Home Cronaca San Faustino: centro storico di serie “B”. L’ira dei cittadini. Strada distrutta, segnaletica sparita.

San Faustino: centro storico di serie “B”. L’ira dei cittadini. Strada distrutta, segnaletica sparita.

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Viterbo, 27 febbraio 2021 – «Buche, buche, buche. Ovunque. Non si riesce più nemmeno a camminare».  Residenti e fruitori di San Faustino parlano con una voce sola. Sono inferociti, e anche scorati. Molti di loro abitano nel quartiere antico dove campeggiano le due monumentali chiese della Trinità e di San Faustino, ma, a prima vista, pare di stare tutt’altro che in un centro storico, quanto in una zona della periferia più degradata. Via SS. Maria Liberatrice, tutta di sampietrini, ha dovuto sostenere per anni il traffico in uscita dal Sacrario, sostituendo in questa funzione la più ampia ed asfaltata via Marconi diventata prima isola pedonale, poi a unico senso di marcia, ma in entrata da piazza Verdi al Sacrario. Da quel momento per la via che congiunge le due chiese antiche è iniziato un martirio, una vera e propria via Crucis, inflitta dai pneumatici di un flusso ininterrotto di traffico a tutte le ore in uscita dal Sacrario. Tutto ciò, unito alla mancata manutenzione negli anni passati con le precedenti amministrazioni, riconsegna oggi un quadro devastante, in cui diventa un’avventura sfiancante anche solo camminare, sia a piedi, sia in auto. Non solo buche, ma lo stesso fondo stradale appare deformato dal peso delle auto. Un’immagine che stride con l’altra parte di centro storico: via San Lorenzo, piazza San Lorenzo, quartiere San Pellegrino. Allora esiste un problema di “centro storico di serie A” e “centro storico di serie B“?  Secondo i viterbesi: “sì”. E pensare che nel quartiere San Faustino stanno risorgendo le scuderie Sallupara, l’area verde di Prato Giardino è tornata a nuova vita, c’è poi il museo della Rocca Albornoz, le due chiese della Trinità e di San Faustino. Pur riconoscendo il pregio unico di quartieri come San Pellegrino e ilAntico Forno Pianoscarano complesso del Palazzo Papale e del Duomo, a San Faustino ci sono comunque testimonianze del passato sufficienti per essere trattato come un “centro storico” a tutti gli effetti. Connotazione smentita e non riconosciuta da quelle politiche del passato che hanno fatto di SS. Maria Liberatrice un’ “autostrada”, trasformando il quartiere San Faustino in  uno snodo  stradale, sottoposto senza sosta al traffico intenso di auto. Oggi il quartiere è devastato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Camminare su via SS. Maria Liberatrice è come andare sulle montagne russe, soprattutto per i tanti anziani che popolano piazza San Faustino e le mamme che escono con i passeggini. Il quartiere è molto frequentato anche da chi abita al Pilastro che si reca al mercato di San Faustino oppure in piazza a chiacchierare con gli amici, soprattutto ora che i centri anziani sono chiusi. Insomma il quartiere non è il ghetto che traspare dai fatti di cronaca che registrano spesso risse e disordini. C’è anche un altro volto di questo quartiere, ed è quello delle tante persone che ci abitano e lo frequentano da sempre, molti anziani, ma se il quartiere fosse riqualificato, attirerebbe anche giovani coppie. Qualche imprenditore ha iniziato a intravedere il potenziale di questa porzione di città, e così, tra le facciate fatiscenti, spicca una nuova di zecca: un B&B extra lusso, che è  un segnale che per San Faustino può esserci un destino migliore,  all’interno di un puzzle molto più ampio di quel centro storico che appare sempre più appetibile e gradito ai turisti. Ma per concretizzare il futuro, bisogna agire nel presente. E quello di San Faustino, figlio delle politiche del passato, non è per niente incoraggiante.  «Servono interventi urgenti sulla pavimentazione – dice Nadia dell’edicola – Questo è il problema più evidente. In dieci anni è sicuramente diminuita la sicurezza. Su questo sento molti residenti lamentarsi – dice la donna che lavora qui, ma abita altrove -. I negozi chiudono – prosegue – ma questo avviene un po’ ovunque. Il grande problema  è il manto stradale. In dieci anni non è mai stato fatto nulla sulla pavimentazione». Poco più in là un gruppetto di anziani signori, tutti con la mascherina, chiacchierano tra loro. Sui problemi del quartiere hanno le idee chiare: «Non si cammina più. Ovunque è pieno di buche. Poi c’è il parcheggio selvaggio a tutte le ore e tutti i giorni – dice un signore piuttosto indispettito -. Oggi c’è anche il mercato, tutte queste macchine non ci dovrebbero stare»,  dice puntando il dito sulle auto in sosta.  Poi riconosce che «qualcosa il Comune sta facendo, hanno tagliato l’erba dagli scalini. Ma la strada è tutta sconnessa. Non si passa.  I vigili non si vedono mai. Noi ci ritroviamo tutti i giorni qui, a fare quattro chiacchiere», dice. Gli fa eco un altro signore: «Ci sono tutte queste macchine buttate qui. La strada è tutta sconnessa, uno cammina e ad ogni passo rischia di cadere». C’è, dunque, un centro storico di serie A e uno di serie B? Secondo questi signori: «sì». «Se andiamo verso via Cavour, via San Lorenzo, la situazione migliora – dicono -.  Qui è tutto abbandonato. I vigili passano e non si fermano. La fontana  non si vede più, al giorno è tutta coperta di macchine. Ti siedi sulle panchine a prendere un po’ di aria e ti arriva il gas del tubo di scarico delle auto in sosta per andare in banca o da qualche altra parte». Qualcuno indica la fontana in una parte scolorita e chiede «Ma con che cosa l’hanno pulita?». Un altro anziano signore sta seduto a chiacchierare con un amico in prossimità della fontana: «Qui ci sono problemi anche per camminare sia con le macchine, sia a piedi. Non ci sono più nemmeno le strisce pedonali, lo stop è scomparso. Non hanno più fatto la segnaletica. Le macchine nemmeno si fermano. Dieci anni fa gli scalini della chiesa erano pieni di anziani. Tutti morti. Siamo rimasti in cinque. Sta morendo anche la fontana, il quartiere ed il mercato. Via SS Maria Liberatrice è un disastro. Il manto stradale fa pietà. Siamo nell’abbandono». Un’altra signora attraversa la strada con le buste della spesa. Alla domanda cosa c’è che non va nel quartiere, scandisce forte una parola di cinque lettere: «Buche. Buche ovunque. Dappertutto. Finché qualcuno non si romperà un piede, non lo capiranno. Le strisce pedonali non ci sono più. Quello che importa loro è solo che paghiamo le tasse».

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.