Home Attualità Finisce l’era dei dpcm, Draghi studia riapertura attività più colpite: ristoranti e centri sportivi.
Finisce l’era dei dpcm, Draghi studia riapertura attività più colpite: ristoranti e centri sportivi.

Finisce l’era dei dpcm, Draghi studia riapertura attività più colpite: ristoranti e centri sportivi.

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Nazionale, 23 febbraio 2021 – Sarà una nuova primavera italiana? Il governo Draghi è a lavoro sul Recovery plan, i fondi europei che dovrebbero finanziare la ricostruzione nazionale, nel segno di un profondo rinnovamento nel solco della rivoluzione digitale, tecnologica e ambientale. Ma prima di questo, ci sono questioni spinose e più ravvicinate che il governo Draghi dovrà affrontare: decidere tempi  e modalità della riapertura di quelle attività che hanno pagato, più di ogni altra, la pandemia con chiusure prolungate e conseguenti perdite economiche. Si parla delle aziende della ristorazione e dei centri sportivi, con  le prime costrette a chiudere nelle ore serali, quelle di maggior flusso di clientela, e le seconde che hanno tirato giù la saracinesca completamente da molti mesi. Il nodo dovrà essere sciolto entro il 5 marzo, data in cui scadrà l’attuale dpcm varato dall’ex presidente del consiglio, Giuseppe Conte. E qui potrebbe registrarsi la prima discontinuità con il governo giallo rosso. Non dovrebbe più trattarsi di un dpcm, quanto di un decreto legge, che potrebbe già prevedere i ristori da destinare alle attività in crisi, come richiesto fortemente dai governatori delle Regioni. Un altro elemento di discontinuità rispetto al passato, rimarcato da Draghi anche nel suo discorso programmatico alle Camere, sarebbe quello diAntico Forno Pianoscarano dare tempestiva comunicazione anche sul cambio delle regole e dunque sulle nuove misure che potrebbero essere disposte non a ridosso del 5 marzo, ma in un tempo congruo per dare ai governatori regionali e agli operatori la possibilità di organizzarsi per tempo. A Palazzo Chigi sarebbe in atto uno screening dei settori più colpiti non solo per mettere a punto il decreto ristori, ma anche per iniziare a organizzare una loro riapertura, senza perdere di vista, ovviamente, l’andamento della pandemia. Per questo Draghi attende il report di venerdì dell’Istituto Superiore di Sanità, che dovrà valutare anche la  pericolosità delle varianti, prima di disporre le nuove regole per la riapertura in alcune zone di quelle attività  che non hanno mai riaperto, come le palestre, i  cinema e teatri o quelle che hanno subito forti riduzioni dell’orario come i ristoranti e i bar. Sono tre le varianti riscontrate in Italia: inglese, brasiliana e sudafricana. Dal report dell’Iss dipenderanno le prossime mosse del premier orientato verso una ripartenza delle attività, affiancata da politiche di sostegno economico. Dallo stesso mondo dell’impresa stanno arrivando urgenti richieste di regole meno rigide. I Comuni  e il leader, Matteo Salvini, chiedono  di poter tornare a cenare nei ristoranti, altri segnali in tal senso arrivano anche dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, tra quelli più rigidi nel precedente governo giallo rosso, che in un’intervista al Corriere della Sera ha parlato di cinema e teatri come “luoghi sicuri” quindi “ragioniamo – ha detto  – sulla riapertura. Vorrei fossero i primi». Nel nuovo provvedimento del 5 marzo sarebbero destinate a restare le fasce: bianco, giallo, arancione e rosso. Le Regioni, però, spingono per semplificare i parametri ed essere coinvolte  in un processo decisionale  maggiormente partecipato. Nei prossimi mesi si potrebbe andare verso provvedimenti più localizzati rispetto al passato, e dunque stabilire irrigidimenti delle regole o eventuali lockdown per territori circoscritti, come quelli comunali o provinciali, dove il contagio dovesse risultare più diffuso.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.