Home Attualità Di Maio (M5S) “schiaffeggia” il Pd: “I decreti sicurezza restano”. Precipita l’accordo Pd-M5S
Di Maio (M5S) “schiaffeggia” il Pd: “I decreti sicurezza restano”. Precipita l’accordo Pd-M5S

Di Maio (M5S) “schiaffeggia” il Pd: “I decreti sicurezza restano”. Precipita l’accordo Pd-M5S

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Roma – Governo giallo rosso a rischio caduta, prima ancora di partire. A dargli uno spintone potrebbe essere stato proprio Luigi Di Maio (M5S), il cui ruolo come vice premier, in questi giorni, sembra seriamente a rischio. La proposta del Partito Democratico, infatti, era stata quella di varare un governo con Giuseppe Conte premier in quota ai Cinque Stelle e non come una figura “neutrale” come era stato con il governo Cinque Stelle – Lega che aveva così potuto prevedere due vice premier: Di Maio per i Cinque Stelle , Salvini per la Lega. Nel governo Pd-M5S, invece, potrebbe esserci un premier “vero”: Giuseppe Conte, appunto, che ha ricevuto da Sergio Mattarella l’incarico per formare il nuovo  governo. Il Pd vorrebbe che Conte fosse stavolta non una figura “neutra”, ma un premier in quota M5S. Circostanza che permetterebbe al Pd di chiedere per sé un’eventuale posizione  da vice premier, per cui si fa il nome di Franceschini e Orlando, bilanciando così la presenza dei due partiti alle due caselle apicali del governo. Fuori, quindi, Di Maio, che oggi, però, ha messo i puntini sulle “i”, gettando nel baratro il probabile accordo Pd- 5Stelle.  Innanzitutto ha ribadito il concetto che: “Conte è figura neutrale”,  quindi non è il premier dei Cinque Stelle. Posizione che mette in salita la scalata politica del professore. Poi, Di Maio, ha ribadito il programma pentastallato di governo. E, così, finalmente si è parlato di temi, ma si è capito anche perché fino ad oggi non era stato fatto. Non, almeno, in modo così dettagliato e poco generico com è avvenuto oggi, quando Di Maio ha letto le   priorità del Cinque Stelle al governo, aprendo immediatamente una voragine profonda nella difficile alleanza con il Pd. Segno che le visioni non sono troppo vicine. E che un eventuale governo giallo-rosso al momento di lavorare,  possa avere serie divergenze sulle cose da fare e da non fare. A Partire dai decreti sicurezza: il Pd li vorrebbe abrogare. Il Cinque Stelle oggi ha chiarito la sua posizione in merito: Di Maio ha detto no. I decreti sicurezza non si toccano. Ed è stato come la deflagrazione di una bomba in casa Pd. C’è poi il programma sull’ambiente: no a inceneritori, alle centrali a carbone e alle trivellazioni. Sì, invece, alla richiesta di autonomia delle regioni del Nord. “Questi sono solo alcuni dei temi che abbiamo presentato al presidente Conte”, dice Di Maio. Sufficienti, però, a far esplodere la reazione piccata di un Pd che forse non era ancora sceso nel merito di un “programma di governo” con il Cinque Stelle.

Il discorso di Luigi Di Maio.  

Tra le prime cose per noi fondamentali che abbiamo espresso al presidente,  c’è la nostra contrarietà a qualsiasi forma di patrimoniale. Non se n’è mai parlato, ma meglio essere chiari. Le tasse, soprattutto alle nostre imprese, vanno abbassate: chi assume un dipendente, non può pagare uno stipendio a lui e altri due in tasse. Il carico fiscale è alto e disordinato, a causa della burocrazia. Questo dovrà essere un governo pro-impresa. Serve un serio taglio delle tasse, del costo del lavoro, affinché possa aumentare il netto in busta paga di donne, uomini, famiglie, soffocati dall’altissima pressione fiscale. L’aumento dell’Iva va bloccato, e in legge di bilancio vanno approvati gli aiuti alle famiglie per il sostegno a nuove nascite. Un’altra nostra  priorità è il taglio del numero parlamentari: chi ha fatto cadere il governo, credeva di evitare di tagliare 345 parlamentari della Repubblica. Mancano due ore di lavoro in parlamento e diventa legge.  Va approvato nel primo calendario della Camera alla ripresa dei lavori. L’ambiente non è uno slogan, o un like ai post di Greta. Se si vuole parlare di ambiente, allora diciamoci chiaramente che chiudiamo le centrali a carbone entro il 2025, che non si costruiscono nuovi inceneritori,  che si iniziano a dismettere quelli esistenti e che si iniziano a bloccare le trivellazioni petrolifere, soprattutto nel nostro splendido mare, dove tra l’altro sono sospese grazie al Movimento Cinque Stelle per i prossimi 12 mesi. Per i rifiuti noi intendiamo la riduzione dei rifiuti all’origine. E serve una legge contro l’obsolescenza programmata: dobbiamo rendere giustizia alle 43 vittime e alle loro famiglie della tragedia del Ponte Morandi. Avevamo pronto il decreto di revoca delle concessioni autostradali e va fatto il prima possibile. L’Italia aspetta da anni una vera legge sul conflitto di interessi. È stata rimandata per troppo tempo. Un nuovo governo ha senso se si approva una vera legge sul conflitto di interessi. Il dimezzamento dei tempi della giustizia su cui abbiamo pronta una riforma che può portare fino a 4 anni massimo i tempi per una sentenza. Siamo pronti ad approvare questo riforma. Questi sono solo alcuni dei provvedimenti che abbiamo consegnato pochi minuti fa al presidente Conte, convinti che saprà trarne la migliore sintesi possibile  con lo scopo di realizzare quel cambiamento in cui continuiamo a credere  fortemente insieme  a milioni di italiani. Abbiamo detto chiaramente al presidente che bisogna continuare a perseguire le legittime ambizioni e richieste di autonomia differenziata avanzate da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, avviando allo stesso tempo il processo per riconoscere i livelli essenziali di prestazione a tutti le regioni, e nuovi  criteri di riparto della spesa, oltre al piano di investimenti per il sud,  attraverso la creazione di una banca pubblica per gli investimenti. Crediamo, inoltre, che il problema dell’ immigrazione sia serio, reale e concreto, che deve essere affrontato con grandi competenze e capacità nel rispetto delle diverse sensibilità manifestate dall’opinione pubblica  e puntando con determinazione verso una revisione totale del regolamento di Dublino e l’abrogazione del folle principio europeo di  chi prima accoglie poi gestisce. Il Movimento Cinque Stelle è stato determinante nell’elezione della presidente della nuova commissione europea. Faremo valere i nostri voti per ottenere questo obiettivo. Subito dopo la nascita della nuova commissione, chiederemo che si riconosca all’Italia una procedura di emergenza di ridistribuzione dei migranti in altri paesi europei. Questo è l’obiettivo  dell’Italia, sull’ immigrazione siamo stati lasciati soli. In questi anni abbiamo fatto da soli. Ora occorre che sia l’Europa a occuparsene. È per queste ragioni che riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti  sicurezza.  Vanno tenute in considerazione le autorevoli osservazioni  del  Capo dello Stato a quei decreti, ma senza voler rivedere la ratio e il principio.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.