Global Compact for Migration, Salvini: “Il governo non andrà a Marrakesh e l’Italia non firmerà la proposta sull’immigrazione”
Roma – «Il governo non andrà a Marrakesh e l’Italia non firmerà alcunché». Arriva come un missile, a dire il vero annunciato, la comunicazione alla Camera del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini (Lega) sull’appuntamento in agenda il 10 e 11 dicembre in Marocco per la sottoscrizione dell’accordo voluto dall’Onu in materia di immigrazione. Una doccia fredda per chi sperava che la posizione contraria delle Lega a riconoscere il diritto di migrare a tutti, in contrasto con la posizione di apertura assunta dal ministro Cinque Stelle Moavero, potesse rivelarsi una mina pronta ad esplodere sul governo giallo verde. Ed è proprio “sulla posizione del governo” che arriva la sorpresa di Salvini, lanciata sugli avversari politici quasi come un pacco di Natale. Non sarà, infatti, il governo a decidere. Non ci sarà nessuna posizione del governo. Dunque nessun attrito o contrasto. Perché sarà il parlamento a decidere cosa dovrà fare l’Italia sul Global Compact for Migration. Una mossa, tra l’altro, che non solo neutralizza la “miccia”, se mai essa si sia poi veramente accesa, ma apre anche alla massima democrazia e trasparenza sul processo decisionale che porterà l’Italia ad assumere una determinata posizione in merito, come ha più volte rimarcato il ministro Salvini nel suo intervento di stamattina. «È un atteggiamento strano quello della sinistra – dice – state lamentando da ore il fatto che il governo tolga spazio di espressione, giudizio, dialogo, costruzione, partecipazione al parlamento, e ora che il governo, su una questione come questa – dice in merito al Global Compact for Migration – fa come gli svizzeri, ossia una scelta di totale e assoluta democrazia, trasparenza e cambiamento, decidendo che sia questa aula a stabilire cosa farà l’Italia, non vi sta bene. Il governo italiano non andrà a Marrakesh, non firmerà alcunché, perché il dibattito è così importante che non merita di essere una scelta solo del governo, ma deve essere il parlamento a discutere del Global Compact», sentenzia Salvini prima dell’affondo alla sinistra: «Se discutete non va bene, se non discutete non va bene lo stesso. A breve uscirà un comunicato stampa del presidente del consiglio, dove si dirà che per responsabilità e disponibilità il governo lascia che sia il parlamento a decidere cosa farà l’Italia sul Global Compact. Il governo italiano poteva fare la scelta fatta da altri governi che imponevano decine di di volte la fiducia senza chiedere niente a nessuno. Su questo il nostro governo darà spazio al parlamento. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cinque Stelle ne discuteranno, se voi – dice Salvini al Pd – per motivi di forma avete pregiudizialmente ostilità a qualunque cosa, il problema non è mio, non è del governo, non è dell’Italia, ma è del Partito Democratico.