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Arriva Mario Draghi con esecutivo di alto profilo.

Arriva Mario Draghi con esecutivo di alto profilo.

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Nazionale, 3 febbraio 2021 – Oggi alle ore 12:00 Mario Draghi sarà da Sergio Mattarella per l’incarico a formare un nuovo governo. Il presidente della Repubblica ieri sera, constatato il fallimento del tavolo tra Pd, M5S, Leu e Italia Viva per dare vita a un Conte ter, ha detto stop e ora si appresta a varare un governo del presidente. Un esecutivo di alto livello, per cui il Colle ha puntato su un fuoriclasse: Mario Draghi. Ex governatore della Banca Centrale Europea, anche detto Super Mario, l’uomo che ha già salvato l’Europa dalla speculazione dei mercati, ora dovrà salvare l’Italia, ma soprattutto dovrà portare a casa il Recovery plan. Laurea alla Sapienza e master al Mit di Boston, Draghi è stato direttore generale del Tesoro, con il ministro Carlo Azeglio Ciampi,  dove ha gestito la stagione delle privatizzazioni. Dopo una breve parentesi a Goldman Sachs, è andato a ricoprire il ruolo di governatore della Banca d’Italia, una carica che l’ha proiettato nel Financial Stability Board e nella Bce come membro del consiglio. Ora Draghi si candida a diventare il prossimo Presidente del Consiglio, cercando di risollevare l’Italia dalla terribile stagione dell’epidemia che si sta trasformando anche in un’apocalisse economica. Prima, però, dovrà ottenere la fiducia del Parlamento. E qui pare proprio che Super Mario potrà incassare una maggioranza quasi bulgara. A parte il Movimento Cinque Stelle, infatti, a sostenere Draghi potrebbero essere quasi tutte le forze politiche. Sicuramente daranno il loro sostegno Forza Italia e Italia Viva. Ma anche da parte della Lega è arrivato un cauto sì, purché si ragioni sui temi. Anche Giorgia Meloni, pur ribadendo la priorità del voto, si è detta pronta a fare ciò di cui avrà bisogno la Nazione anche dalla parte dell’opposizione. Insomma per Draghi non dovrebbero esserci quei problemi di numeri che hanno tenuto incollato Giuseppe Conte al pallottoliere nelle ultime settimane. Di seguito le posizioni dei vari leader.

Matteo Salvini: «Quando cade un governo in democrazia l’alternativa è il voto.  Detto questo, a differenza della sinistra, noi non viviamo di rancore, rabbia e pregiudizio, dunque  visto che per andare a votare ci vorranno mesi, nel frattempo bisognerà lavorare per gli italiani. Noi ci siamo. Il problema non sono i nomi,  Per la Lega vengono prima le idee e i progetti:  Flat tax, quota 100, diritto alla pensione e al lavoro per tanti giovani, no all’aumento delle tasse.  Assolutamente no all’aumento dell’Imu che pare chieda l’Europa, patrimoniale e prelevamenti cui conti correnti. Assolutamente no. Occorre piano vaccinale serio, non alla Arcuri.   Riforma della giustizia non alla Bonafede. Visto che servirà del tempo per andare al voto, chi governerà da domani avrà il consenso della Lega se farà taglio delle tasse, della burocrazia, apertura dei troppi cantieri chiusi, riapertura delle scuole in sicurezza.

Nicola Zingaretti: «Abbiamo fatto davvero di tutto per ricostruire una maggioranza, in un momento difficile. Il presidente Mattarella, che ringraziamo, con la sua iniziativa ha posto rimedio al disastro provocato dalla irresponsabile scelta della crisi di Governo. Da domani saremo pronti al confronto per garantire l’affermazione del bene comune del Paese».

Vito Crimi (M5S): «Ringrazio il Presidente Mattarella per aver cercato di consentire la nascita di un governo politico, concedendo gli spazi e gli strumenti opportuni, affinché ogni forza parlamentare potesse agire nell’interesse del Paese, con senso di responsabilità.
Purtroppo non è stato possibile. Qualcuno ha deciso di anteporre i propri interessi, la ricerca delle poltrone, a quelli dei cittadini. Il Capo dello Stato ha dovuto dunque prendere atto della situazione e intraprendere la strada più impervia, quella di un governo tecnico.
Una tale tipologia di esecutivi è già stata adottata in passato, con conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani. Il MoVimento 5 Stelle, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l’unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi.

Matteo Renzi: «Abbiamo ascoltato le sagge parole del Presidente della Repubblica Mattarella: ancora una volta ci riconosciamo nella Sua guida. E agiremo di conseguenza

Teresa Bellanova: «Ringrazio il Presidente Mattarella per la scelta di grande saggezza e responsabilità: le sfide che il nostro Paese ha davanti sono enormi ed il governo, lo diciamo da mesi, deve esserne all’altezza. In questo momento così delicato, noi non faremo mancare il nostro contributo ed il nostro convinto apporto».

Giorgia Meloni (FDI): «Non penso che la soluzione ai gravi problemi sanitari, economici e sociali della Nazione sia l’ennesimo governo nato nei laboratori del Palazzo e in mano al PD e a Renzi. In una democrazia avanzata, i cittadini, attraverso il voto, sono padroni del proprio destino. Anche quando la situazione è difficile. Soprattutto quando la situazione è difficile.
Il Presidente valuta più opportuno rischiare un governo che per due anni avrà molte difficoltà a trovare soluzioni efficaci per gli italiani. Noi, invece, pensiamo sia decisamente meglio dare la possibilità agli italiani di votare, per avere una maggioranza coesa e forte che possa governare cinque anni e dare all’Italia le risposte coraggiose di cui ha bisogno. Nel centrodestra ci confronteremo, ma all’appello del Presidente rispondiamo che, in ogni caso, anche dall’opposizione ci sarà sempre la disponibilità di Fratelli d’Italia a lavorare per il bene della Nazione»
Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.