Viterbo, 10 settembre 2020 – In fondo al tunnel buio di questi mesi segnati dalla pandemia, Viterbo cerca e trova la sua fonte di luce: la Madonna della Quercia. Custode della città, al punto da avere non solo una sala a Lei dedicata all’interno del magnifico Palazzo dei Priori, ma anche di detenere le cinque chiavi della città che il sindaco ogni volta, al rinnovo del Patto d’Amore, simbolicamente le riconsegna presso la basilica, nel gesto di affidare la città alla sua custode. Il Patto d’amore è stato rinnovato in via straordinaria il 27 marzo, quando Viterbo è tornato ai piedi della Madonna della Quercia per chiedere protezione nei mesi del Covid19. Epidemia, divenuta pandemia, che richiama alla memoria altri momenti tristi e bui nella storia dell’uomo, segnati dalle piaghe della peste, che hanno visto intere comunità raccogliersi ai piedi della quercia con la tegola della Madonna. Oggi, al suo posto, svetta una maestosa basilica, ma i viterbesi sono ancora qui, nel medesimo gesto di preghiera. E davanti a tutto ciò, nel ciclo dei ricorsi storici, è come se tanti secoli non fossero mai passati. Con immutata devozione, i viterbesi di oggi, come quelli di ieri, si apprestano a siglare il loro patto con la Madonna, arricchitosi in questi secoli di un suggestivo manto esteriore, ma restando, nella sostanza, lo stesso. Con la minaccia del Covid che ancora incombe: niente processione quest’anno, né quella serale del sabato, né quella altamente suggestiva della domenica con le confraternite. Ma Viterbo onorerà il suo Patto con la Vergine. E se anche il rito si spoglia, resta l’essenza di una devozione profonda che sicuramente renderà l’appuntamento
altamente toccante, in un momento in cui, anche se forzatamente, ognuno è dovuto restare un po’ più in compagnia di se stesso, confinato nella propria casa, solo o con la propria famiglia, per sfuggire al contagio. La festa della Madonna della Quercia è stata presentata stamattina, 10 settembre, nel cortile di Palazzo dei Priori da don Massimiliano Balsi, dalla presidente della pro loco, Irene Temperini, da Andrea de Simone, direttore di Confartigianato. Presente il sindaco Giovanni Arena. «La Madonna della Quercia è custode della città, patrona dell’intera diocesi di Viterbo – dice don Massimiliano -. Purtroppo quest’anno non potremo svolgere le tradizionali processioni, quella del sabato sera con l’immagine della Madonna, e quella più grande con le Confraternite che procedeva dalla città verso il santuario. Ma questo non significa che non rinnoveremo il Patto d’Amore. Il 27 marzo scorso, in piena pandemia, il sindaco ha voluto rinnovarlo come impegno civico e anche religioso in forza delle nostre tradizioni e radici cristiane», dice don Massimiliano. La preparazione spirituale, intanto, alla basilica è già iniziata con «tre giorni di preghiera – prosegue il parroco della Quercia -. Gli eventi principali saranno quelli di sabato 12 settembre alle ore 21 con la preghiera del Santo rosario. Il nostro vescovo affiderà la nostra diocesi alla Madonna della Quercia. Domenica avremo due appuntamenti fondamentali: il primo alle 10.30 con la messa solenne presieduta dal vescovo, nel pomeriggio alle 17.30 ci sarà il rinnovo del Patto d’Amore e il messaggio del sindaco». Previsto anche «un omaggio floreale alla Madonna – informa don Massimiliano – e l’accensione votiva, che sarà mantenuta sempre in ricordo di questo momento, come richiesta di preghiera e intercessione di Maria santissima. Il patto nasce in un momento di grande prove e difficoltà. I viterbesi chiedevano aiuto e forza alla Madonna, impegnandosi ognuno a costruire una società più vera e più bella, fondata su grandi valori». Don Massimiliano, poi, incoraggia a «pensare positivamente in questo momento difficile, senza ripiegarsi su se stessi, ma immaginando una prospettiva per il futuro. «Dopo la celebrazione del 13 settembre – prosegue – avremo
altri due appuntamenti a corollario della festa della Madonna della Quercia. Il 20 settembre ricorrono 550 anni dalla fondazione della basilica che è stata la risposta materiale dell’impegno dei viterbesi nei confronti di Maria santissima. Sabato 26 settembre, invece, grazie alla volontà del sindaco, ricorderemo monsignor Dante Bernini alle 16.30 a piazza della Pace, con l’intitolazione alla sua memoria dei giardinetti. Inaugureremo una piccola stele in suo ricordo, mentre in basilica sarà presentato un piccolo libretto di memorie su don Dante». «Questa festa della Madonna della Quercia non avrà i soliti connotati – dice Irene Temperini -, ma proprio per questo ci ha permesso di far emergere i luoghi, così come sono. Il 25 settembre del 2015 l’associazione delle Nazioni Unite ha legiferato e deciso che ci fosse un’agenda 2030 per la sostenibilità del pianeta. Tutti i paesi membri si sono impegnati per prefiggersi questi obiettivi. L’architetto Giorgio Pulzelli, che ogni anno organizza il presepe sulla scalinata della chiesa, ha preparato una mostra di sculture che rappresenteranno questi 17 obiettivi delle Nazioni unite. In aggiunta a ciò ci sarà una mia mostra di foto scattate durante questi mesi che rappresentano uno spaccato della basilica durante il lockdown. Credo che animare questi spazi offerti dagli edifici storici, ci consenta di ampliare l’offerta turistica, invogliando i visitatori a restare nella Tuscia per più giorni». Temperini annuncia, inoltre, un video promozionale sulla basilica che sarà presentato il 20 settembre, data molto importante per l’edificio sacro, poiché nel 1470, in questo giorno, fu deposta la prima pietra. Un’altra novità è l’inserimento della chiesa rinascimentale, di grande pregio artistico, dovuto alle mani delle maestranze toscane che vi operarono, con autorevoli maestri dell’epoca «negli itinerari religiosi, nell’ambito dei pacchetti dei grandi santuari mariani europei a partire dal 2021», dice ancora Temperini. Un Patto d’amore 2020, dunque, meno vistoso, ma sicuramente coinvolgente: «Meno esteriore – dice Andrea de Simone – ma molto sentito. In questi mesi c’è forte preoccupazione per la salute fisica, ma anche economica. Ma oggi c’è anche più ottimismo. Sarà un Patto d’Amore
vissuto con grande sentimento». La Madonna della Quercia insieme a Santa Rosa «Sono i due appuntamenti storico religiosi e della tradizione più importanti della città – dice il sindaco Giovanni Arena – Purtroppo hanno dovuto conoscere questo trauma organizzativo. Quest’anno tengo in modo particolare all’iniziativa in memoria di don dante Bernini, figura eccezionale a cui ero legatissimo, in quanto è stato il mio primo insegnante. Solo a nominarlo, mi emoziono». Il sindaco, domenica, leggerà un messaggio ideato da don Massimiliano e Irene Temperini per rappresentare le 5 chiavi che saranno riconsegnate alla Madonna della Quercia. Le emozioni, dunque, sono assicurate.
