Home Cronaca Coronavirus: focolaio in Lombardia. Due paesi in isolamento: “Non uscite di casa”.
Coronavirus: focolaio in Lombardia. Due paesi in isolamento: “Non uscite di casa”.

Coronavirus: focolaio in Lombardia. Due paesi in isolamento: “Non uscite di casa”.

0
0

Milano –  Scatta l’allarme sanitario in Lombardia: l’assessore regionale alla Sanità, Giulio Gallera, diffonde una nota stampa ai cittadini di Codogno e Castiglione. “State a casa”. Suggerimento- ordine imposto dai fatti improvvisi di ieri sera. Un 38 enne è stato ricoverato in condizioni gravi al reparto di terapia intensiva dopo essersi rivelato positivo al test sul coronavirus. Dopo di lui si sono rivelati positivi anche la moglie, un’insegnante di un liceo, e uno stretto conoscente. Ed ora è allarme. Esplode la paura. Il 38 enne contagiato lavora in una multinazionale. La moglie insegna in un liceo, dove nelle ultime settimane non si sarebbe recata per congedo maternità, visto che la donna è incinta di otto mesi. I contatti avuti dalle persone contagiate potrebbero essere innumerevoli. Sarebbero circa 70 le persone già individuate che sarebbero entrate nella sfera delle loro relazioni sociali. Ma il numero, così come i casi di contagio potrebbero salire nelle prossime ore.

Sarebbero almeno un centinaio le persone contattate dall’autorità sanitaria che potrebbero essere venute in contatto con il 38enne affetto da coronavirus.  L’uomo lavora all’Unilever di Casalpusterlengo, dove oggi i sanitari si sono già recati per la prova del tampone a tutti i colleghi, e vive vicino a Codogno. L’uomo si sarebbe recato in ospedale per la prima volta il 18 febbraio, ma sarebbe stato rimandato a casa. Sarebbe tornato il 19 e ricoverato. In queste ore si stanno ricostruendo i suoi spostamenti, partendo dalla struttura sanitaria dove l’uomo sarebbe arrivato prima in Pronto soccorso  per poi spostarsi al reparto di Medicina fino alla Terapia intensiva. Le procedure per la quarantena, quindi, stanno scattando non solo per i suoi familiari, ma anche per tutti i medici e infermieri che sono entrati a contatto con lui. Si tratterebbe di una settantina di persone, ma l’autorità sanitaria da ieri sera ha contattato circa un centinaio di nominativi. Nei giorni scorsi, infatti, il 38enne, inconsapevole di avere il virus, ha fatto la sua vita normalmente, entrando in contatto con molte persone. Da quanto si sta ricostruendo in queste ore, l’uomo sarebbe andato a correre e poi al lavoro, ha giocato a pallone e ha preso parte a tre cene. C’è poi il posto di lavoro: una multinazionale che ha una sede a Casalpusterlengo. Il 38enne non è l’unico caso di contagio accertato. Anche la moglie si è rivelata positiva al coronavirus, pertanto in queste ore si stanno ricostruendo anche i suoi spostamenti. La donna pare avere avuto meno contatti del marito. Essendo un’insegnante si sta decidendo come procedere a scuola. Intanto gli accessi al Pronto soccorso dove l’uomo si è recato  e le attività programmate sono state interrotte per motivi cautelativi. Il 38enne potrebbe essere stato contagiato da un amico, con cui sarebbe stato a cena, un manager di una società di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) che lavora in Cina e lì trascorre quasi tutto l’anno. Anche su di lui è stato effettuato il test, e si è in attesa dei risultati. Non è detto che il veicolo del virus sia stato il manager rientrato dalla Cina.  La sanità piacentina ha avviato verifiche e controlli anche sul territorio emiliano per individuare gli eventuali contatti dell’italiano rientrato dalla Cina con dipendenti piacentini dell’azienda. “Sono stati già effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sui medici, gli infermieri e i pazienti dell’ospedale di Codogno (Lodi) dove si è presentato un paziente poi riscontrato positivo al coronavirus. Abbiamo tutti i tamponi già pronti“, ha detto l’assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Giulio Gallera, a Rainews. Il pronto soccorso era già stato chiuso a scopo precauzionale. Gli ingressi all’ospedale di Codogno sono completamente sbarrati al pubblico, anche per chi aveva già preso un appuntamento per eseguire visite o esami. Tutti i dipendenti dell’ospedale indossano la mascherina. Le autorità sanitarie stanno approntando la situazione all’ospedale Sacco di Milano, individuato con lo Spallanzani di Roma, come quello più idoneo a trattare i casi di bioemergenze. I trasferimenti avverrano con un’ambulanza ad alto biocontenimento come quella utilizzata per il ragazzo di 17 anni tornato dalla Cina, ma risultato negativo al Coronavirus. Intanto un’ equipe del Sacco è già andata all’ospedale di Codogno.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.