Stop a compro oro in centro storico, Mancini: “Erostrato ci dice che nostra percezione era giusta”.
Viterbo – Domani tornerà in consiglio comunale l’approvazione del Piano del Commercio, la cui discussione è iniziata nella scorsa seduta. Uno strumento che proprio in questi giorni si intreccia con i fatti di cronaca, laddove vieta di aprire alcune attività commerciali nel centro storico come i compro oro, attività intorno alle quali l’operazione Erostrato ha rilevato una presunta attività criminale di tipo mafioso. “Vuol dire che la percezione che avevamo della città non era errata“, commenta l’assessore allo Sviluppo Economico, Alessia Mancini (Fondazione). Il Piano del Commercio vieta di aprire compro oro nella zona di tutela, che sarà, probabilmente, tutto il centro storico, proprio perché “favorisce la concentrazione di determinati tipi di persone che creano tensioni“, sono state la parole in commissione dello stesso assessore, interpretando quello che è un indirizzo di tutta la maggioranza del comune di Viterbo. Città interessata per la prima volta dall’articolo 416 bis del codice penale: “associazione di tipo mafioso” che ha portato all’arresto di tredici persone. “Mi unisco al sindaco Giovanni Arena che lo ha già fatto per conto di tutta la maggioranza – dice Mancini – nel ringraziare le forze dell’ordine, i Carabinieri, per l’operazione compiuta, l’efficienza e l’enorme lavoro che stanno facendo in questo periodo”. E se da un lato il quadro emerso in città è semplicemente sconcertante, dall’altro Mancini afferma: “Tutto quello che è venuto alla luce dimostra che la nostra visione non è miope, ma c’era un reale sentore della città“. Nella scorsa seduta di consiglio comunale la maggioranza non è riuscita ad arrivare all’approvazione del piano: la discussione degli emendamenti presentati dall’opposizione non ha permesso di chiudere subito la pratica”. In riferimento a questo, però, Mancini esclude che “ci sia stato ostruzionismo. Hanno presentato delle proposte che rappresentano una loro visione – dice -. Per quel che mi riguarda, mi sento di rispondere a una delle critiche principali che sono state mosse al Piano del Commercio. Ho chiesto di mettere dei soldi in bilancio per fare un piano di rilancio del centro storico, ma non potevo unirlo al piano del commercio, sarebbe stata un’aberrazione. Non possiamo pensare di fare un piano unico per centro e periferie. Quello che andiamo a discutere oggi è un piano generale. Il piano urbanistico del commercio non è nemmeno di mia competenza e con il testo unico del commercio in discussione in questo momento in consiglio regionale, non me la sarei nemmeno sentita di redigerne uno, dato che le linee guida potrebbero cambiare da un momento all’altro. Si rischia solo di buttare soldi dei contribuenti. Sono loro che pagano gli studi che commissioniamo. Il Piano del Commercio ha la priorità di regolare il presente e il passato”. Lo strumento tornerà all’esame del consiglio comunale domani. La maggioranza cercherà di stringere i tempi, come ha già provato a fare nella scorsa seduta. C’è, infatti, una delibera del 24 novembre che ha temporaneamente considerato “irricevibili le domande di apertura di compro oro, slot machine, distributori automatici, change money, per evitare – dice Mancini – che i consiglieri comunali si trovassero a decidere sul Piano del Commercio con delle pratiche in corso”. Il periodo di sospensione terminava il 24 gennaio, proprio quando il Piano è arrivato in discussione in consiglio comunale. Non essendo pervenuti al voto finale, l’efficacia della delibera è stata prolungata. Ma ora la coalizione di Giovanni Arena dovrà cercare di chiudere quanto prima. Intanto la commissione ha deciso di “ampliare la zona di tutela inizialmente fissata a San Pellegrino e a San Faustino, a tutta l’area interno alle mura”.
Tiziana Mancinelli
info@quintaepoca.it