazza della Crocetta. Anche se nei giorni del week end del primo maggio resteranno chiusi.  Dunque, lui, è uno dei commercianti che si è messo in campo per dare alla città un calendario di eventi, dopo l’annuncio dell’Amministrazione di voler rinviare Viterbo in Fiore al 2024. Ed è proprio lui a parlare dell’aria che si respirerebbe tra i commercianti che si stanno dando da fare per la manifestazione: «È un clima di protesta verso l’Amministrazione comunale – spiega –  che poi si è tramutato in qualcosa di propositivo. Viterbo in Festa è la risposta a un’ amministrazione che non dà risposte. Parecchi, a mio avviso, hanno aderito per protesta. Nessuno si aspettava di sentir dire dal professor Silvio Franco, o da chi per lui – prosegue Di Stefano – quando già si è insediato da sei, sette mesi, che non ci sono fondi e non ha il tempo per studiare una manifestazione adeguata. Chi si insedia al Comune sa che ci sono quattro, cinque, manifestazioni all’anno che hanno la priorità di essere curate a prescindere. Il lavoro che uno si aspetta è la programmazione di altre iniziative, ma non che quelle fondamentali diventino di “transizione” come è stato detto del Natale. Non esiste questo. Così come non si può scegliere la tipologia di turista, il centro storico ha bisogno di “anime” non di visitatori facoltosi».

Di Stefano è un fiume in piena che trabocca da un vaso oramai colmo: «Si respira un clima di protesta perché con tutte queste decisioni che sono state prese dall’amministrazione si rischia di far morire quest’anima partecipativa e condivisa che c’è nel volere un rilancio turistico ed economico», prosegue in merito a un’amministrazione che, su alcune decisioni, pare andare avanti in solitaria, in una direzione sempre più divaricata rispetto a quella in cui vorrebbe andare la città. Di Stefano punta il dito verso l’organizzazione del “Natale” e l’annullamento di Viterbo in Fiore. «In questi mesi hanno chiuso attività – prosegue – con incassi registrati a novembre a dicembre pari a meno della metà degli anni della pandemia.  Altre sono in procinto di chiudere». Tornando a Viterbo in Festa Di Stefano dice: «C’è chi ha dato fondi e ha delegato ad altri l’organizzazione della propria piazza e via, c’è chi si è fatto in quattro per l’organizzazione». Quel che è certo, secondo Di Stefano, “è che Viterbo in Festa è una risposta forte a un’amministrazione che non sta dando risposte. Non sta rispondendo alle vere necessità dei cittadini, cosa che un movimento civico dovrebbe fare per definizione». Ma, secondo, Di Stefano, e forse è il pensiero di molti altri, a questo  punto l’Amministrazione comunale: «Dovrebbe solo ringraziare chi si è messo in campo con le proprie forze e chiedere scusa”, conclude Di Stefano. 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.