Concorso nuova macchina di S. Rosa, Angelo Russo: «Potrei partecipare con un’idea innovativa».
Viterbo, 27 settembre 2021 – Due trasporti annullati, ma la macchina di Santa Rosa continua ad essere uno degli argomenti più gettonati, soprattutto ora che si sta andando verso il concorso di idee che incoronerà una nuova macchina. Gloria potrebbe fare l’ultimo trasporto il 3 settembre 2022, forse uno straordinario a maggio/giugno dello stesso anno, se la pandemia lo permetterà, per poi congedarsi dai viterbesi ed entrare anch’essa nella storia come tutte le altre. Il Comune dovrebbe indire presto il concorso di idee per un nuovo progetto, forse già quest’anno, o al massimo entro la prima metà del prossimo.
C’è curiosità per sapere come sarà la nuova macchina, ma ancor prima c’è interesse anche a sapere chi parteciperà. Questo concorso potrebbe vedere, ad esempio, qualche ritorno, come quello di Angelo Russo, già ideatore di Sinfonia d’Archi, macchina in carica dal 1991 al 1997. È lui stesso a confermare di stare pensando di partecipare al prossimo concorso. Ma a una condizione: «Solo se mi verrà in mente una macchina innovativa, parteciperò, non lo farò così, tanto per farlo. Per la passione che ho, parteciperei ogni volta», dice Russo. Invece no: al prossimo concorso di idee, il papà di Sinfonia d’Archi, si farà vedere solo se «avrò una macchina che mi soddisfa e che risponda a questa caratteristica, cioè essere innovativa nella tradizione». Ma chi e quali macchine sono riuscite a fare questo: restare nel solco della tradizione, seppur con soluzioni stilistiche inedite? Uno, secondo Angelo Russo, è Arturo Vittori, ideatore di Fiore del Cielo: «Era una macchina innovativa sia nel colore, sia nella struttura – dice Russo -. Non so se l’autore abbia ottenuto quello che voleva, ma è stata una macchina ambivalente, è piaciuta a molti, ad alcuni no, avviene questo per tutte le macchine.
Momenti di svolta ce ne sono stati, prima di tutti quello di Salcini che portò la macchina fino a 27 metri – dice Russo -. Poi ci fu l’innovazione introdotta da Sinfonia d’Archi, con la sua struttura sfondata che consentiva di vedere il cielo. E lo stesso Volo d’Angeli che dopo la stagione del gotico di Papini, propose il barocco, uscendo fuori dagli schemi precedenti. Fu la macchina della suspance. Ricordo da bambino al Corso, aspettavo, ma la macchina non arrivava. Era l’anno in cui si fermò a via Cavour senza poter più proseguire il suo tragitto. Poi c’è l’innovazione introdotta da Raffaele Ascenzi con le sue “Ali di luce” pronte ad aprirsi e a richiudersi». Per quel che riguarda Sinfonia d’Archi, invece, «Fu un assemblamento di elementi antichi, ma affusolati in maniera moderna. La vasca della fontana, il capitello. le colonne bifore e, per finire, archi che definivano una struttura sfondata attraverso la quale si vedeva il cielo dall’altra parte. La mia macchina fu innovativa anche per i materiali utilizzati, polistirolo e resina». Su Gloria, invece, Angelo Russo dice: «È una macchina tradizionale, e molto bella». C’è ancora spazio per scrivere qualcosa di nuovo nella storia stilistica delle macchine di Santa Rosa? Secondo Russo sì: «Non condivido chi dice che nell’arte è stato fatto tutto, c’è ancora tanto da fare, bisogna solo sforzarsi di pensare cose nuove».