Viterbo, Capitale Europea della Cultura, FI lancia la sfida: “Ripartiamo dal futuro”.
Viterbo – Viterbo guarda al 2033. Troppo lontano? No, per chi insegue progetti ambiziosi. Strategie destinate a segnare profondamente la città, rivoluzionandone ogni aspetto, verso una visione futura, non si compiono in un solo mandato, ma richiedono, tempo. Anni. Molti anni. Come quelli che ci vorranno per preparare Viterbo alla candidatura di Capitale Europea della Cultura: un traguardo che, se sarà raggiunto, spalancherà le porte di Viterbo agli occhi del mondo, ma che, se sarà mancato, darà comunque fin da oggi una “visione” ben precisa sulla direzione che lo sviluppo della città dovrà prendere, iniziando a dettare un indirizzo ben definito a investimenti, opere, azioni da intraprendere fin dal bilancio 2020. L’idea di Viterbo candidata a Capitale Europea della Cultura nel 2033 è stata lanciata da Forza Italia, come partito, non come forza di maggioranza al comune di Viterbo, dove la corrispondente delega è attualmente detenuta da Fratelli d’Italia. Dunque, niente sconfinamenti tra competenze, o desideri segreti verso la delega di De Carolis da parte degli azzurri, anche se, la presentazione in sala del consiglio comunale, anziché in quella di partito, potrebbe stuzzicare qualche malizioso pensiero: magari solo uno stimolo lanciato a tutta la maggioranza a fare ancora di più su un settore che dal 2018 a oggi ha regalato all’amministrazione Arena delle buone soddisfazioni, come quelle, in ordine di tempo, legate all’edizione del Natale 2019 e del Capodanno che ha visto la città di Viterbo popolarsi di gente, viterbesi e turisti. La “Cultura”, insomma, nella Città dei Papi, sempre più anche la Città del Cinema, con un flusso di turisti crescente, potrebbe diventare veramente la chiave di volta dello sviluppo cittadino. Una crescita della città equilibrata, in sintonia con il paesaggio naturale che vede, tra le sue risorse, quella importantissima termale. Una crescita che potrebbe attingere a piene mani al serbatoio di una storia molto antica, che Viterbo tiene viva, tra l’altro, con delle tradizioni molto radicate e sentite nel tessuto cittadino. C’è poi il paesaggio della maremma, quello dei due laghi, e le tante meraviglie dei Comuni della provincia, una, per tutte: Civita di Bagnoregio. I tasselli di un arazzo capace di attrarre chiunque, ci sono tutti. Non a caso Viterbo Capitale Europea, vuole diventare, come ha spiegato oggi Forza Italia in conferenza stampa, “Tuscia Capitale Europea”, coinvolgendo non solo il capoluogo, ma a tutta la provincia. Lo ha espressamente dichiarato, oggi, il commissario cittadino di Forza Italia, Mauro Proietti, in conferenza stampa insieme al sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il capogruppo di Forza Italia al comune, Giulio Marini, l’assessore ai Servizi Sociali, rapporti con l’Europa e l’Università, Antonella Sberna. Presente pure l’ex consigliere comunale, Marco Milioni. “Giulio ci ha proposto questa idea della candidatura di Viterbo a Capitale Europea della Cultura e con Giovanni Arena e il coordinamento comunale l’abbiamo subito condivisa – dice Proietti -. La prossima finestra per avere questa investitura sarà il 2033. Un traguardo che sembra lontano, ma non lo è. Ci vorranno molti anni per realizzare questo progetto. Prepararsi alla candidatura significa iniziare a porre in essere fin da ora azioni finalizzate alla riqualificazione, al potenziamento e al rilancio della città, per essere in linea con i parametri europei”. La candidatura di fatto sarà presentata nel 2027, la risposta arriverà nel 2029. Anni in cui Viterbo dovrà mettercela tutta per risolvere le sue criticità e potenziare i suoi punti di forza. Tra le prime figurano oramai da sempre: “Le infrastrutture“. “Viterbo ha un grande passato, che va valorizzato – dice Proietti – Intorno ad esso va creato un indotto. Per questo abbiamo deciso di identificare questo progetto con: “Ripartiamo dal futuro“. “È un progetto aperto a tutti, vogliamo concretizzare la massima partecipazione con tutte le categorie e le istituzioni – dice Giulio Marini -. Abbiamo già un “nome” importante: la Città dei Papi. Abbiamo deciso di lasciare che si chiudesse il ciclo di Matera come Capitale Europea della Cultura. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche. Il progetto Plus ci ha dimostrato che è siamo in grado di raggiungere traguardi ambiziosi. Così come il riconoscimento Unesco della macchina di Santa Rosa”. “Con il Plus abbiamo compiuto un disegno di sviluppo complessivo della città, non solo per la parte infrastrutturale, ma anche sociale ed economica, con misure a supporto delle attività commerciali – dice Sberna -. Un progetto completo. Così come dovrà essere questo di Viterbo Capitale Europea della Cultura. Un’azione che dovrà coinvolgere tutti, e che non si chiuderà con questa amministrazione, ma definirà una traccia su cui lavorare anche nei prossimi anni. Grazie al Plus, però, non partiamo da zero come esperienza”. “Viterbo ha tutte le carte in regole per ambire a questo traguardo, ha caratteristiche uniche e, quindi, concrete possibilità di diventare la Capitale Europea della Cultura”. ha detto il sindaco Arena.
Tiziana Mancinelli
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