Viterbo, 5 settembre 2020 – C’è un cestino in bella vista a bordo della piazza, ma a nessuno viene in mente di utilizzarlo. E, così, a fine giornata, piazza della Repubblica si presenta invasa dai rifiuti. Abbandonati ovunque, soprattutto sugli scalini del monumento ai facchini. Si notano cartacce buttate in terra, lattine di birra, bicchieri di carta, cannucce, una grande quantità di sigarette. Uno scenario che pare raccontare la conclusione di un lungo bivacco, durato probabilmente per ore nel pomeriggio del 4 settembre. In serata si profila uno spettacolo indegno in pieno centro cittadino che testimonia come l’igiene urbana non può essere garantita, se non a caro prezzo, se esistono certi comportamenti. Ma la cultura di non sporcare sembra non appartenere a certi cittadini. La maggior parte dei rifiuti si accumula al centro della piazza, sulle scalinate del monumento ai facchini, dove spesso si appollaiano gruppi di giovanissimi. E proprio in relazione ad essi, arriva la segnalazione di un commerciante della zona: «Avevo allestito un espositore con rose e palloncini, da regalare ai bambini per Santa Rosa – racconta – quando dei ragazzi si sono avvicinati e con spregio hanno preso tutti i palloncini, iniziando tra loro una sorta di gara per farli scoppiare con fare dispregiativo». Il commerciante riferisce di schiamazzi e parolacce, tanto che è dovuto uscire per richiamare a un corretto comportamento la combriccola di giovanissimi. Al termine della giornata Piazza della Repubblica appare veramente sudicia, e il cestino che si staglia sullo sfondo sembra stare lì per caso. Il 1 settembre è partito l’appalto ponte, ma se non saranno controllati e sanzionati certi comportamenti, per tenere pulita la città, più che gli operatori ecologici, servirà la fata turchina.