Piano del commercio, Alessia Mancini: “Contrasta la desertificazione del centro storico”.
Viterbo – “Piano del commercio”, uno strumento che ha visto il suo passaggio definitivo in consiglio comunale con l’assessore allo Sviluppo Economico, Alessia Mancini, che ha concluso un iter iniziato molto prima, al quale ha portato il suo contributo in termini di disciplina amministrativa dei tanti aspetti che esso coinvolge. “La cosa positiva del Piano del Commercio – dice Mancini – è che abbiamo regolamentato il proliferare di queste medio strutture fuori dal centro storico, che sono un danno per l’economia della città, perché decentrano il polo commerciale. Il Piano ha messo un freno a questo, allo sviluppo commerciale periferico di Viterbo. Credo sia molto importante per contrastare la desertificazione del centro storico“. Un altro punto toccato dal Piano del commercio sono: “Le botteghe storiche. Per esse abbiamo istituito un albo – dice ancora Mancini -. Prevederemo anche degli incentivi per quelle attività commerciali storiche che hanno avuto il coraggio di restare dentro le mura“. Per botteghe storiche si intende: “attività commerciali che hanno determinate caratteristiche regionali, come quella di insistere in immobili storici, per esempio, o di esistere da più di 50 anni”. Il primo passo per le botteghe storiche sarà, quindi, l’istituzione dell’albo, per poi passare a “regolamentare ed erogare gli incentivi”, assicura Mancini. L’attenzione del Piano del commercio sul centro storico, secondo Mancini, passa anche dall’aver “limitato l’apertura di sale giochi, money change, compro ore e distributori automatici, cresciuti in questi ultimi anni in maniera esponenziale“. Infine, anch’essa fondamentale, la dimensione del “decoro urbano“. “Questo è un argomento fondamentale – prosegue Mancini – per una città storica. Abbiamo regolamentato tutto il decoro degli immobili, sia quelli sfitti, sia quelli utilizzati. Tra gli obblighi previsti, per i primi c’è l’oscuramento delle vetrine attraverso modalità e materiali particolari, la rimozione delle insegne, il divieto di affiggere internamente ed esternamente manifesti, volantini e avvisi contrari al decoro urbano. Per i secondi l’obbligo di mantenere in buono stato la manutenzione delle insegne e degli apparecchi a corredo delle stesse delle vertine e degli spazi. Per gli immobili sia sfitti sia in uso l’obbligo di mantenere costantemente pulite le saracinesche“. Il Piano del commercio prevede anche una modifica della disciplina dell’occupazione del suolo pubblico. “Per la somministrazione, ad esempio, se sei inattivo per più di 30 giorni, perdi l’occupazione permanente. All’interno del Piano – prosegue Mancini – c’è tutta una parte importante dedicata agli incentivi, di cui beneficeranno, per esempio, coloro che abbatteranno le barriere architettoniche, o anche i bar che decideranno di modificare gli orari di apertura prediligendo quella diurna piuttosto che notturna”, conclude Mancini.