Madonna del Carmelo in processione, il vescovo: “Il male peggiore, l’indifferenza”.
Viterbo – Una notte mite, ma fresca. Una città sonnolenta. Silenziosa. Nell’aria brillano delle fiammelle, compiono una morbida linea e si richiudono intorno alla statua della Madonna del Carmelo, immobile, sospesa su un elegante baldacchino ricoperto di fiori, adagiato sulle spalle dei portatori: l’Arciconfraternita del Gonfalone, Araldi della Madonna del Carmelo. Alla testa del corteo, il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli. Più indietro cammina il sindaco, Giovanni Arena, a braccetto con due concittadine, in posizione defilata, discreta. la processione, partecipata da numerose confraternite, parte dalla chiesa del Gonfalone, risale via Cardinal La Fontaine, esce a piazza Fontana Grande, scende per via Cavour, piazza del Plebiscito, e il baldacchino della madonna risale per via San Lorenzo, verso la tappa finale, la splendida chiesa del Gonfalone. Un giro breve, ma intenso, che chiama a raccolta la città, intorno alla preghiera dedicata alla Vergine. Il culto mariano a Viterbo è molto diffuso, e si riconosce in figure spirituali di grande spicco, basti pensare alla Madonna della Quercia, a Maria Santissima Liberatrice, e, infine, a Santa Rosa. Tanto per citarne alcune. Una città carica di storia, di simboli e significati. Ma soprattutto, una città che con un rito instancabile senza tempo, puntualmente onora, celebra e ricorda le sue radici più profonde, rafforzandone la memoria con “atti”, come le processioni e i trasporti, che quando si compiono riescono a cementare la società viterbese. Al termine del percorso, il vescovo Fumagalli, dall’alto della chiesa del Gonfalone, ha impartito la benedizione a tutti i fedeli e ha ricordato: “Il male peggiore dei nostri tempi è l’indifferenza”. In processione anche due rappresentanti della processione della Madonna del Carmelo di Roma. Uno “scambio” Roma-Viterbo che vedrà anche i rappresentanti viterbesi partecipare all’omologa iniziativa presso la capitale.